This thesis provides a comprehensive empirical investigation into the dual promise of corporate green bonds in the European market, examining their financial pricing and their association with issuer-level environmental performance. The analysis focuses on two central questions: first, whether a persistent negative yield premium (greenium) exists for green bonds; and second, whether third-party verification, specifically through Second-Party Opinions (SPOs), is associated with measurable differences in issuer-level environmental outcomes. Employing a dataset of European investment-grade corporate bonds from 2016 to 2024, the study utilizes ordinary least squares (OLS) regression and propensity score matching (PSM) to isolate the greenium effect while controlling for bond characteristics, credit ratings, sector, and time. For the environmental analysis, issuer-level emissions data are examined using inverse hyperbolic sine transformations to account for skewed distributions. The results indicate a statistically and economically significant greenium: green bonds trade at yields approximately 5 to 8 basis points lower than comparable conventional bonds, with the effect strongest in Z-spreads (-5.92 basis points, p < 0.05) and yield-to-maturity (-7.9 basis points, p < 0.05). This robust premium suggests that investor preferences for sustainability are materially priced in fixed-income markets. The role of SPO verification yields more nuanced insights. While verification is not associated with superior emissions intensity (Scope 1 or Scope 1+2 per unit of revenue) among green bond issuers, it shows a marginally significant association with lower total CO2 emissions at the issuer level (p < 0.10). This indicates that SPOs function primarily as a credibility and transparency mechanism for the bond instrument, rather than as a stringent filter for identifying the most carbon-efficient firms. These findings contribute to the sustainable finance literature by affirming the financial reality of the greenium in a mature regulatory environment and by offering a critical perspective on the limits of third-party verification. The study concludes that while green bonds offer a tangible cost-of-capital advantage, their environmental integrity requires more than labels and verification. It calls for enhanced, outcome-focused regulatory standards and diligent investor due diligence to ensure that thematic finance instruments deliver substantive contributions to the climate transition.

Questa tesi fornisce un’analisi empirica approfondita della duplice promessa delle obbligazioni verdi societarie nel mercato europeo, esaminando la loro determinazione finanziaria dei prezzi e la loro associazione con la performance ambientale a livello di emittente. L’analisi si concentra su due domande centrali: in primo luogo, se esista un persistente premio negativo sul rendimento (greenium) per le obbligazioni verdi; e, in secondo luogo, se la verifica da parte di terzi, in particolare attraverso le Seconde Opinioni (Second-Party Opinions, SPO), sia associata a differenze misurabili nei risultati ambientali a livello di emittente. Utilizzando un dataset di obbligazioni societarie europee investment-grade dal 2016 al 2024, lo studio impiega la regressione ai minimi quadrati ordinari (OLS) e il propensity score matching (PSM) per isolare l’effetto greenium, controllando al contempo per le caratteristiche delle obbligazioni, i rating creditizi, il settore e il tempo. Per l’analisi ambientale, i dati sulle emissioni a livello di emittente sono esaminati utilizzando trasformazioni seno iperbolico inverse per tenere conto delle distribuzioni asimmetriche. I risultati indicano un greenium statisticamente ed economicamente significativo: le obbligazioni verdi sono scambiate con rendimenti inferiori di circa 5-8 punti base rispetto a obbligazioni convenzionali comparabili, con l’effetto più forte sugli Z-spread (-5,92 punti base, p < 0,05) e sul rendimento alla scadenza (-7,9 punti base, p < 0,05). Questo premio robusto suggerisce che le preferenze degli investitori per la sostenibilità siano materialmente incorporate nei prezzi dei mercati obbligazionari a reddito fisso. Il ruolo della verifica tramite SPO fornisce spunti più sfumati. Mentre la verifica non è associata a un’intensità emissiva superiore (Scope 1 o Scope 1+2 per unità di ricavo) tra gli emittenti di obbligazioni verdi, mostra un’associazione marginalmente significativa con minori emissioni totali di CO2 a livello di emittente (p < 0,10). Ciò indica che le SPO funzionano principalmente come meccanismo di credibilità e trasparenza per lo strumento obbligazionario, piuttosto che come filtro rigoroso per identificare le imprese più efficienti in termini di carbonio. Questi risultati contribuiscono alla letteratura sulla finanza sostenibile confermando la realtà finanziaria del greenium in un contesto normativo maturo e offrendo una prospettiva critica sui limiti della verifica da parte di terzi. Lo studio conclude che, sebbene le obbligazioni verdi offrano un tangibile vantaggio in termini di costo del capitale, la loro integrità ambientale richiede più di etichette e verifiche. Esso invoca standard normativi rafforzati e orientati ai risultati, nonché un’attenta due diligence da parte degli investitori, per garantire che gli strumenti di finanza tematica contribuiscano sostanzialmente alla transizione climatica.

Pricing Sustainability: The Greenium and Environmental Impact of European Corporate Green Bonds

MASWACH, BENARD KIPLIMO
2025/2026

Abstract

This thesis provides a comprehensive empirical investigation into the dual promise of corporate green bonds in the European market, examining their financial pricing and their association with issuer-level environmental performance. The analysis focuses on two central questions: first, whether a persistent negative yield premium (greenium) exists for green bonds; and second, whether third-party verification, specifically through Second-Party Opinions (SPOs), is associated with measurable differences in issuer-level environmental outcomes. Employing a dataset of European investment-grade corporate bonds from 2016 to 2024, the study utilizes ordinary least squares (OLS) regression and propensity score matching (PSM) to isolate the greenium effect while controlling for bond characteristics, credit ratings, sector, and time. For the environmental analysis, issuer-level emissions data are examined using inverse hyperbolic sine transformations to account for skewed distributions. The results indicate a statistically and economically significant greenium: green bonds trade at yields approximately 5 to 8 basis points lower than comparable conventional bonds, with the effect strongest in Z-spreads (-5.92 basis points, p < 0.05) and yield-to-maturity (-7.9 basis points, p < 0.05). This robust premium suggests that investor preferences for sustainability are materially priced in fixed-income markets. The role of SPO verification yields more nuanced insights. While verification is not associated with superior emissions intensity (Scope 1 or Scope 1+2 per unit of revenue) among green bond issuers, it shows a marginally significant association with lower total CO2 emissions at the issuer level (p < 0.10). This indicates that SPOs function primarily as a credibility and transparency mechanism for the bond instrument, rather than as a stringent filter for identifying the most carbon-efficient firms. These findings contribute to the sustainable finance literature by affirming the financial reality of the greenium in a mature regulatory environment and by offering a critical perspective on the limits of third-party verification. The study concludes that while green bonds offer a tangible cost-of-capital advantage, their environmental integrity requires more than labels and verification. It calls for enhanced, outcome-focused regulatory standards and diligent investor due diligence to ensure that thematic finance instruments deliver substantive contributions to the climate transition.
2025
Pricing Sustainability: The Greenium and Environmental Impact of European Corporate Green Bonds
Questa tesi fornisce un’analisi empirica approfondita della duplice promessa delle obbligazioni verdi societarie nel mercato europeo, esaminando la loro determinazione finanziaria dei prezzi e la loro associazione con la performance ambientale a livello di emittente. L’analisi si concentra su due domande centrali: in primo luogo, se esista un persistente premio negativo sul rendimento (greenium) per le obbligazioni verdi; e, in secondo luogo, se la verifica da parte di terzi, in particolare attraverso le Seconde Opinioni (Second-Party Opinions, SPO), sia associata a differenze misurabili nei risultati ambientali a livello di emittente. Utilizzando un dataset di obbligazioni societarie europee investment-grade dal 2016 al 2024, lo studio impiega la regressione ai minimi quadrati ordinari (OLS) e il propensity score matching (PSM) per isolare l’effetto greenium, controllando al contempo per le caratteristiche delle obbligazioni, i rating creditizi, il settore e il tempo. Per l’analisi ambientale, i dati sulle emissioni a livello di emittente sono esaminati utilizzando trasformazioni seno iperbolico inverse per tenere conto delle distribuzioni asimmetriche. I risultati indicano un greenium statisticamente ed economicamente significativo: le obbligazioni verdi sono scambiate con rendimenti inferiori di circa 5-8 punti base rispetto a obbligazioni convenzionali comparabili, con l’effetto più forte sugli Z-spread (-5,92 punti base, p < 0,05) e sul rendimento alla scadenza (-7,9 punti base, p < 0,05). Questo premio robusto suggerisce che le preferenze degli investitori per la sostenibilità siano materialmente incorporate nei prezzi dei mercati obbligazionari a reddito fisso. Il ruolo della verifica tramite SPO fornisce spunti più sfumati. Mentre la verifica non è associata a un’intensità emissiva superiore (Scope 1 o Scope 1+2 per unità di ricavo) tra gli emittenti di obbligazioni verdi, mostra un’associazione marginalmente significativa con minori emissioni totali di CO2 a livello di emittente (p < 0,10). Ciò indica che le SPO funzionano principalmente come meccanismo di credibilità e trasparenza per lo strumento obbligazionario, piuttosto che come filtro rigoroso per identificare le imprese più efficienti in termini di carbonio. Questi risultati contribuiscono alla letteratura sulla finanza sostenibile confermando la realtà finanziaria del greenium in un contesto normativo maturo e offrendo una prospettiva critica sui limiti della verifica da parte di terzi. Lo studio conclude che, sebbene le obbligazioni verdi offrano un tangibile vantaggio in termini di costo del capitale, la loro integrità ambientale richiede più di etichette e verifiche. Esso invoca standard normativi rafforzati e orientati ai risultati, nonché un’attenta due diligence da parte degli investitori, per garantire che gli strumenti di finanza tematica contribuiscano sostanzialmente alla transizione climatica.
Green Bonds
Greenium
Greenwashing
Scope 1,2 and
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112770