Dietro ogni bambino che fatica a leggere, scrivere e contare si nasconde spesso una storia fatta di sforzi silenziosi, di piccole sconfitte quotidiane, di difficoltà che si riflettono sul rendimento scolastico, ma anche sull’autostima, sulla partecipazione e sulle prospettive del bambino stesso. L’obbiettivo della letteratura scientifica recente è quello di sottolineare come il movimento, lo sport, l’attività fisica riescano a produrre dei benefici oggettivi nei bambini affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La centralità dell’attività motoria nella programmazione di interventi a sostegno di questi bambini, trova fondamento nella perpetua connessione e reciproca interazione tra mente e corpo. In tal senso, neuroscienze, scienze motorie e didattica hanno indagato il legame profondo tra attività fisica e DSA, sottolineando come il movimento non sia un semplice elemento marginale, bensì strumento attivo di cambiamento. Esso infatti produce una serie di mutamenti a livello strutturale, agendo direttamente sul cervello di chi apprende, e a livello funzionale, promuovendo miglioramenti nelle funzioni tipicamente alterate dai DSA. Questo elaborato ha quindi l’obbiettivo di evidenziare i benefici neurocognitivi e psicomotori che l’attività fisica può instaurare nel bambino, riconoscendo quest’ultima come alleata nell’apprendimento in casi documentati di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Oltre ai benefici puramente fisiologici ed accademici, l’attività fisica ha dei risvolti diretti anche sul benessere di chi la pratica, rappresentando di conseguenza un atto di fiducia nelle potenzialità di ogni bambino.
Il Disturbo Specifico di Apprendimento in età evolutiva: benefici neurocognitivi e psicomotori dell'attività motoria
FRELLO, ALICE
2025/2026
Abstract
Dietro ogni bambino che fatica a leggere, scrivere e contare si nasconde spesso una storia fatta di sforzi silenziosi, di piccole sconfitte quotidiane, di difficoltà che si riflettono sul rendimento scolastico, ma anche sull’autostima, sulla partecipazione e sulle prospettive del bambino stesso. L’obbiettivo della letteratura scientifica recente è quello di sottolineare come il movimento, lo sport, l’attività fisica riescano a produrre dei benefici oggettivi nei bambini affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La centralità dell’attività motoria nella programmazione di interventi a sostegno di questi bambini, trova fondamento nella perpetua connessione e reciproca interazione tra mente e corpo. In tal senso, neuroscienze, scienze motorie e didattica hanno indagato il legame profondo tra attività fisica e DSA, sottolineando come il movimento non sia un semplice elemento marginale, bensì strumento attivo di cambiamento. Esso infatti produce una serie di mutamenti a livello strutturale, agendo direttamente sul cervello di chi apprende, e a livello funzionale, promuovendo miglioramenti nelle funzioni tipicamente alterate dai DSA. Questo elaborato ha quindi l’obbiettivo di evidenziare i benefici neurocognitivi e psicomotori che l’attività fisica può instaurare nel bambino, riconoscendo quest’ultima come alleata nell’apprendimento in casi documentati di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Oltre ai benefici puramente fisiologici ed accademici, l’attività fisica ha dei risvolti diretti anche sul benessere di chi la pratica, rappresentando di conseguenza un atto di fiducia nelle potenzialità di ogni bambino.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
FRELLO_ALICE_2152993 .pdf
accesso aperto
Dimensione
621.45 kB
Formato
Adobe PDF
|
621.45 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/112839