La recente pubblicazione della Trilogia di Thomas in volume unitario (2024) ha contribuito a rinnovare l'attenzione critica nei confronti dell'opera di Vitaliano Trevisan. All'interno di questo contesto, il presente lavoro analizza Un mondo meraviglioso, I quindicimila passi e Il ponte con l'obiettivo di mostrare come il tempo non costituisca soltanto uno dei temi dei tre testi, ma il principio che organizza la costruzione della soggettività, della voce narrante e della forma della narrazione. L’analisi è condotta attraverso strumenti narratologici e stilistici, combinando le categorie del tempo narrativo con lo studio della voce, della discontinuità cronologica, delle strategie linguistiche e della rappresentazione dello spazio. Particolare attenzione è dedicata al funzionamento della memoria, alle tecniche di frammentazione temporale e al rapporto tra scrittura, percezione e identità. La tesi mostra come, nella Trilogia di Thomas, la memoria determini una temporalità discontinua, fondata sul continuo ritorno del passato nel presente. Da questa particolare esperienza del tempo derivano sia la costruzione di un'identità instabile e frammentata sia la struttura stessa della narrazione, caratterizzata da analessi, ripetizioni, digressioni, sovrapposizioni di piani temporali e continui slittamenti della prospettiva narrativa. Anche il paesaggio viene investito da questo processo, configurandosi come un archivio materiale della memoria in cui il tempo si sedimenta sotto forma di luoghi, rovine e tracce del passato. Il lavoro propone quindi di interpretare la Trilogia di Thomas come il luogo in cui il rapporto tra tempo, memoria e costruzione della soggettività trova la sua formulazione più organica all'interno dell'opera di Trevisan. Nei tre libri la sua scrittura non si limita a rappresentare il mondo, ma riproduce il modo in cui esso viene esperito: è attraverso la memoria che prendono forma insieme il soggetto, il tempo e la narrazione.
«Time works»: tempo e memoria nella «Trilogia di Thomas» di Vitaliano Trevisan
LUCCHINI, GIULIA
2025/2026
Abstract
La recente pubblicazione della Trilogia di Thomas in volume unitario (2024) ha contribuito a rinnovare l'attenzione critica nei confronti dell'opera di Vitaliano Trevisan. All'interno di questo contesto, il presente lavoro analizza Un mondo meraviglioso, I quindicimila passi e Il ponte con l'obiettivo di mostrare come il tempo non costituisca soltanto uno dei temi dei tre testi, ma il principio che organizza la costruzione della soggettività, della voce narrante e della forma della narrazione. L’analisi è condotta attraverso strumenti narratologici e stilistici, combinando le categorie del tempo narrativo con lo studio della voce, della discontinuità cronologica, delle strategie linguistiche e della rappresentazione dello spazio. Particolare attenzione è dedicata al funzionamento della memoria, alle tecniche di frammentazione temporale e al rapporto tra scrittura, percezione e identità. La tesi mostra come, nella Trilogia di Thomas, la memoria determini una temporalità discontinua, fondata sul continuo ritorno del passato nel presente. Da questa particolare esperienza del tempo derivano sia la costruzione di un'identità instabile e frammentata sia la struttura stessa della narrazione, caratterizzata da analessi, ripetizioni, digressioni, sovrapposizioni di piani temporali e continui slittamenti della prospettiva narrativa. Anche il paesaggio viene investito da questo processo, configurandosi come un archivio materiale della memoria in cui il tempo si sedimenta sotto forma di luoghi, rovine e tracce del passato. Il lavoro propone quindi di interpretare la Trilogia di Thomas come il luogo in cui il rapporto tra tempo, memoria e costruzione della soggettività trova la sua formulazione più organica all'interno dell'opera di Trevisan. Nei tre libri la sua scrittura non si limita a rappresentare il mondo, ma riproduce il modo in cui esso viene esperito: è attraverso la memoria che prendono forma insieme il soggetto, il tempo e la narrazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/113212