La presente tesi ricostruisce la storia di Calzoni e Riva, e della loro successiva confluenza in Riva Calzoni, impresa specializzata nella produzione di macchinari idraulici, dalle origini ottocentesche fino alla chiusura e alle prospettive di valorizzazione patrimoniale contemporanea. Il lavoro si inserisce nel campo della storia industriale e del patrimonio tecnico, combinando l'analisi di fonti primarie: pubblicazioni aziendali, testimonianze orali, documentazione archivistica con un inquadramento storico-economico più ampio, relativo al contesto manifatturiero bolognese e milanese ed al sistema delle partecipazioni statali italiane. Il primo nucleo della ricerca è dedicato alle origini e allo sviluppo delle imprese nel corso dell'Ottocento e della prima metà del Novecento, con attenzione alla formazione delle competenze tecniche interne, all'evoluzione dei prodotti e al radicamento territoriale nelle città di Bologna e Milano. Particolare rilievo è dato al periodo della Seconda guerra mondiale: il bombardamento dell'ottobre 1944, il trasferimento di macchinari a Milano e l'evacuazione dell'archivio aziendale a Sasso Marconi rappresentano momenti critici che mettono in luce tanto la vulnerabilità dell'impresa quanto le strategie di sopravvivenza messe in atto dalla direzione e dalla manodopera. Il secondo nucleo affronta la storia del dopoguerra, con un'analisi delle tensioni del lavoro che caratterizzano la ricostruzione: in particolare, la lotta operaia del 1951, culminata in un'occupazione della fabbrica a seguito di 230 licenziamenti nel reparto fonderia, è esaminata come momento emblematico delle contraddizioni sociali del boom industriale italiano. Il terzo nucleo sviluppa l'argomento analitico centrale della tesi: la dipendenza strutturale di Riva Calzoni dalla committenza pubblica, in particolare dalle società a partecipazione statale dell'IRI: Fincantieri e Finmeccanica e il modo in cui questa dipendenza ha condizionato le traiettorie dell'impresa nel lungo periodo. Si sostiene che lo statuto privato dell'azienda all'interno di un ecosistema dominato dalla mano pubblica spieghi, almeno in parte, l'assenza di misure istituzionali di tutela patrimoniale al momento della chiusura, in contrasto con quanto avvenuto per imprese di dimensioni comparabili ma di proprietà pubblica. La tesi si conclude con una riflessione sul destino del patrimonio materiale e immateriale dell'impresa: archivi, macchinari, saperi tecnici e memoria collettiva. Ci si interroga sulle condizioni che rendono possibile o impossibile la conservazione e la trasmissione del patrimonio industriale privato in Italia, e sulle responsabilità degli attori istituzionali, museali e accademici in questo processo.

Riva Calzoni entre industrie, technologie et territoire (1864-à nos jours) : histoire et reconversion d’une entreprise mécanique italienne.

SANDRELLI, EUGENIA
2025/2026

Abstract

La presente tesi ricostruisce la storia di Calzoni e Riva, e della loro successiva confluenza in Riva Calzoni, impresa specializzata nella produzione di macchinari idraulici, dalle origini ottocentesche fino alla chiusura e alle prospettive di valorizzazione patrimoniale contemporanea. Il lavoro si inserisce nel campo della storia industriale e del patrimonio tecnico, combinando l'analisi di fonti primarie: pubblicazioni aziendali, testimonianze orali, documentazione archivistica con un inquadramento storico-economico più ampio, relativo al contesto manifatturiero bolognese e milanese ed al sistema delle partecipazioni statali italiane. Il primo nucleo della ricerca è dedicato alle origini e allo sviluppo delle imprese nel corso dell'Ottocento e della prima metà del Novecento, con attenzione alla formazione delle competenze tecniche interne, all'evoluzione dei prodotti e al radicamento territoriale nelle città di Bologna e Milano. Particolare rilievo è dato al periodo della Seconda guerra mondiale: il bombardamento dell'ottobre 1944, il trasferimento di macchinari a Milano e l'evacuazione dell'archivio aziendale a Sasso Marconi rappresentano momenti critici che mettono in luce tanto la vulnerabilità dell'impresa quanto le strategie di sopravvivenza messe in atto dalla direzione e dalla manodopera. Il secondo nucleo affronta la storia del dopoguerra, con un'analisi delle tensioni del lavoro che caratterizzano la ricostruzione: in particolare, la lotta operaia del 1951, culminata in un'occupazione della fabbrica a seguito di 230 licenziamenti nel reparto fonderia, è esaminata come momento emblematico delle contraddizioni sociali del boom industriale italiano. Il terzo nucleo sviluppa l'argomento analitico centrale della tesi: la dipendenza strutturale di Riva Calzoni dalla committenza pubblica, in particolare dalle società a partecipazione statale dell'IRI: Fincantieri e Finmeccanica e il modo in cui questa dipendenza ha condizionato le traiettorie dell'impresa nel lungo periodo. Si sostiene che lo statuto privato dell'azienda all'interno di un ecosistema dominato dalla mano pubblica spieghi, almeno in parte, l'assenza di misure istituzionali di tutela patrimoniale al momento della chiusura, in contrasto con quanto avvenuto per imprese di dimensioni comparabili ma di proprietà pubblica. La tesi si conclude con una riflessione sul destino del patrimonio materiale e immateriale dell'impresa: archivi, macchinari, saperi tecnici e memoria collettiva. Ci si interroga sulle condizioni che rendono possibile o impossibile la conservazione e la trasmissione del patrimonio industriale privato in Italia, e sulle responsabilità degli attori istituzionali, museali e accademici in questo processo.
2025
Riva Calzoni: between industry, technology and territory (1864–to the present day): history and reconversion of an Italian mechanical engineering company.
storia industriale
idroelettricità
storia economica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/113279