Questa ricerca si colloca nell’ambito degli studi geografici post-rappresentazionali e intende indagare il potenziale euristico e interpretativo di una guida storica per leggere la realtà presente. Nello specifico, il lavoro esplora come le rappresentazioni contenute in una guida ottocentesca contribuiscano a formare e modellare le geografie e gli immaginari contemporanei, inserendosi nella tradizione di studi che riconosce le guide storiche come agenti geografici capaci di partecipare ai processi di formazione e interpretazione del paesaggio contemporaneo. Il contesto di riferimento è il paesaggio urbano di Venezia. La guida storica presa in esame è Le Rive dell’Adriatico e il Montenegro (1897) di Charles Yriarte il cui capitolo dedicato alla città descrive luoghi eterogenei, concentrati nel sestiere di San Marco e disposti prevalentemente attorno al Canal Grande a sud del ponte di Rialto. Il confronto tra le diciannove incisioni ottocentesche selezionate e le fotografie contemporanee è sviluppato attraverso metodi di ricerca visuale quali la rephotography e la kalagrafia. A complemento di questi materiali visuali, l’adozione di un approccio auto-etnografico consente di approfondire la comprensione dei processi spaziali e temporali di formazione del paesaggio, mettendo in dialogo le descrizioni dei luoghi del passato con le osservazioni raccolte durante il lavoro di campo. I risultati sono quindi sistematizzati attraverso la discourse analysis e restituiti tramite una storymap, che ricostruisce il percorso di ricerca in forma di narrazione carto-fotografica, proponendosi come strumento operativo di sintesi e dispositivo critico-interpretativo. L’insieme di queste operazioni ha prodotto un’interpretazione situata e incarnata della Venezia attuale, dalla quale emerge come alcuni luoghi debbano la loro configurazione odierna a processi di patrimonializzazione avviati nel passato, mentre altri abbiano goduto nel tempo di maggiore libertà di trasformazione. La guida del passato, in questo senso, si configura come un dispositivo critico di orientamento nel paesaggio presente, capace di (ri)attivare connessioni tra luoghi e memorie.
Ritrovare lo sguardo di Yriarte. Un'analisi carto-fotografica degli immaginari ottocenteschi nella Venezia di oggi
TERRASSAN, MARIAELENA
2025/2026
Abstract
Questa ricerca si colloca nell’ambito degli studi geografici post-rappresentazionali e intende indagare il potenziale euristico e interpretativo di una guida storica per leggere la realtà presente. Nello specifico, il lavoro esplora come le rappresentazioni contenute in una guida ottocentesca contribuiscano a formare e modellare le geografie e gli immaginari contemporanei, inserendosi nella tradizione di studi che riconosce le guide storiche come agenti geografici capaci di partecipare ai processi di formazione e interpretazione del paesaggio contemporaneo. Il contesto di riferimento è il paesaggio urbano di Venezia. La guida storica presa in esame è Le Rive dell’Adriatico e il Montenegro (1897) di Charles Yriarte il cui capitolo dedicato alla città descrive luoghi eterogenei, concentrati nel sestiere di San Marco e disposti prevalentemente attorno al Canal Grande a sud del ponte di Rialto. Il confronto tra le diciannove incisioni ottocentesche selezionate e le fotografie contemporanee è sviluppato attraverso metodi di ricerca visuale quali la rephotography e la kalagrafia. A complemento di questi materiali visuali, l’adozione di un approccio auto-etnografico consente di approfondire la comprensione dei processi spaziali e temporali di formazione del paesaggio, mettendo in dialogo le descrizioni dei luoghi del passato con le osservazioni raccolte durante il lavoro di campo. I risultati sono quindi sistematizzati attraverso la discourse analysis e restituiti tramite una storymap, che ricostruisce il percorso di ricerca in forma di narrazione carto-fotografica, proponendosi come strumento operativo di sintesi e dispositivo critico-interpretativo. L’insieme di queste operazioni ha prodotto un’interpretazione situata e incarnata della Venezia attuale, dalla quale emerge come alcuni luoghi debbano la loro configurazione odierna a processi di patrimonializzazione avviati nel passato, mentre altri abbiano goduto nel tempo di maggiore libertà di trasformazione. La guida del passato, in questo senso, si configura come un dispositivo critico di orientamento nel paesaggio presente, capace di (ri)attivare connessioni tra luoghi e memorie.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/113281