La tesi analizza l’acquiescenza alla sentenza, con particolare riferimento alla cosiddetta acquiescenza tacita prevista dall’art. 329 c.p.c., ricostruendone presupposti, natura ed effetti alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale. Dopo l’esame della disciplina generale dell’istituto e della distinzione tra acquiescenza espressa, tacita e parziale, il lavoro approfondisce il problema dell’individuazione dei comportamenti incompatibili con la volontà di impugnare. Particolare attenzione è dedicata ai criteri elaborati dalla giurisprudenza per accertare l’acquiescenza tacita e, in particolare, ai requisiti della consapevolezza della decisione, dell’univocità del comportamento e della sua assoluta incompatibilità con l’intenzione di proporre impugnazione. L’analisi delle pronunce della Corte di cassazione evidenzia un orientamento rigoroso, volto a evitare che comportamenti ambigui, meramente esecutivi o determinati da esigenze contingenti comportino automaticamente la perdita del potere di impugnare. L’evoluzione giurisprudenziale mostra così la ricerca di un equilibrio tra l’esigenza di stabilità delle decisioni giudiziarie e la tutela del diritto di difesa e di impugnazione.
Acquiescenza cosiddetta tacita nell'evoluzione giurisprudenziale
FRANCO, STEFANIA
2025/2026
Abstract
La tesi analizza l’acquiescenza alla sentenza, con particolare riferimento alla cosiddetta acquiescenza tacita prevista dall’art. 329 c.p.c., ricostruendone presupposti, natura ed effetti alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale. Dopo l’esame della disciplina generale dell’istituto e della distinzione tra acquiescenza espressa, tacita e parziale, il lavoro approfondisce il problema dell’individuazione dei comportamenti incompatibili con la volontà di impugnare. Particolare attenzione è dedicata ai criteri elaborati dalla giurisprudenza per accertare l’acquiescenza tacita e, in particolare, ai requisiti della consapevolezza della decisione, dell’univocità del comportamento e della sua assoluta incompatibilità con l’intenzione di proporre impugnazione. L’analisi delle pronunce della Corte di cassazione evidenzia un orientamento rigoroso, volto a evitare che comportamenti ambigui, meramente esecutivi o determinati da esigenze contingenti comportino automaticamente la perdita del potere di impugnare. L’evoluzione giurisprudenziale mostra così la ricerca di un equilibrio tra l’esigenza di stabilità delle decisioni giudiziarie e la tutela del diritto di difesa e di impugnazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/116334