Approcciarsi alla falsificazione non significa solamente studiare casi di contraffazione o ricostruire l’operato di un falsario, ma anche confrontarsi con la storia del gusto e il sistema delle categorie. Con il presente elaborato si vuole innanzitutto riconnettere il discorso sulla contraffazione delle arti africane alla storia della falsificazione. Per fare questo, sulla scorta di una bibliografia accreditata, si ripercorre la storia del fenomeno dal punto di vista dell’arte occidentale, si fornisce la definizione attuale di “falso” e si riflette sul rapporto dell’Occidente con la nozione di “autenticità”, preparando così il terreno per l’analisi che segue. Attraverso le voci di storici dell’arte, antropologi, etnologi, collezionisti, curatori, mercanti e filosofi, si ripercorrono le fasi del dibattito sull’identificazione del falso nelle arti africane, partendo dall’urgenza degli anni Settanta del Novecento e arrivando ai contributi più recenti. In conclusione si affrontano tre questioni: alcune analogie tra il contesto di falsificazione europeo e quello africano, la proposta di un criterio di autenticità che possa essere coerente all’interno delle dinamiche di produzione africane e, infine, il problema politico-culturale soggiacente all’intero discorso. Tanto la falsificazione quanto il confronto con l’alterità sono tematiche complesse e il presente lavoro non pretende di esaurirne le sfide. Qui si vuole contribuire a proporre un punto di vista, a suggerire la posizione da cui guardare l’intero quadro, con la consapevolezza che potrebbero esserci altre interpretazioni.
Il falso come categoria critica pregiudiziale: contrappunto africano
MOZZATO, GABRIELE
2025/2026
Abstract
Approcciarsi alla falsificazione non significa solamente studiare casi di contraffazione o ricostruire l’operato di un falsario, ma anche confrontarsi con la storia del gusto e il sistema delle categorie. Con il presente elaborato si vuole innanzitutto riconnettere il discorso sulla contraffazione delle arti africane alla storia della falsificazione. Per fare questo, sulla scorta di una bibliografia accreditata, si ripercorre la storia del fenomeno dal punto di vista dell’arte occidentale, si fornisce la definizione attuale di “falso” e si riflette sul rapporto dell’Occidente con la nozione di “autenticità”, preparando così il terreno per l’analisi che segue. Attraverso le voci di storici dell’arte, antropologi, etnologi, collezionisti, curatori, mercanti e filosofi, si ripercorrono le fasi del dibattito sull’identificazione del falso nelle arti africane, partendo dall’urgenza degli anni Settanta del Novecento e arrivando ai contributi più recenti. In conclusione si affrontano tre questioni: alcune analogie tra il contesto di falsificazione europeo e quello africano, la proposta di un criterio di autenticità che possa essere coerente all’interno delle dinamiche di produzione africane e, infine, il problema politico-culturale soggiacente all’intero discorso. Tanto la falsificazione quanto il confronto con l’alterità sono tematiche complesse e il presente lavoro non pretende di esaurirne le sfide. Qui si vuole contribuire a proporre un punto di vista, a suggerire la posizione da cui guardare l’intero quadro, con la consapevolezza che potrebbero esserci altre interpretazioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/117678