La presente ricerca si colloca nel panorama dell'esecuzione penale e della Giustizia Riparativa, ambiti oggi profondamente influenzati dalla Riforma Cartabia e dalle sollecitazioni degli organi europei, quali CEDU e CGUE. Il quadro normativo impone di ripensare i capisaldi del convivere sociale, orientando il sistema sanzionatorio verso i principi di rieducazione e reinserimento del reo. In un contesto caratterizzato da un tasso di affollamento carcerario che ha superato la soglia del 107% (Rapporto Antigone 2023), emerge l'urgenza di attivare risorse che valorizzino il ruolo della Comunità in tali processi. Lo studio muove dall’analisi delle criticità dei tradizionali modelli di valutazione, evidenziando l’assenza di una definizione teorica condivisa dei costrutti di “rischio” e “recidività”. La tendenza a considerare la recidiva come caratteristica individuale, anziché come processo interattivo, determina l’impiego di metodi eterogenei e una frammentazione della ricerca che ostacola la progettazione di interventi efficaci orientati alla Coesione della Comunità. L’obiettivo della tesi è quindi rilevare le modalità interattivo-discorsive di configurazione della realtà praticate dai ristretti per offrire un dato circa il Grado di Esposizione al Rischio di Recidività (GERR). La ricerca, condotta presso l’Istituto Penitenziario “Due Palazzi” di Padova su 80 utenti maggiorenni, si fonda sulla Teoria dell’Identità Dialogica (TID) e sulla Teoria Generale della Mediazione (TGM), utilizzando la metodologia M.A.D.I.T.. Lo strumento consiste in un protocollo cartaceo di 8 domande dialogiche basate su scenari interattivi, in cui l'utente sceglie tra 5 opzioni di risposta che rappresentano specifici Repertori Discorsivi. L’analisi operazionalizza il GERR calcolando il Peso Dialogico per rendere osservabile la collocazione delle configurazioni rispetto alle matrici Societas e Communitas e alle prospettive temporali attuali e futuribili. Il dato generato permette di valutare come le modalità discorsive concorrano a polarizzare l’esercizio dei ruoli tramite elementi di controversia tra obiettivi biografici e regole interattive, o attraverso la determinazione di scenari che alimentano carriere biografiche e la frammentazione della Communitas. L’individuazione dei 5 livelli di Esposizione (alto, medio-alto, medio, medio-basso e basso) fornisce ai ruoli dell’area penale dati funzionali alla gestione delle implicazioni della reiterazione della violazione della norma sulla Comunità. Lo strumento offre così — anche in un'ottica di anticipazione — indicazioni per la progettazione di interventi trattamentali intra ed extra murali e supporto ai processi decisionali giudiziari, stabilendo priorità d’intervento negli ambiti valutati come maggiormente sensibili, in linea con i principi di Giustizia Riparativa.
La misurazione dell’Esposizione al Rischio di Recidività come elemento a supporto dei ruoli che lavorano nell’esecuzione penale: contributo sperimentale presso il Penitenziario Due Palazzi di Padova per la valutazione e la gestione delle implicazioni sulla Comunità in merito alla reiterazione della violazione della norma
CHELLIN, ANDREA
2025/2026
Abstract
La presente ricerca si colloca nel panorama dell'esecuzione penale e della Giustizia Riparativa, ambiti oggi profondamente influenzati dalla Riforma Cartabia e dalle sollecitazioni degli organi europei, quali CEDU e CGUE. Il quadro normativo impone di ripensare i capisaldi del convivere sociale, orientando il sistema sanzionatorio verso i principi di rieducazione e reinserimento del reo. In un contesto caratterizzato da un tasso di affollamento carcerario che ha superato la soglia del 107% (Rapporto Antigone 2023), emerge l'urgenza di attivare risorse che valorizzino il ruolo della Comunità in tali processi. Lo studio muove dall’analisi delle criticità dei tradizionali modelli di valutazione, evidenziando l’assenza di una definizione teorica condivisa dei costrutti di “rischio” e “recidività”. La tendenza a considerare la recidiva come caratteristica individuale, anziché come processo interattivo, determina l’impiego di metodi eterogenei e una frammentazione della ricerca che ostacola la progettazione di interventi efficaci orientati alla Coesione della Comunità. L’obiettivo della tesi è quindi rilevare le modalità interattivo-discorsive di configurazione della realtà praticate dai ristretti per offrire un dato circa il Grado di Esposizione al Rischio di Recidività (GERR). La ricerca, condotta presso l’Istituto Penitenziario “Due Palazzi” di Padova su 80 utenti maggiorenni, si fonda sulla Teoria dell’Identità Dialogica (TID) e sulla Teoria Generale della Mediazione (TGM), utilizzando la metodologia M.A.D.I.T.. Lo strumento consiste in un protocollo cartaceo di 8 domande dialogiche basate su scenari interattivi, in cui l'utente sceglie tra 5 opzioni di risposta che rappresentano specifici Repertori Discorsivi. L’analisi operazionalizza il GERR calcolando il Peso Dialogico per rendere osservabile la collocazione delle configurazioni rispetto alle matrici Societas e Communitas e alle prospettive temporali attuali e futuribili. Il dato generato permette di valutare come le modalità discorsive concorrano a polarizzare l’esercizio dei ruoli tramite elementi di controversia tra obiettivi biografici e regole interattive, o attraverso la determinazione di scenari che alimentano carriere biografiche e la frammentazione della Communitas. L’individuazione dei 5 livelli di Esposizione (alto, medio-alto, medio, medio-basso e basso) fornisce ai ruoli dell’area penale dati funzionali alla gestione delle implicazioni della reiterazione della violazione della norma sulla Comunità. Lo strumento offre così — anche in un'ottica di anticipazione — indicazioni per la progettazione di interventi trattamentali intra ed extra murali e supporto ai processi decisionali giudiziari, stabilendo priorità d’intervento negli ambiti valutati come maggiormente sensibili, in linea con i principi di Giustizia Riparativa.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/118796