Introduzione: Considerata la crescente rilevanza del rischio suicidario tra i giovani adulti, l’identificazione dei fattori di rischio associati a questo fenomeno rimane una sfida cruciale. Negli ultimi decenni sono stati individuati diversi fattori di rischio distali, ossia condizioni relativamente stabili e spesso non modificabili che conferiscono la vulnerabilità di rischio suicidario (e.g., esperienze avverse infantili, familiarità per psicopatologia). Sebbene questi fattori siano importanti per identificare gli individui esposti a un rischio elevato nel lungo periodo, essi forniscono informazioni limitate su quando il rischio suicidario possa emergere. In questo contesto, la mancanza di un metodo per monitorare il rischio suicidario in tempo reale è stata indicata come una delle principali ragioni delle difficoltà nella predizione e prevenzione del rischio suicidario. Di conseguenza, crescente attenzione è stata rivolta all’identificazione di indicatori di rischio prossimali, ossia fattori dinamici che possono segnalare aumenti a breve termine del rischio suicidario. Tra questi fattori, il sonno rappresenta un processo particolarmente rilevante, in quanto varia quotidianamente ed è strettamente connesso ai sistemi di regolazione emotiva, cognitiva e fisiologica. Alla luce di queste considerazioni, l’obiettivo del presente studio era quello di esaminare se le variazioni quotidiane del sonno fossero associate a cambiamenti a breve termine nel rischio suicidario in un campione non clinico di giovani adulti. Materiali e metodi: Un campione di 104 studenti universitari ha completato un protocollo di Ecological Momentary Assessment (EMA) della durata di 8 giorni, con quattro rilevazioni giornaliere volte a valutare il rischio suicidario, tramite il Suicide Status Form (SSF) e l’affettività positiva e negativa, tramite il Positive and Negative Affect Schedule (PANAS-20). Il sonno è stato monitorato tramite actigrafia da polso. Sono stati utilizzati modelli lineari a effetti misti per esaminare le associazioni intra- e interindividuali tra tempo totale di sonno e rischio suicidario il giorno successivo. Risultati: Diminuzioni intraindividuali del tempo totale di sonno predicevano un maggiore rischio suicidario il giorno successivo. Al contrario, le differenze interindividuali nel tempo totale medio di sonno non erano significativamente associate al rischio suicidario nel corso del periodo di studio. Conclusioni: i risultati di questo studio suggeriscono che il rischio suicidario in un campione non clinico di giovani adulti è associato a variazioni quotidiane nel sonno. Dal punto di vista clinico, tali evidenze sottolineano l’importanza di monitorare indicatori dinamici e prossimali, come il sonno, per identificare tempestivamente momenti di maggiore vulnerabilità e sviluppare interventi preventivi mirati e sensibili al tempo tra i giovani adulti.

La durata del sonno come indicatore prossimale di rischio suicidario: uno studio con EMA e actigrafia

MORESE, FRANCESCO PIO
2025/2026

Abstract

Introduzione: Considerata la crescente rilevanza del rischio suicidario tra i giovani adulti, l’identificazione dei fattori di rischio associati a questo fenomeno rimane una sfida cruciale. Negli ultimi decenni sono stati individuati diversi fattori di rischio distali, ossia condizioni relativamente stabili e spesso non modificabili che conferiscono la vulnerabilità di rischio suicidario (e.g., esperienze avverse infantili, familiarità per psicopatologia). Sebbene questi fattori siano importanti per identificare gli individui esposti a un rischio elevato nel lungo periodo, essi forniscono informazioni limitate su quando il rischio suicidario possa emergere. In questo contesto, la mancanza di un metodo per monitorare il rischio suicidario in tempo reale è stata indicata come una delle principali ragioni delle difficoltà nella predizione e prevenzione del rischio suicidario. Di conseguenza, crescente attenzione è stata rivolta all’identificazione di indicatori di rischio prossimali, ossia fattori dinamici che possono segnalare aumenti a breve termine del rischio suicidario. Tra questi fattori, il sonno rappresenta un processo particolarmente rilevante, in quanto varia quotidianamente ed è strettamente connesso ai sistemi di regolazione emotiva, cognitiva e fisiologica. Alla luce di queste considerazioni, l’obiettivo del presente studio era quello di esaminare se le variazioni quotidiane del sonno fossero associate a cambiamenti a breve termine nel rischio suicidario in un campione non clinico di giovani adulti. Materiali e metodi: Un campione di 104 studenti universitari ha completato un protocollo di Ecological Momentary Assessment (EMA) della durata di 8 giorni, con quattro rilevazioni giornaliere volte a valutare il rischio suicidario, tramite il Suicide Status Form (SSF) e l’affettività positiva e negativa, tramite il Positive and Negative Affect Schedule (PANAS-20). Il sonno è stato monitorato tramite actigrafia da polso. Sono stati utilizzati modelli lineari a effetti misti per esaminare le associazioni intra- e interindividuali tra tempo totale di sonno e rischio suicidario il giorno successivo. Risultati: Diminuzioni intraindividuali del tempo totale di sonno predicevano un maggiore rischio suicidario il giorno successivo. Al contrario, le differenze interindividuali nel tempo totale medio di sonno non erano significativamente associate al rischio suicidario nel corso del periodo di studio. Conclusioni: i risultati di questo studio suggeriscono che il rischio suicidario in un campione non clinico di giovani adulti è associato a variazioni quotidiane nel sonno. Dal punto di vista clinico, tali evidenze sottolineano l’importanza di monitorare indicatori dinamici e prossimali, come il sonno, per identificare tempestivamente momenti di maggiore vulnerabilità e sviluppare interventi preventivi mirati e sensibili al tempo tra i giovani adulti.
2025
Sleep duration as a proximal indicator of suicide risk: an EMA and actigraphy study
Rischio suicidario
Sonno
Actigrafo
Fattori di rischio
EMA
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/118823