Il fenomeno della separazione in Italia è sempre più caratterizzato da elevati livelli di conflittualità che, in alcuni casi, celano o evolvono in situazioni di violenza domestica. Distinguere tra conflitto familiare e violenza rappresenta una questione centrale, soprattutto ai fini della tutela dei minori coinvolti, i quali possono subire significative conseguenze sul piano emotivo, relazionale e dello sviluppo. L'ordinamento italiano riconosce il principio della bigenitorialità quale criterio guida nelle decisioni riguardanti i figli; tuttavia, tale principio richiede un'attenta valutazione quando emergono dinamiche di violenza, nelle quali il mantenimento della relazione con entrambi i genitori può risultare incompatibile con il superiore interesse del minore. Attraverso l'esame della letteratura scientifica, della normativa e della giurisprudenza, la presente tesi approfondisce il ruolo della consulenza tecnica d'ufficio nei procedimenti di separazione conflittuale, con particolare attenzione alla capacità del consulente di distinguere le situazioni di conflitto simmetrico dai contesti di violenza domestica. Una valutazione forense accurata consente infatti di individuare le dinamiche familiari gravemente compromesse e di orientare l'Autorità giudiziaria verso misure realmente tutelanti per i minori. L'elaborato evidenzia come una corretta diagnosi differenziale tra conflitto e violenza costituisca il presupposto indispensabile per individuare il percorso di intervento più adeguato, attivando strumenti differenziati, tra cui il coordinamento genitoriale nei casi di elevata conflittualità, e adottando misure di protezione nei contesti di violenza, nel rispetto del principio del superiore interesse del minore.
La tutela del minore nei procedimenti di separazione ad alta conflittualità: criticità della valutazione forense tra conflitto e violenza domestica
BEGOTTO, CAMILLA
2025/2026
Abstract
Il fenomeno della separazione in Italia è sempre più caratterizzato da elevati livelli di conflittualità che, in alcuni casi, celano o evolvono in situazioni di violenza domestica. Distinguere tra conflitto familiare e violenza rappresenta una questione centrale, soprattutto ai fini della tutela dei minori coinvolti, i quali possono subire significative conseguenze sul piano emotivo, relazionale e dello sviluppo. L'ordinamento italiano riconosce il principio della bigenitorialità quale criterio guida nelle decisioni riguardanti i figli; tuttavia, tale principio richiede un'attenta valutazione quando emergono dinamiche di violenza, nelle quali il mantenimento della relazione con entrambi i genitori può risultare incompatibile con il superiore interesse del minore. Attraverso l'esame della letteratura scientifica, della normativa e della giurisprudenza, la presente tesi approfondisce il ruolo della consulenza tecnica d'ufficio nei procedimenti di separazione conflittuale, con particolare attenzione alla capacità del consulente di distinguere le situazioni di conflitto simmetrico dai contesti di violenza domestica. Una valutazione forense accurata consente infatti di individuare le dinamiche familiari gravemente compromesse e di orientare l'Autorità giudiziaria verso misure realmente tutelanti per i minori. L'elaborato evidenzia come una corretta diagnosi differenziale tra conflitto e violenza costituisca il presupposto indispensabile per individuare il percorso di intervento più adeguato, attivando strumenti differenziati, tra cui il coordinamento genitoriale nei casi di elevata conflittualità, e adottando misure di protezione nei contesti di violenza, nel rispetto del principio del superiore interesse del minore.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/118831