Mining has always been the key element for the development of human civilization. However, the extraction of mineral resources and their processing, generate very often high environmental and social costs. The aforesaid to introduce the fundamental and often debated issues of the restoration of quarry areas, size management and consequent problems. Recomposition and environmental restitution of extraction sites has become fundamental in assessing the environmental compatibility of the interventions. If properly planned, post-operam restoration actions can offer an active contribution to the conservation of biodiversity. Currently in Veneto region there are 419 authorized quarries and 1200 abandoned quarries (data from Legambiente 2021). Although the transition towards a circular model is followed by the building industry, Veneto area remains one of the regions which in Italy authorizes the most. The high number of sites, both active and not, resulted with significant bad impact on the landscape. This work, by the analysis of a case study, brings to light the problem related to the disused hillside quarries. Often the environmental redevelopment consists in the greening of the excavation fronts. Instead, as a mitigator of the impacts, it has been proposed to look at the morphologic restoration of the area by the usage of excavated soil and rocks.

Da sempre l’uomo ha trovato nell’attività estrattiva l’elemento chiave necessario e determinante per lo sviluppo delle civiltà umane. L’estrazione delle risorse minerarie e la loro lavorazione generano, però, molto spesso costi ambientali e sociali elevati. Queste premesse introducono delle questioni fondamentali e spesso dibattute, che hanno l’intento di cogliere le opportunità e risolvere le criticità riguardanti il ripristino delle aree di cava. Il tema della ricomposizione e restituzione ambientale dei siti estrattivi è diventato sempre più determinante nella valutazione della compatibilità ambientale degli interventi proposti. Se adeguatamente pianificati, gli interventi post-operam possono offrire un contributo attivo alla conservazione della biodiversità. Attualmente in Veneto sono presenti 419 cave autorizzate e 1200 cave dismesse (dato Legambiente 2021). Nonostante la transizione verso un modello circolare stia coinvolgendo sempre di più anche il mondo delle costruzioni, il Veneto resta una delle regioni che, in questo settore, autorizza di più e presenta un elevato numero di siti, sia attivi che non, con conseguente e rilevante impatto sul territorio. Il presente lavoro, attraverso l’analisi di un caso studio, porta alla luce la problematica legata alla presenza delle cave dismesse in contesti di versante, dove spesso la riqualificazione ambientale è costituita dal semplice rinverdimento dei fronti di escavazione, e propone come tipologia di intervento mitigatore degli impatti il conferimento di terre e rocce da scavo nelle aree dismesse, guardando, dunque, anche a un ripristino morfologico dell’area.

L’impatto ambientale nell’ambito dell’attività estrattiva: focus sugli interventi di recupero ambientale post operam.

DE FAVERI, ILARIA
2022/2023

Abstract

Da sempre l’uomo ha trovato nell’attività estrattiva l’elemento chiave necessario e determinante per lo sviluppo delle civiltà umane. L’estrazione delle risorse minerarie e la loro lavorazione generano, però, molto spesso costi ambientali e sociali elevati. Queste premesse introducono delle questioni fondamentali e spesso dibattute, che hanno l’intento di cogliere le opportunità e risolvere le criticità riguardanti il ripristino delle aree di cava. Il tema della ricomposizione e restituzione ambientale dei siti estrattivi è diventato sempre più determinante nella valutazione della compatibilità ambientale degli interventi proposti. Se adeguatamente pianificati, gli interventi post-operam possono offrire un contributo attivo alla conservazione della biodiversità. Attualmente in Veneto sono presenti 419 cave autorizzate e 1200 cave dismesse (dato Legambiente 2021). Nonostante la transizione verso un modello circolare stia coinvolgendo sempre di più anche il mondo delle costruzioni, il Veneto resta una delle regioni che, in questo settore, autorizza di più e presenta un elevato numero di siti, sia attivi che non, con conseguente e rilevante impatto sul territorio. Il presente lavoro, attraverso l’analisi di un caso studio, porta alla luce la problematica legata alla presenza delle cave dismesse in contesti di versante, dove spesso la riqualificazione ambientale è costituita dal semplice rinverdimento dei fronti di escavazione, e propone come tipologia di intervento mitigatore degli impatti il conferimento di terre e rocce da scavo nelle aree dismesse, guardando, dunque, anche a un ripristino morfologico dell’area.
2022
The environmental impact of mining industry: focus on post-operam environmental recovery interventions.
Mining has always been the key element for the development of human civilization. However, the extraction of mineral resources and their processing, generate very often high environmental and social costs. The aforesaid to introduce the fundamental and often debated issues of the restoration of quarry areas, size management and consequent problems. Recomposition and environmental restitution of extraction sites has become fundamental in assessing the environmental compatibility of the interventions. If properly planned, post-operam restoration actions can offer an active contribution to the conservation of biodiversity. Currently in Veneto region there are 419 authorized quarries and 1200 abandoned quarries (data from Legambiente 2021). Although the transition towards a circular model is followed by the building industry, Veneto area remains one of the regions which in Italy authorizes the most. The high number of sites, both active and not, resulted with significant bad impact on the landscape. This work, by the analysis of a case study, brings to light the problem related to the disused hillside quarries. Often the environmental redevelopment consists in the greening of the excavation fronts. Instead, as a mitigator of the impacts, it has been proposed to look at the morphologic restoration of the area by the usage of excavated soil and rocks.
cava
impatto ambientale
ricomposizione
attività estrattiva
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/43758