L’acquisizione del linguaggio avviene secondo tempi e modalità sorprendenti. La presente trattazione, in principio, si propone di delineare un quadro complessivo delle competenze linguistiche infantili nello sviluppo tipico, mettendo in luce la progressione che accompagna la costruzione della complessità linguistica. Si osserva, in particolare, come nei primi mesi di vita gli individui presentino abilità ricettive ed espressive comuni tra diversi tipi di lingue e di linguaggi, essendo potenzialmente disponibili all'acquisizione di qualsiasi codice comunicativo. L'interazione con l'ambiente consente di fissare gradualmente i parametri specifici della lingua a cui si è esposti, ponendo le basi per il raggiungimento di proprietà specifiche. A fronte di una crescente attenzione verso l'acquisizione del linguaggio, ne consegue che eventuali difficoltà in termini di sviluppo costituiscano uno dei principali motivi di consultazione specialistica. Le fragilità si limitano, talvolta, alla dimensione comunicativa; più di frequente si associano a difficoltà attentive, mnemoniche, scolastiche o a disturbi neuro-evolutivi più complessi, le cui ricadute possono accompagnare l'individuo per tutto l'arco della vita. L'analisi sino a qui condotta consente di introdurre con precisione e sistematicità il tema cardine della trattazione, costituito dagli Speech Sound Disorders. Il termine, sin dalle origini, allude a un ampio e variegato range di difficoltà evolutive in rapporto alla produzione dei suoni linguistici. La letteratura, da diversi decenni, mette in luce un denso panorama di caratteristiche costitutive, tra cui spiccano la ridotta intellegibilità dell'eloquio e le semplificazioni tipiche di età cronologiche precedenti, a cui si sommano, in alcuni casi, dei fenomeni atipici o devianti. Ciononostante, traspare ad oggi una parziale condivisione di strumenti di classificazione in grado di definire con puntualità e univocità gli elementi caratterizzanti il disturbo, il cui valore risulterebbe imprescindibile ai fini diagnostici, prognostici e riabilitativi, favorendo un'efficace individuazione degli obiettivi di trattamento. In ambito clinico, va diffondendosi una crescente consapevolezza circa necessità di realizzare valutazioni complete e puntuali, con particolare riferimento alla dimensione fonologica. Tale esigenza può trovare un positivo riscontro attraverso una prospettiva di intervento incentrata sul concetto di adiacenze fonetiche. Esse rappresentano il perno centrale attorno a cui l'individuo costruisce progressivamente le proprie competenze in rapporto all'acquisizione dell’inventario fonetico e alla definizione delle regole fonotattiche. Nello sviluppo tipico, le prime produzioni sillabiche realizzate dagli infanti sono guidate dal contesto fonologico che si rivela più supportivo sulla base del principio di facilità articolatoria. Una prova concreta a supporto di tale ipotesi è offerta dalla constatazione secondo cui alcuni elementi consonantici si presentino più precocemente e agevolmente con specifiche vocali. Gli individui affetti da Speech Sound Disorders, in virtù delle caratteristiche peculiari o atipiche che denotano le loro espressioni, possono presentare facilitazioni particolarmente singolari e specifiche. Saper cogliere e analizzare le adiacenze fonetiche riconoscendo i principi teorici generali e la specificità legata al singolo caso può consentire la definizione di programmi di trattamento altamente mirati e finalizzati. Tale orientamento auspica di apportare un beneficio sostanziale in rapporto alla fluidità articolatoria, nonché alla competenza e alla consapevolezza linguistica, progredendo dall'esercizio strutturato alla generalizzazione nei molteplici contesti di vita.

"Le adiacenze fonetiche: evidenze per la pratica clinica negli speech sound disorders"

PAVANELLO, IRENE
2022/2023

Abstract

L’acquisizione del linguaggio avviene secondo tempi e modalità sorprendenti. La presente trattazione, in principio, si propone di delineare un quadro complessivo delle competenze linguistiche infantili nello sviluppo tipico, mettendo in luce la progressione che accompagna la costruzione della complessità linguistica. Si osserva, in particolare, come nei primi mesi di vita gli individui presentino abilità ricettive ed espressive comuni tra diversi tipi di lingue e di linguaggi, essendo potenzialmente disponibili all'acquisizione di qualsiasi codice comunicativo. L'interazione con l'ambiente consente di fissare gradualmente i parametri specifici della lingua a cui si è esposti, ponendo le basi per il raggiungimento di proprietà specifiche. A fronte di una crescente attenzione verso l'acquisizione del linguaggio, ne consegue che eventuali difficoltà in termini di sviluppo costituiscano uno dei principali motivi di consultazione specialistica. Le fragilità si limitano, talvolta, alla dimensione comunicativa; più di frequente si associano a difficoltà attentive, mnemoniche, scolastiche o a disturbi neuro-evolutivi più complessi, le cui ricadute possono accompagnare l'individuo per tutto l'arco della vita. L'analisi sino a qui condotta consente di introdurre con precisione e sistematicità il tema cardine della trattazione, costituito dagli Speech Sound Disorders. Il termine, sin dalle origini, allude a un ampio e variegato range di difficoltà evolutive in rapporto alla produzione dei suoni linguistici. La letteratura, da diversi decenni, mette in luce un denso panorama di caratteristiche costitutive, tra cui spiccano la ridotta intellegibilità dell'eloquio e le semplificazioni tipiche di età cronologiche precedenti, a cui si sommano, in alcuni casi, dei fenomeni atipici o devianti. Ciononostante, traspare ad oggi una parziale condivisione di strumenti di classificazione in grado di definire con puntualità e univocità gli elementi caratterizzanti il disturbo, il cui valore risulterebbe imprescindibile ai fini diagnostici, prognostici e riabilitativi, favorendo un'efficace individuazione degli obiettivi di trattamento. In ambito clinico, va diffondendosi una crescente consapevolezza circa necessità di realizzare valutazioni complete e puntuali, con particolare riferimento alla dimensione fonologica. Tale esigenza può trovare un positivo riscontro attraverso una prospettiva di intervento incentrata sul concetto di adiacenze fonetiche. Esse rappresentano il perno centrale attorno a cui l'individuo costruisce progressivamente le proprie competenze in rapporto all'acquisizione dell’inventario fonetico e alla definizione delle regole fonotattiche. Nello sviluppo tipico, le prime produzioni sillabiche realizzate dagli infanti sono guidate dal contesto fonologico che si rivela più supportivo sulla base del principio di facilità articolatoria. Una prova concreta a supporto di tale ipotesi è offerta dalla constatazione secondo cui alcuni elementi consonantici si presentino più precocemente e agevolmente con specifiche vocali. Gli individui affetti da Speech Sound Disorders, in virtù delle caratteristiche peculiari o atipiche che denotano le loro espressioni, possono presentare facilitazioni particolarmente singolari e specifiche. Saper cogliere e analizzare le adiacenze fonetiche riconoscendo i principi teorici generali e la specificità legata al singolo caso può consentire la definizione di programmi di trattamento altamente mirati e finalizzati. Tale orientamento auspica di apportare un beneficio sostanziale in rapporto alla fluidità articolatoria, nonché alla competenza e alla consapevolezza linguistica, progredendo dall'esercizio strutturato alla generalizzazione nei molteplici contesti di vita.
2022
"Phonetic adjacencies: evidence for clinical practice in speech sound disorders"
Fonologia
Età evolutiva
Language disorders
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/54551