La tesi esplora l’esperienza della maternità nel contesto sociale occidentale, mettendo in luce come il corpo di una madre venga sistematicamente oggettivato e ridotto a mezzo di riproduzione, con una conseguente negazione della soggettività materna. L’idealizzazione della maternità come esperienza esclusivamente positiva contribuisce alla rimozione dei vissuti ambivalenti, generando un’analfabetizzazione emotiva di quelli negativi di fatica o rabbia. Questo discorso dominante ha delle implicazioni psichiche e sociali che inducono molte madri al silenzio, all’isolamento e alla psicopatologia. L’analisi si basa sulle cartelle cliniche di donne ricoverate durante il puerperio presso l’ex Ospedale Psichiatrico “Ai Colli” di Padova negli anni Sessanta e si propone di restituire visibilità a forme di sofferenza materna storicamente marginalizzate, all’interno di una riflessione critica sull’urgenza di moltiplicare le narrazioni e cogliere le complessità dell’esperienza materna.
Soggettività materna negata: trame di sofferenza psichica e istanze di riconoscimento nelle cartelle cliniche dell'ex Ospedale Psichiatrico "ai Colli" di Padova
MARTORANA, ALESSIA
2024/2025
Abstract
La tesi esplora l’esperienza della maternità nel contesto sociale occidentale, mettendo in luce come il corpo di una madre venga sistematicamente oggettivato e ridotto a mezzo di riproduzione, con una conseguente negazione della soggettività materna. L’idealizzazione della maternità come esperienza esclusivamente positiva contribuisce alla rimozione dei vissuti ambivalenti, generando un’analfabetizzazione emotiva di quelli negativi di fatica o rabbia. Questo discorso dominante ha delle implicazioni psichiche e sociali che inducono molte madri al silenzio, all’isolamento e alla psicopatologia. L’analisi si basa sulle cartelle cliniche di donne ricoverate durante il puerperio presso l’ex Ospedale Psichiatrico “Ai Colli” di Padova negli anni Sessanta e si propone di restituire visibilità a forme di sofferenza materna storicamente marginalizzate, all’interno di una riflessione critica sull’urgenza di moltiplicare le narrazioni e cogliere le complessità dell’esperienza materna.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/88815