L'esternalizzazione del servizio di radiologia nell'Azienda Sanitaria Friuli Occidentale si collega alla tematica delle riforme a cui il Servizio Sanitario Nazionale è soggetto; la via di applicazione risulta caratterizzata da un progressivo decentramento amministrativo e da un livello della managerializzazione delle strutture sanitarie sempre più ampio. In tale contesto, l'outsourcing di specifici servizi e attività sanitarie e di assistenza alla persona, come la radiologia, sta diventando una pratica sempre più diffusa, governata dalla necessità di abbattere le liste di attesa, contenere i costi operativi, ottimizzare l'efficienza gestionale e garantire l'accesso alle tecnologie più avanzate (Guimarães & Crespo de Carvalho, 2011). La linea di gestione condotta da ASFO vuole dimostrare come l'esternalizzazione del servizio di radiologia possa portare a risultati positivi in termini di riduzione delle liste di attesa, contenimento della spesa sanitaria e aumento dell'efficienza operativa anche attraverso la massimizzazione dei valori (Antucheviciene et al., 2013). Il dare la gestione a operatori economici esterni di servizi completi o parte di essi, consente all'azienda sanitaria anche di offrire alla popolazione accesso alle prestazioni sanitarie di alto livello attraverso l’uso di tecnologie e competenze avanzate, escludendo gli oneri finanziari associati all'acquisto di macchinari di ultima generazione, come TC multistrato o mammografi di ultima generazione, e alla formazione continua del personale stesso (Tavakol et al., 2011; Wong et al., 2005). Inoltre, attraverso l’esternalizzazione l’azienda ha la possibilità di favorire le applicazioni a nuovi modelli organizzativi sempre più flessibili per mezzo di una possibile riallocazione delle risorse umane e finanziarie rivolte alle attività sanitarie ritenute più strategiche e in linea con la vision e PAL aziendale, come la prevenzione o la cura di patologie croniche e l’attuazione del modello One Health secondo la missione 6 del PNRR (Agenas, 2023). Tuttavia, il processo di esternalizzazione presenta anche delle criticità che non devono essere trascurate. Una delle principali problematiche è rappresentata dalla perdita del controllo diretto sulla qualità del servizio erogata. Per limitare e mitigare tale rischio, risulta fondamentale implementare un sistema di monitoraggio e di feedback rigido, basato su indicatori di performance quali tempi di refertazione, numero di esami eseguiti, tasso di ripetizione degli esami per errori, e verifiche periodiche effettuate da personale interno qualificato. Oltremodo, è necessario instaurare un rapporto trasparente e con relazioni costanti con il provider esterno, al fine di condividere obiettivi, strategie operative e discutere eventuali criticità emerse durante l'erogazione del servizio (quotidianosanita.it, 2023a, 2023b). Un ulteriore aspetto critico che non deve essere trascurato è l'impatto che l’esternalizzazione può avere sul personale dipendente. La perdita di ramo d’azienda, come può essere visto nel caso specifico, può generare nei dipendenti sfiducia, demotivazione e più generalmente preoccupazione che possono sfociare in resistenze proprio perché potrebbero percepire una minaccia alla stabilità del proprio lavoro o un declassamento professionale. Per gestire tale situazione, è fondamentale che l'azienda sanitaria adotti un approccio partecipativo, coinvolgendo i dipendenti nel processo decisionale, informandoli dettagliatamente sulle opportunità che si possono venire a creare con l'esternalizzazione e offrendo loro, attraverso leve strategiche premianti come gli incentivi, percorsi di aggiornamento professionale e riqualificazione, ad esempio attraverso la partecipazione a corsi di formazione specifici o l'acquisizione di nuove competenze in ambito sanitario.
STUDIO ED ANALISI DELL’ESTERNALIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI RADIOLOGIA IN AZIENDA SANITARIA “FRIULI OCCIDENTALE”
FANTIN, MATTEO
2024/2025
Abstract
L'esternalizzazione del servizio di radiologia nell'Azienda Sanitaria Friuli Occidentale si collega alla tematica delle riforme a cui il Servizio Sanitario Nazionale è soggetto; la via di applicazione risulta caratterizzata da un progressivo decentramento amministrativo e da un livello della managerializzazione delle strutture sanitarie sempre più ampio. In tale contesto, l'outsourcing di specifici servizi e attività sanitarie e di assistenza alla persona, come la radiologia, sta diventando una pratica sempre più diffusa, governata dalla necessità di abbattere le liste di attesa, contenere i costi operativi, ottimizzare l'efficienza gestionale e garantire l'accesso alle tecnologie più avanzate (Guimarães & Crespo de Carvalho, 2011). La linea di gestione condotta da ASFO vuole dimostrare come l'esternalizzazione del servizio di radiologia possa portare a risultati positivi in termini di riduzione delle liste di attesa, contenimento della spesa sanitaria e aumento dell'efficienza operativa anche attraverso la massimizzazione dei valori (Antucheviciene et al., 2013). Il dare la gestione a operatori economici esterni di servizi completi o parte di essi, consente all'azienda sanitaria anche di offrire alla popolazione accesso alle prestazioni sanitarie di alto livello attraverso l’uso di tecnologie e competenze avanzate, escludendo gli oneri finanziari associati all'acquisto di macchinari di ultima generazione, come TC multistrato o mammografi di ultima generazione, e alla formazione continua del personale stesso (Tavakol et al., 2011; Wong et al., 2005). Inoltre, attraverso l’esternalizzazione l’azienda ha la possibilità di favorire le applicazioni a nuovi modelli organizzativi sempre più flessibili per mezzo di una possibile riallocazione delle risorse umane e finanziarie rivolte alle attività sanitarie ritenute più strategiche e in linea con la vision e PAL aziendale, come la prevenzione o la cura di patologie croniche e l’attuazione del modello One Health secondo la missione 6 del PNRR (Agenas, 2023). Tuttavia, il processo di esternalizzazione presenta anche delle criticità che non devono essere trascurate. Una delle principali problematiche è rappresentata dalla perdita del controllo diretto sulla qualità del servizio erogata. Per limitare e mitigare tale rischio, risulta fondamentale implementare un sistema di monitoraggio e di feedback rigido, basato su indicatori di performance quali tempi di refertazione, numero di esami eseguiti, tasso di ripetizione degli esami per errori, e verifiche periodiche effettuate da personale interno qualificato. Oltremodo, è necessario instaurare un rapporto trasparente e con relazioni costanti con il provider esterno, al fine di condividere obiettivi, strategie operative e discutere eventuali criticità emerse durante l'erogazione del servizio (quotidianosanita.it, 2023a, 2023b). Un ulteriore aspetto critico che non deve essere trascurato è l'impatto che l’esternalizzazione può avere sul personale dipendente. La perdita di ramo d’azienda, come può essere visto nel caso specifico, può generare nei dipendenti sfiducia, demotivazione e più generalmente preoccupazione che possono sfociare in resistenze proprio perché potrebbero percepire una minaccia alla stabilità del proprio lavoro o un declassamento professionale. Per gestire tale situazione, è fondamentale che l'azienda sanitaria adotti un approccio partecipativo, coinvolgendo i dipendenti nel processo decisionale, informandoli dettagliatamente sulle opportunità che si possono venire a creare con l'esternalizzazione e offrendo loro, attraverso leve strategiche premianti come gli incentivi, percorsi di aggiornamento professionale e riqualificazione, ad esempio attraverso la partecipazione a corsi di formazione specifici o l'acquisizione di nuove competenze in ambito sanitario.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Fantin_Matteo.pdf
Accesso riservato
Dimensione
1.52 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.52 MB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/89731