Negli ultimi decenni il tema della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) ha acquisito un’importanza crescente nel panorama economico globale. Tuttavia, la necessità di una regolamentazione chiara ed efficace per garantire che le imprese rispettino determinati standard ha sollevato numerosi interrogativi su come far coesistere gli interessi economici e quelli sociali. La Direttiva (UE) 2024/1760 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità e che modifica la direttiva (UE) 2019/1937 e il regolamento (UE) 2023/2859 (di seguito “Direttiva sulla due diligence”) rappresenta uno dei tentativi più significativi di disciplinare e responsabilizzare le imprese in relazione alla loro condotta, con particolare attenzione ai diritti umani e alla sostenibilità ambientale. La Direttiva sulla due diligence propone un cambiamento dalla tradizionale responsabilità sociale d’impresa. Questo cambiamento riguarda le modalità con cui le imprese possono essere chiamate a rispondere delle loro azioni, spostando il focus da un’impostazione volontaria a un modello più formale e obbligatorio di liability. Inoltre, la Direttiva sulla due diligence è particolarmente rilevante in relazione al fenomeno delle imprese multinazionali e delle (più recenti) catene globali di valore, le quali, dislocando il proprio processo produttivo in Stati terzi dotati di standard normativi più bassi, spesso sfruttano tali standard per aggirare le norme comunitarie, minando l’efficacia delle politiche di responsabilità sociale e ambientale in Europa. Il presente lavoro si propone di analizzare la Direttiva sulla due diligence, con l’obiettivo di comprendere le sue implicazioni normative e pratiche. Nel primo capitolo si fornirà una panoramica sulla responsabilità sociale d’impresa, esaminando quelli che fino a questo momento sono stati gli strumenti principali per spingere le imprese multinazionali ad agire in maniera socialmente responsabile. Considerando la rilevanza degli strumenti di soft law e i relativi limiti, questo capitolo servirà a contestualizzare il cambiamento di approccio che ha portato all’adozione della Direttiva sulla due diligence, ponendo le basi per una discussione più approfondita circa i suoi possibili effetti concreti e le novità che introduce. Il secondo capitolo si concentrerà in particolare sul tema della legge applicabile e sulla portata extraterritoriale della Responsabilità Sociale d’Impresa. In questo contesto, sarà presentato l’approccio adottato dal Regno Unito, che storicamente si è posto come pioniere in Europa in materia di RSI tramite l’adozione di strumenti normativi specifici, come il Climate Change Act e il Modern Slavery Act, e che già da diversi anni ha previsto e riconosciuto nel proprio diritto interno e nella propria giurisprudenza la responsabilità civile dell’impresa madre per azioni negligenti o illecite condotte da imprese figlie ad essa legate. A tal fine verranno esaminate alcune sentenze significative che hanno influenzato l’evoluzione della giurisprudenza in tema di responsabilità delle imprese. Il terzo capitolo sarà dedicato all’analisi specifica della Direttiva sulla due diligence, con un’attenzione particolare ai suoi punti di forza e alle possibili criticità. Si analizzerà il passaggio concettuale dalla responsabilità sociale d’impresa alla responsabilità civile d’impresa, una mutazione che implica un cambiamento radicale nella natura e nell’estensione degli obblighi legali delle imprese, considerando in che modo e in che misura questo nuovo quadro normativo non lasci più spazio a interpretazioni e adesioni su base volontaria. Si considereranno inoltre l’efficacia delle sue misure e le possibili sfide.
L'evoluzione della due diligence aziendale in materia di sostenibilità nel diritto dell'Unione Europea e nell'ordinamento britannico
ROTONDI, CLAUDIA
2024/2025
Abstract
Negli ultimi decenni il tema della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) ha acquisito un’importanza crescente nel panorama economico globale. Tuttavia, la necessità di una regolamentazione chiara ed efficace per garantire che le imprese rispettino determinati standard ha sollevato numerosi interrogativi su come far coesistere gli interessi economici e quelli sociali. La Direttiva (UE) 2024/1760 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità e che modifica la direttiva (UE) 2019/1937 e il regolamento (UE) 2023/2859 (di seguito “Direttiva sulla due diligence”) rappresenta uno dei tentativi più significativi di disciplinare e responsabilizzare le imprese in relazione alla loro condotta, con particolare attenzione ai diritti umani e alla sostenibilità ambientale. La Direttiva sulla due diligence propone un cambiamento dalla tradizionale responsabilità sociale d’impresa. Questo cambiamento riguarda le modalità con cui le imprese possono essere chiamate a rispondere delle loro azioni, spostando il focus da un’impostazione volontaria a un modello più formale e obbligatorio di liability. Inoltre, la Direttiva sulla due diligence è particolarmente rilevante in relazione al fenomeno delle imprese multinazionali e delle (più recenti) catene globali di valore, le quali, dislocando il proprio processo produttivo in Stati terzi dotati di standard normativi più bassi, spesso sfruttano tali standard per aggirare le norme comunitarie, minando l’efficacia delle politiche di responsabilità sociale e ambientale in Europa. Il presente lavoro si propone di analizzare la Direttiva sulla due diligence, con l’obiettivo di comprendere le sue implicazioni normative e pratiche. Nel primo capitolo si fornirà una panoramica sulla responsabilità sociale d’impresa, esaminando quelli che fino a questo momento sono stati gli strumenti principali per spingere le imprese multinazionali ad agire in maniera socialmente responsabile. Considerando la rilevanza degli strumenti di soft law e i relativi limiti, questo capitolo servirà a contestualizzare il cambiamento di approccio che ha portato all’adozione della Direttiva sulla due diligence, ponendo le basi per una discussione più approfondita circa i suoi possibili effetti concreti e le novità che introduce. Il secondo capitolo si concentrerà in particolare sul tema della legge applicabile e sulla portata extraterritoriale della Responsabilità Sociale d’Impresa. In questo contesto, sarà presentato l’approccio adottato dal Regno Unito, che storicamente si è posto come pioniere in Europa in materia di RSI tramite l’adozione di strumenti normativi specifici, come il Climate Change Act e il Modern Slavery Act, e che già da diversi anni ha previsto e riconosciuto nel proprio diritto interno e nella propria giurisprudenza la responsabilità civile dell’impresa madre per azioni negligenti o illecite condotte da imprese figlie ad essa legate. A tal fine verranno esaminate alcune sentenze significative che hanno influenzato l’evoluzione della giurisprudenza in tema di responsabilità delle imprese. Il terzo capitolo sarà dedicato all’analisi specifica della Direttiva sulla due diligence, con un’attenzione particolare ai suoi punti di forza e alle possibili criticità. Si analizzerà il passaggio concettuale dalla responsabilità sociale d’impresa alla responsabilità civile d’impresa, una mutazione che implica un cambiamento radicale nella natura e nell’estensione degli obblighi legali delle imprese, considerando in che modo e in che misura questo nuovo quadro normativo non lasci più spazio a interpretazioni e adesioni su base volontaria. Si considereranno inoltre l’efficacia delle sue misure e le possibili sfide.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/90642