L’Italia sta vivendo un aumento marcato di eventi atmosferici estremi che sempre più spesso interrompono la quotidianità. Questi fenomeni, potenziati dal cambiamento climatico e dal surriscaldamento globale causati dalle attività antropiche, mostrano un’intensità e una frequenza in crescita, con la penisola italiana particolarmente vulnerabile per la sua posizione nel bacino del Mediterraneo. In un contesto in cui l’impatto di tali eventi estremi sulla società è ormai innegabile, questo lavoro si concentra su un aspetto ancora poco esplorato: le ricadute degli eventi meteorologici estremi sui comportamenti riproduttivi e sui tassi di natalità. La letteratura recente evidenzia correlazioni negative tra ondate di calore e natalità, l’influenza della qualità dell’aria sulla fertilità biologica, e un’associazione tra preoccupazione climatica e riduzione delle intenzioni riproduttive. Il presente studio adotta un approccio longitudinale, analizzando dati climatici e demografici per identificare tendenze e variazioni temporali nella relazione tra eventi estremi atmosferici e natalità nel nostro Paese. Dal punto di vista metodologico, la modellazione panel — nonostante l’impiego di specificazioni avanzate — non si è rivelata del tutto soddisfacente per la natura del fenomeno analizzato. Più appropriato è risultato invece l’utilizzo del Propensity Score Matching, che consente di confrontare in modo bilanciato i comuni colpiti da eventi estremi con comuni simili non esposti. I risultati di queste stime sono stati sottoposti a numerose analisi di robustezza, che hanno esplorato diverse definizioni di trattamento, variabili di matching e specificazioni temporali e territoriali. L’insieme delle evidenze ottenute mostra con coerenza che, nel periodo di analisi, l’esposizione a eventi atmosferici estremi non ha prodotto effetti significativi e sistematici sulla natalità in Italia.
Eventi atmosferici estremi e natalità: un'analisi longitudinale in Italia
PAGIN, ELIA SEBASTIANO
2024/2025
Abstract
L’Italia sta vivendo un aumento marcato di eventi atmosferici estremi che sempre più spesso interrompono la quotidianità. Questi fenomeni, potenziati dal cambiamento climatico e dal surriscaldamento globale causati dalle attività antropiche, mostrano un’intensità e una frequenza in crescita, con la penisola italiana particolarmente vulnerabile per la sua posizione nel bacino del Mediterraneo. In un contesto in cui l’impatto di tali eventi estremi sulla società è ormai innegabile, questo lavoro si concentra su un aspetto ancora poco esplorato: le ricadute degli eventi meteorologici estremi sui comportamenti riproduttivi e sui tassi di natalità. La letteratura recente evidenzia correlazioni negative tra ondate di calore e natalità, l’influenza della qualità dell’aria sulla fertilità biologica, e un’associazione tra preoccupazione climatica e riduzione delle intenzioni riproduttive. Il presente studio adotta un approccio longitudinale, analizzando dati climatici e demografici per identificare tendenze e variazioni temporali nella relazione tra eventi estremi atmosferici e natalità nel nostro Paese. Dal punto di vista metodologico, la modellazione panel — nonostante l’impiego di specificazioni avanzate — non si è rivelata del tutto soddisfacente per la natura del fenomeno analizzato. Più appropriato è risultato invece l’utilizzo del Propensity Score Matching, che consente di confrontare in modo bilanciato i comuni colpiti da eventi estremi con comuni simili non esposti. I risultati di queste stime sono stati sottoposti a numerose analisi di robustezza, che hanno esplorato diverse definizioni di trattamento, variabili di matching e specificazioni temporali e territoriali. L’insieme delle evidenze ottenute mostra con coerenza che, nel periodo di analisi, l’esposizione a eventi atmosferici estremi non ha prodotto effetti significativi e sistematici sulla natalità in Italia.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/93038