Background. Il tirocinio professionale rappresenta una componente essenziale nella formazione del dietista, poiché consente di integrare conoscenze teoriche e abilità pratiche. La valutazione del tirocinio riveste un ruolo centrale nel percorso formativo, in quanto è necessaria per verificare il raggiungimento delle competenze previste dal profilo professionale. La Conferenza Permanente delle Professioni Sanitare ha redatto un documento di indirizzo su standard e principi del tirocinio nei Corsi di Laurea (CdL) delle Professioni Sanitarie, tuttavia al momento non esistono ancora indicazioni specifiche che traducano tali principi all’interno del percorso formativo del dietista. Obiettivi. L’obiettivo del presente lavoro è quello di descrivere l’attuale modalità con cui viene valutato e progettato l’esame di tirocinio nei diversi CdL in Dietistica presenti in Italia e di confrontarla con le indicazioni fornite dalla Conferenza Permanente delle Professioni Sanitarie. Sulla base dell’analisi condotta, si intende inoltre avanzare una proposta di linee di indirizzo volte a promuovere una maggiore uniformità valutativa nell’ambito del tirocinio professionale del Dietista. Materiali e Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale-descrittivo. A settembre 2024, un questionario progettato ad hoc è stato inviato ai coordinatori dei CdL in Dietistica in quel momento attivi in Italia, tramite la piattaforma Moduli di Google. A dicembre 2024 si è conclusa la fase di raccolta delle risposte del questionario auto-compilato dai Coordinatori. Sono state raccolte informazioni relative alla pianificazione del tirocinio, alle modalità di valutazione dello stesso e alle componenti considerate nella valutazione finale annuale. I dati sono stati analizzati con tecniche di statistica descrittiva e messi a confronto con quanto previsto dal documento della Conferenza Permanente (2010), ossia quello di riferimento al momento della redazione e somministrazione del questionario. Risultati. L’indagine ha evidenziato una certa eterogeneità tra i diversi CdL in Dietistica. Le principali differenze hanno riguardato il numero di appelli previsti annualmente per l’esame di tirocinio, la distribuzione dei Crediti Formativi Universitari (CFU) nel triennio, le componenti considerate per l’attribuzione del voto finale, il peso percentuale assegnato alle esperienze pratiche svolte dallo studente, la struttura dell’esame di tirocinio annuale e l’inclusione di specifici ambiti di competenza, come l’area pediatrica. Il confronto di quanto emerso con il documento “Principi e standard del tirocinio professionale nei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie” (2010) ha messo in luce alcune divergenze, tra cui, ad esempio, il fatto che circa un terzo dei CdL attribuisca il voto finale basandosi interamente su un unico esame finale di tirocinio senza considerare l’esperienza pratica svolta dallo studente. Conclusioni. I risultati confermano la necessità di promuovere maggiore uniformità, trasparenza e coerenza a livello nazionale nella valutazione del tirocinio in Dietistica. Sulla base delle criticità emerse, è stata formulata una proposta di linee di indirizzo che, pur lasciando spazi di autonomia ai singoli CdL, mira a garantire standard comuni fondati sulla multidimensionalità della valutazione e sul rispetto del Core Competence del dietista. Tale proposta rappresenta un punto di partenza, che dovrà essere discussa, condivisa e progressivamente sperimentata con il coinvolgimento attivo dei coordinatori dei CdL italiani.
Esame di tirocinio: analisi dell’attuale organizzazione nei Corsi di Laurea in Dietistica italiani e proposta di criteri minimi condivisi
REDI, GRETA
2024/2025
Abstract
Background. Il tirocinio professionale rappresenta una componente essenziale nella formazione del dietista, poiché consente di integrare conoscenze teoriche e abilità pratiche. La valutazione del tirocinio riveste un ruolo centrale nel percorso formativo, in quanto è necessaria per verificare il raggiungimento delle competenze previste dal profilo professionale. La Conferenza Permanente delle Professioni Sanitare ha redatto un documento di indirizzo su standard e principi del tirocinio nei Corsi di Laurea (CdL) delle Professioni Sanitarie, tuttavia al momento non esistono ancora indicazioni specifiche che traducano tali principi all’interno del percorso formativo del dietista. Obiettivi. L’obiettivo del presente lavoro è quello di descrivere l’attuale modalità con cui viene valutato e progettato l’esame di tirocinio nei diversi CdL in Dietistica presenti in Italia e di confrontarla con le indicazioni fornite dalla Conferenza Permanente delle Professioni Sanitarie. Sulla base dell’analisi condotta, si intende inoltre avanzare una proposta di linee di indirizzo volte a promuovere una maggiore uniformità valutativa nell’ambito del tirocinio professionale del Dietista. Materiali e Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale-descrittivo. A settembre 2024, un questionario progettato ad hoc è stato inviato ai coordinatori dei CdL in Dietistica in quel momento attivi in Italia, tramite la piattaforma Moduli di Google. A dicembre 2024 si è conclusa la fase di raccolta delle risposte del questionario auto-compilato dai Coordinatori. Sono state raccolte informazioni relative alla pianificazione del tirocinio, alle modalità di valutazione dello stesso e alle componenti considerate nella valutazione finale annuale. I dati sono stati analizzati con tecniche di statistica descrittiva e messi a confronto con quanto previsto dal documento della Conferenza Permanente (2010), ossia quello di riferimento al momento della redazione e somministrazione del questionario. Risultati. L’indagine ha evidenziato una certa eterogeneità tra i diversi CdL in Dietistica. Le principali differenze hanno riguardato il numero di appelli previsti annualmente per l’esame di tirocinio, la distribuzione dei Crediti Formativi Universitari (CFU) nel triennio, le componenti considerate per l’attribuzione del voto finale, il peso percentuale assegnato alle esperienze pratiche svolte dallo studente, la struttura dell’esame di tirocinio annuale e l’inclusione di specifici ambiti di competenza, come l’area pediatrica. Il confronto di quanto emerso con il documento “Principi e standard del tirocinio professionale nei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie” (2010) ha messo in luce alcune divergenze, tra cui, ad esempio, il fatto che circa un terzo dei CdL attribuisca il voto finale basandosi interamente su un unico esame finale di tirocinio senza considerare l’esperienza pratica svolta dallo studente. Conclusioni. I risultati confermano la necessità di promuovere maggiore uniformità, trasparenza e coerenza a livello nazionale nella valutazione del tirocinio in Dietistica. Sulla base delle criticità emerse, è stata formulata una proposta di linee di indirizzo che, pur lasciando spazi di autonomia ai singoli CdL, mira a garantire standard comuni fondati sulla multidimensionalità della valutazione e sul rispetto del Core Competence del dietista. Tale proposta rappresenta un punto di partenza, che dovrà essere discussa, condivisa e progressivamente sperimentata con il coinvolgimento attivo dei coordinatori dei CdL italiani.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/94204