Analizzando i romanzi di Luigi Di Ruscio, si è cercato di indagare il rapporto tra l'autore e le sue vicende biografiche e politiche come il lavoro in fabbrica e la migrazione ad Oslo. In particolare, i testi proposti guardano alla propria esperienza biografica senza assumere, però, tratti spiccatamente autobiografici, indirizzando le proprie intraprendenze sempre in ragione d'una lingua allucinata e dubitativa. Si è cercato, inoltre, di rispondere ad alcune sollecitazioni che hanno investito l'opera diruscesca nella sua evoluzione formale e storica. Partendo da "Palmiro" (1986) e arrivando a "Neve nera" (2010) si assiste ad un decentramento del corpo collettivo politico per un più presente "io" ironico e aporetico.
Prose dall'esilio: Luigi Di Ruscio ad Oslo
TESETTI, ALESSANDRO
2024/2025
Abstract
Analizzando i romanzi di Luigi Di Ruscio, si è cercato di indagare il rapporto tra l'autore e le sue vicende biografiche e politiche come il lavoro in fabbrica e la migrazione ad Oslo. In particolare, i testi proposti guardano alla propria esperienza biografica senza assumere, però, tratti spiccatamente autobiografici, indirizzando le proprie intraprendenze sempre in ragione d'una lingua allucinata e dubitativa. Si è cercato, inoltre, di rispondere ad alcune sollecitazioni che hanno investito l'opera diruscesca nella sua evoluzione formale e storica. Partendo da "Palmiro" (1986) e arrivando a "Neve nera" (2010) si assiste ad un decentramento del corpo collettivo politico per un più presente "io" ironico e aporetico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95101