La tesi si prefissa di sottoporre a esame la produzione letteraria di ὑπομνήματα nell’alveo della grecità, con particolare riguardo ai primi scritti cosiddetti autobiografici di cui si conservi memoria. Attraverso l’analisi di un campione mirato di autori, che prevede tra l’altro la traduzione e il commento di una selezione di passi delle loro opere, in gran parte andate perdute, l’obiettivo primario è quello di procedere a un inquadramento del genere nascente, che non va inteso come entità astratta, ma si incarna nelle persone concrete che lo praticano; l’obiettivo secondario è quello di cercare di trarre dalle considerazioni svolte qualche possibile conclusione per quanto riguarda il suo effettivo valore storiografico. L’articolazione in capitoli rispecchia a un dipresso l’andamento cronologico della scrittura memorialistica, che dall’età classica in cui prende lentamente avvio parrebbe attecchire in età ellenistica. Dopo una breve ma doverosa introduzione al concetto di ὑπόμνημα e a che cosa si intende per autobiografia in questo periodo, il primo capitolo verte su Ione di Chio (V secolo a.C.), al quale si ascrive a ragione o a torto l’invenzione della letteratura memorialistica. Il secondo capitolo riguarda l’Anabasi di Senofonte di Atene (IV secolo a.C.), frutto dell’esperienza personale maturata dall’autore nella spedizione dei Diecimila. Nel terzo e ultimo capitolo ci si inoltra nello studio di alcuni esempi di piena età ellenistica. Dapprima, ci si focalizza su un paio di ὑπομνήματα non propriamente autobiografici (anche se non è possibile darlo per certo): le Efemeridi di Alessandro Magno, vale a dire i suoi diari di corte, e i suoi enigmatici Progetti per l’avvenire, cui si fa cenno unicamente nel XVIII libro della Biblioteca Storica di Diodoro Siculo. In seguito, ci si concentra per sommi capi sullo statista peripatetico Demetrio Falereo, curatore di Atene per il decennio (317-307 a.C.) su cui è basato il suo rendiconto scritto, su Arato di Sicione (275 ca.-213 a.C.), ripetutamente stratego della Lega achea negli anni della guerra di Cleomene, e sui re Pirro d’Epiro (319-272 a.C.) e Tolemeo VIII Evergete II († 116 a.C.). La conclusione apre a ulteriori spunti di riflessione sul rapporto non semplice che intercorre tra dimensione autobiografica e dimensione storiografica nel mondo greco.

La letteratura greca degli ὑπομνήματα: quanta e quale storia?

TERZANO, VITTORIO
2024/2025

Abstract

La tesi si prefissa di sottoporre a esame la produzione letteraria di ὑπομνήματα nell’alveo della grecità, con particolare riguardo ai primi scritti cosiddetti autobiografici di cui si conservi memoria. Attraverso l’analisi di un campione mirato di autori, che prevede tra l’altro la traduzione e il commento di una selezione di passi delle loro opere, in gran parte andate perdute, l’obiettivo primario è quello di procedere a un inquadramento del genere nascente, che non va inteso come entità astratta, ma si incarna nelle persone concrete che lo praticano; l’obiettivo secondario è quello di cercare di trarre dalle considerazioni svolte qualche possibile conclusione per quanto riguarda il suo effettivo valore storiografico. L’articolazione in capitoli rispecchia a un dipresso l’andamento cronologico della scrittura memorialistica, che dall’età classica in cui prende lentamente avvio parrebbe attecchire in età ellenistica. Dopo una breve ma doverosa introduzione al concetto di ὑπόμνημα e a che cosa si intende per autobiografia in questo periodo, il primo capitolo verte su Ione di Chio (V secolo a.C.), al quale si ascrive a ragione o a torto l’invenzione della letteratura memorialistica. Il secondo capitolo riguarda l’Anabasi di Senofonte di Atene (IV secolo a.C.), frutto dell’esperienza personale maturata dall’autore nella spedizione dei Diecimila. Nel terzo e ultimo capitolo ci si inoltra nello studio di alcuni esempi di piena età ellenistica. Dapprima, ci si focalizza su un paio di ὑπομνήματα non propriamente autobiografici (anche se non è possibile darlo per certo): le Efemeridi di Alessandro Magno, vale a dire i suoi diari di corte, e i suoi enigmatici Progetti per l’avvenire, cui si fa cenno unicamente nel XVIII libro della Biblioteca Storica di Diodoro Siculo. In seguito, ci si concentra per sommi capi sullo statista peripatetico Demetrio Falereo, curatore di Atene per il decennio (317-307 a.C.) su cui è basato il suo rendiconto scritto, su Arato di Sicione (275 ca.-213 a.C.), ripetutamente stratego della Lega achea negli anni della guerra di Cleomene, e sui re Pirro d’Epiro (319-272 a.C.) e Tolemeo VIII Evergete II († 116 a.C.). La conclusione apre a ulteriori spunti di riflessione sul rapporto non semplice che intercorre tra dimensione autobiografica e dimensione storiografica nel mondo greco.
2024
Greek literature of the ὑπομνήματα: how much and what history?
Storiografia
Greca
Ὑπόμνημα
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/95141