La ricerca descritta nella tesi si propone di indagare alcuni meccanismi alla base dell’Highly Superior Autobiographical Memory (HSAM), con l’obiettivo di verificare se, oltre alla capacità di consolidamento e di recupero di informazioni autobiografiche, anche la codifica per stimoli associati al Sé, risulti potenziata negli individui con HSAM. Per testare questa ipotesi, è stato impiegato un paradigma di abbinamento percettivo, simile a quello ideato da Sui et al. (2012), in cui stimoli astratti (forme geometriche) venivano arbitrariamente associati al Sé o a uno sconosciuto. Il fine era quello di individuare un possibile Effetto di Prioritizzazione del Sé, già ampiamente documentato nella popolazione normale (es. Sui et al., 2012), anche in individui con HSAM. In aggiunta, si ipotizzava che questo effetto, oltre a essere presente, potesse essere anche più marcato in tale condizione. Nello specifico, in questo studio un gruppo di partecipanti con HSAM e un gruppo di controllo, pareggiati per età, sesso e livello di istruzione, hanno svolto due compiti. Il primo era un Associative Matching Task (Sui et al. 2012), volto a valutare la presenza di un possibile Effetto di Prioritizzazione del Sé sui tempi di reazione e sull'accuratezza di risposta manuale. Il secondo era una versione adattata dell' Attention Holding Task (Dalmaso et al., 2019), che consentiva di rilevare un eventuale effetto di ancoraggio attentivo sui tempi di reazione nella condizione in cui era richiesto di rispondere in presenza di stimoli associati al Sé. I risultati del compito di Matching hanno mostrato tempi di reazione significativamente più rapidi in entrambi i gruppi per stimoli associati al Sé, rispetto a quelli associati allo sconosciuto. Perciò, l'Effetto di Prioritizzazione del Sé sembra essere stato nuovamente replicato. Tuttavia, contrariamente alle nostre ipotesi iniziali, non sono state riscontrate differenze statisticamente significative nell'Effetto di Prioritizzazione del Sé tra il gruppo HSAM e quello di controllo. Nel secondo compito di tipo Go/No-Go, invece, non sono emerse differenze statisticamente significative nei tempi di reazione nella condizione go per stimoli associati al Sé, rispetto alla condizione go con stimoli associati allo sconosciuto. Perciò, non si è potuto osservare alcun effetto di ancoraggio attentivo verso stimoli personalmente rilevanti. Sebbene alcune ipotesi iniziali non abbiano trovato conferma, i dati indicano che il Sé sembra svolgere un ruolo centrale sui processi di codifica non solo nelle persone normali, ma anche in individui con capacità superiori di memoria autobiografica.

LA RILEVANZA DEL SÉ NELLA PERSISTENZA DELLA MEMORIA: UNO STUDIO CONDOTTO SU INDIVIDUI CON HIGHLY SUPERIOR AUTOBIOGRAPHICAL MEMORY

BORRI, GLORIA
2024/2025

Abstract

La ricerca descritta nella tesi si propone di indagare alcuni meccanismi alla base dell’Highly Superior Autobiographical Memory (HSAM), con l’obiettivo di verificare se, oltre alla capacità di consolidamento e di recupero di informazioni autobiografiche, anche la codifica per stimoli associati al Sé, risulti potenziata negli individui con HSAM. Per testare questa ipotesi, è stato impiegato un paradigma di abbinamento percettivo, simile a quello ideato da Sui et al. (2012), in cui stimoli astratti (forme geometriche) venivano arbitrariamente associati al Sé o a uno sconosciuto. Il fine era quello di individuare un possibile Effetto di Prioritizzazione del Sé, già ampiamente documentato nella popolazione normale (es. Sui et al., 2012), anche in individui con HSAM. In aggiunta, si ipotizzava che questo effetto, oltre a essere presente, potesse essere anche più marcato in tale condizione. Nello specifico, in questo studio un gruppo di partecipanti con HSAM e un gruppo di controllo, pareggiati per età, sesso e livello di istruzione, hanno svolto due compiti. Il primo era un Associative Matching Task (Sui et al. 2012), volto a valutare la presenza di un possibile Effetto di Prioritizzazione del Sé sui tempi di reazione e sull'accuratezza di risposta manuale. Il secondo era una versione adattata dell' Attention Holding Task (Dalmaso et al., 2019), che consentiva di rilevare un eventuale effetto di ancoraggio attentivo sui tempi di reazione nella condizione in cui era richiesto di rispondere in presenza di stimoli associati al Sé. I risultati del compito di Matching hanno mostrato tempi di reazione significativamente più rapidi in entrambi i gruppi per stimoli associati al Sé, rispetto a quelli associati allo sconosciuto. Perciò, l'Effetto di Prioritizzazione del Sé sembra essere stato nuovamente replicato. Tuttavia, contrariamente alle nostre ipotesi iniziali, non sono state riscontrate differenze statisticamente significative nell'Effetto di Prioritizzazione del Sé tra il gruppo HSAM e quello di controllo. Nel secondo compito di tipo Go/No-Go, invece, non sono emerse differenze statisticamente significative nei tempi di reazione nella condizione go per stimoli associati al Sé, rispetto alla condizione go con stimoli associati allo sconosciuto. Perciò, non si è potuto osservare alcun effetto di ancoraggio attentivo verso stimoli personalmente rilevanti. Sebbene alcune ipotesi iniziali non abbiano trovato conferma, i dati indicano che il Sé sembra svolgere un ruolo centrale sui processi di codifica non solo nelle persone normali, ma anche in individui con capacità superiori di memoria autobiografica.
2024
Self relevance in the persistence of memory: a study conducted on individuals with Highly Superior Autobiographical Memory
Memoria

Attenzione
HSAM
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/96302