Nel presente elaborato si indaga il ruolo della mimica facciale nel riconoscimento delle espressioni emotive (Facial Expression Recognition – FER), con particolare attenzione alla relazione tra FER e tratti borderline di personalità (Borderline Personality Disorder – BPD) in popolazione non clinica. Il FER rappresenta una competenza sociale cruciale per comprendere gli stati affettivi altrui e regolare efficacemente le interazioni interpersonali. Secondo il modello della simulazione sensomotoria, osservare un'espressione emotiva attiverebbe rappresentazioni motorie corrispondenti, facilitando la comprensione dell’emozione attraverso segnali propriocettivi derivanti dalla mimica facciale. Recenti modelli neurofunzionali suggeriscono l’esistenza di una via dorsale, specializzata nell’elaborazione degli aspetti dinamici del volto, distinta dalla via ventrale, implicata nel riconoscimento dell’identità. Per isolare il contributo della via dorsale e della simulazione sensomotoria al FER, sono stati utilizzati gli stimoli point light display (PLD), in cui solo alcuni punti luminosi indicano i movimenti delle parti salienti del volto (occhi, naso, bocca), in assenza di informazioni strutturali. Si presenta uno studio within-subjects condotto su 44 partecipanti, i quali hanno completato un compito di FER visionando brevi video in due condizioni: volti reali di attori (condizione controllo) e PLD (condizione sperimentale), esprimenti una delle sei emozioni di base. I partecipanti dovevano etichettare l’espressione tra sei opzioni. Sono state inoltre raccolte misure dimensionali dei tratti borderline tramite questionari self-report. Dai risultati è emerso che la strategia di riconoscimento con maggior frequenza di scelta era quella di mimica facciale. Tuttavia, né i tratti borderline né la strategia di riconoscimento avevano una capacità predittiva significativa nello spiegare l'accuratezza nel compito. Sono discussi i risultati dell'esperimento e i contributi per la ricerca futura.
Tratti borderline di personalità e riconoscimento delle emozioni: uno studio con point light display
TALLARITA, GIOSUE'
2024/2025
Abstract
Nel presente elaborato si indaga il ruolo della mimica facciale nel riconoscimento delle espressioni emotive (Facial Expression Recognition – FER), con particolare attenzione alla relazione tra FER e tratti borderline di personalità (Borderline Personality Disorder – BPD) in popolazione non clinica. Il FER rappresenta una competenza sociale cruciale per comprendere gli stati affettivi altrui e regolare efficacemente le interazioni interpersonali. Secondo il modello della simulazione sensomotoria, osservare un'espressione emotiva attiverebbe rappresentazioni motorie corrispondenti, facilitando la comprensione dell’emozione attraverso segnali propriocettivi derivanti dalla mimica facciale. Recenti modelli neurofunzionali suggeriscono l’esistenza di una via dorsale, specializzata nell’elaborazione degli aspetti dinamici del volto, distinta dalla via ventrale, implicata nel riconoscimento dell’identità. Per isolare il contributo della via dorsale e della simulazione sensomotoria al FER, sono stati utilizzati gli stimoli point light display (PLD), in cui solo alcuni punti luminosi indicano i movimenti delle parti salienti del volto (occhi, naso, bocca), in assenza di informazioni strutturali. Si presenta uno studio within-subjects condotto su 44 partecipanti, i quali hanno completato un compito di FER visionando brevi video in due condizioni: volti reali di attori (condizione controllo) e PLD (condizione sperimentale), esprimenti una delle sei emozioni di base. I partecipanti dovevano etichettare l’espressione tra sei opzioni. Sono state inoltre raccolte misure dimensionali dei tratti borderline tramite questionari self-report. Dai risultati è emerso che la strategia di riconoscimento con maggior frequenza di scelta era quella di mimica facciale. Tuttavia, né i tratti borderline né la strategia di riconoscimento avevano una capacità predittiva significativa nello spiegare l'accuratezza nel compito. Sono discussi i risultati dell'esperimento e i contributi per la ricerca futura.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/96307