Secondo il modello del predictive coding, la percezione emerge dall’interazione dinamica tra tre processi fondamentali: il campionamento delle informazioni sensoriali, l’apprendimento delle regolarità statistiche per creare o aggiornare modelli predittivi dell’ambiente e l’implementazione di tali modelli per anticipare gli stimoli futuri. Sebbene questa cornice teorica sia supportata da evidenze comportamentali, restano ancora poco approfondite le basi neurofisiologiche sottostanti e la possibilità di influenzarne i meccanismi tramite interventi non invasivi. Il presente si è proposto di esaminare i processi della percezione predittiva attraverso l’utilizzo combinato della stimolazione elettrica transcranica random noise (tRNS) e della registrazione elettroencefalografica (EEG). In un campione di partecipanti neurotipici, sono stati applicati protocolli tRNS in due condizioni distinte: stimolazione occipitale, finalizzata a modulare il campionamento sensoriale, e stimolazione frontale, mirata a potenziare l’apprendimento implicito di regolarità statistiche. In contemporanea è stato somministrato un compito visivo (Two-Flash Fusion, TFF) basato su sequenze di stimoli organizzate secondo transizioni probabilistiche, mentre l’EEG ha registrato l’attività cerebrale pre e post per rilevare eventuali cambiamenti nei pattern associati ai processi predittivi. Considerando che tali meccanismi potrebbero variare anche all’interno della popolazione tipica, e risultare alterati in condizioni cliniche come i disturbi dello spettro autistico (ASD) o schizofrenico (SSD), sono stati somministrati due questionari, l’Autism Spectrum Quotient (AQ) e lo Schizotypal Personality Questionnaire (SPQ), al fine di indagare come tratti di personalità e stili cognitivi possano influenzare la propensione ad affidarsi alle conoscenze pregresse. Questa variabilità interindividuale potrebbe riflettersi in diversi stili inferenziali, offrendo nuove prospettive sul ruolo della predizione nella percezione e nella cognizione.
Neuromodulazione e codifica predittiva: effetti della tRNS su elaborazione sensoriale e apprendimento
BLANGERO, GAIA
2024/2025
Abstract
Secondo il modello del predictive coding, la percezione emerge dall’interazione dinamica tra tre processi fondamentali: il campionamento delle informazioni sensoriali, l’apprendimento delle regolarità statistiche per creare o aggiornare modelli predittivi dell’ambiente e l’implementazione di tali modelli per anticipare gli stimoli futuri. Sebbene questa cornice teorica sia supportata da evidenze comportamentali, restano ancora poco approfondite le basi neurofisiologiche sottostanti e la possibilità di influenzarne i meccanismi tramite interventi non invasivi. Il presente si è proposto di esaminare i processi della percezione predittiva attraverso l’utilizzo combinato della stimolazione elettrica transcranica random noise (tRNS) e della registrazione elettroencefalografica (EEG). In un campione di partecipanti neurotipici, sono stati applicati protocolli tRNS in due condizioni distinte: stimolazione occipitale, finalizzata a modulare il campionamento sensoriale, e stimolazione frontale, mirata a potenziare l’apprendimento implicito di regolarità statistiche. In contemporanea è stato somministrato un compito visivo (Two-Flash Fusion, TFF) basato su sequenze di stimoli organizzate secondo transizioni probabilistiche, mentre l’EEG ha registrato l’attività cerebrale pre e post per rilevare eventuali cambiamenti nei pattern associati ai processi predittivi. Considerando che tali meccanismi potrebbero variare anche all’interno della popolazione tipica, e risultare alterati in condizioni cliniche come i disturbi dello spettro autistico (ASD) o schizofrenico (SSD), sono stati somministrati due questionari, l’Autism Spectrum Quotient (AQ) e lo Schizotypal Personality Questionnaire (SPQ), al fine di indagare come tratti di personalità e stili cognitivi possano influenzare la propensione ad affidarsi alle conoscenze pregresse. Questa variabilità interindividuale potrebbe riflettersi in diversi stili inferenziali, offrendo nuove prospettive sul ruolo della predizione nella percezione e nella cognizione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/96330