Obiettivi L'incremento della popolazione anziana e la crescente aspettativa di vita pongono l’attenzione della ricerca su strategie efficaci volte a favorire il mantenimento delle capacità cognitive e della qualità della vita in età avanzata. L’attività fisica è ampiamente riconosciuta come uno dei principali fattori protettivi. Studi recenti suggeriscono che anche la riserva motoria (Motor Reserve, MR), intesa come attività fisica svolta durante l’arco della vita, possa avere un impatto sui cambiamenti cognitivi e motori legati all’età, con un effetto più forte sulle funzioni esecutive. La presente tesi si propone di consolidare l’evidenza empirica relativa all’impatto dell’attività fisica corrente (Current Physical Activity, CPA) e della riserva motoria (MR) sul funzionamento cognitivo, segnalando la necessità di linee guida preventive volte a mantenere uno stile di vita attivo a sostegno del benessere nell’invecchiamento. Metodi Ad un campione di 96 partecipanti di età superiore ai 64 anni, con grado eterogeneo di funzionalità e in assenza di patologie psichiatriche e neurologiche, sono stati somministrati due strumenti validati per stimare l’attività fisica svolta durante il corso della vita (MR) e quella corrente (CPA, riferita agli ultimi 12 mesi). Entrambi i questionari considerano attività strutturate (esercizio fisico) e attività quotidiane non strutturate (es. attività domestiche, spostamenti a piedi). Le prestazioni cognitive sono state valutate attraverso uno screening cognitivo, con una maggiore attenzione sulle funzioni esecutive tramite specifici test neuropsicologici. Risultati I risultati suggeriscono che CPA rappresenta un predittore significativo del funzionamento cognitivo e dell’efficienza esecutiva in tarda età, con un effetto modulatorio più consistente nei soggetti più anziani. La MR non è risultata un predittore significativo delle prestazioni cognitive in tarda età. Discussione Questi dati rafforzano l’idea che l’attività fisica praticata in età avanzata, possa sostenere i processi cognitivi nell’invecchiamento, contrastando in particolare il declino delle funzioni esecutive. I risultati evidenziano l’importanza di promuovere l’attività fisica in modo integrato e continuo in chiave preventiva e riabilitativa. La riserva motoria, pur non mostrando effetti significativi in questo studio, rimane un costrutto promettente che richiede ulteriori approfondimenti in contesti clinici o longitudinali.
Attività fisica e funzionamento cognitivo: come la riserva motoria e l’attività fisica corrente modulano il funzionamento cognitivo in tarda età
NALYVAYKO, VASYLYNA
2024/2025
Abstract
Obiettivi L'incremento della popolazione anziana e la crescente aspettativa di vita pongono l’attenzione della ricerca su strategie efficaci volte a favorire il mantenimento delle capacità cognitive e della qualità della vita in età avanzata. L’attività fisica è ampiamente riconosciuta come uno dei principali fattori protettivi. Studi recenti suggeriscono che anche la riserva motoria (Motor Reserve, MR), intesa come attività fisica svolta durante l’arco della vita, possa avere un impatto sui cambiamenti cognitivi e motori legati all’età, con un effetto più forte sulle funzioni esecutive. La presente tesi si propone di consolidare l’evidenza empirica relativa all’impatto dell’attività fisica corrente (Current Physical Activity, CPA) e della riserva motoria (MR) sul funzionamento cognitivo, segnalando la necessità di linee guida preventive volte a mantenere uno stile di vita attivo a sostegno del benessere nell’invecchiamento. Metodi Ad un campione di 96 partecipanti di età superiore ai 64 anni, con grado eterogeneo di funzionalità e in assenza di patologie psichiatriche e neurologiche, sono stati somministrati due strumenti validati per stimare l’attività fisica svolta durante il corso della vita (MR) e quella corrente (CPA, riferita agli ultimi 12 mesi). Entrambi i questionari considerano attività strutturate (esercizio fisico) e attività quotidiane non strutturate (es. attività domestiche, spostamenti a piedi). Le prestazioni cognitive sono state valutate attraverso uno screening cognitivo, con una maggiore attenzione sulle funzioni esecutive tramite specifici test neuropsicologici. Risultati I risultati suggeriscono che CPA rappresenta un predittore significativo del funzionamento cognitivo e dell’efficienza esecutiva in tarda età, con un effetto modulatorio più consistente nei soggetti più anziani. La MR non è risultata un predittore significativo delle prestazioni cognitive in tarda età. Discussione Questi dati rafforzano l’idea che l’attività fisica praticata in età avanzata, possa sostenere i processi cognitivi nell’invecchiamento, contrastando in particolare il declino delle funzioni esecutive. I risultati evidenziano l’importanza di promuovere l’attività fisica in modo integrato e continuo in chiave preventiva e riabilitativa. La riserva motoria, pur non mostrando effetti significativi in questo studio, rimane un costrutto promettente che richiede ulteriori approfondimenti in contesti clinici o longitudinali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/96545