Introduzione: Il condotto uditivo interno (CUI) è una infrequente sede di insorgenza di osteoma, un tumore osseo benigno. Importante nella pratica clinica specialistica è la diagnosi differenziale con altre lesioni, ossee e non, del CUI, quali stenosi congenite, schwannomi e conflitti neurovascolari. Obiettivo: Obiettivi primari del presente studio sono state l’analisi della morfologia radiologica di tali lesioni ossee e l’eventuale associazione con i sintomi clinici ed i segni audiologici di presentazione. Materiali e metodi: Si è eseguita una revisione retrospettiva dei casi di patologia ossea del CUI, diagnosticati presso l’U.O.C. di Foniatria e Audiologia dell’Università di Padova nel periodo compreso tra l’01/01/2019 ed il 30/09/2025. È stata effettuata, da un Neuroradiologo dedicato, la misurazione delle dimensioni della lesione, del diametro residuo del CUI, e la valutazione della posizione della lesione nel meato acustico interno. In un unico paziente l’imaging non era disponibile, in quanto svolto presso altra struttura ospedaliera. Non potendo quindi svolgere le misurazioni direttamente, ci si è basati su quanto riportato nel referto radiologico. Risultati: L’analisi retrospettiva ha portato al riscontro di cinque casi di osteoma monolaterale del CUI, un caso di osteoma bilaterale, due casi di esostosi cisternale e un caso di stenosi/ipoplasia monolaterale del CUI. Di questi nove casi totali, 3 erano di sesso femminile e 6 di sesso maschile. L’età variava dai 12 ai 71 anni con una mediana di 55 anni ed una età media di 53,5±16,5 anni. Sei dei pazienti considerati non presentavano anamnesticamente altre patologie, mentre i rimanenti 3 riferivano comorbidità, rappresentate da cirrosi biliare primitiva, leucemia a cellule capellute e dislipidemia rispettivamente. I segni ed i sintomi associati erano vari e rappresentati prevalentemente da asimmetria della soglia audiometrica e acufeni. Soltanto in due casi è stata riportata una sintomatologia vertiginosa associata. In nessuno dei pazienti erano presenti segni o sintomi legati a compressione del nervo facciale. Dal punto di vista radiologico si è osservata una diversa localizzazione delle lesioni, che variava dall’interno del CUI all’apice della rocca. La base di impianto risultava peduncolata o più ampia. Le lesioni ossee, nei diversi casi considerati, prendevano contatto con l’VIII n.c, con l’arteria cerebellare anteriore inferiore (AICA), e con l’arteria sub-arquata. Le dimensioni degli osteomi risultavano variabili, fra i 4 ed i 7 mm, con una conseguente riduzione del calibro del CUI. Per quanto riguarda gli esami audiometrici tonali si è riscontrata una differenza del PTA fra orecchio destro e sinistro maggiore 10 dB soltanto in 3 pazienti. Andando a considerare la differenza della soglia audiometrica inter-aurale frequenza per frequenza, in 8 dei pazienti si è evidenziata una asimmetria di soglia audiometrica per almeno una frequenza. Le frequenze colpite erano quelle acute in 7 casi, mentre in un solo caso l’asimmetria interessava i gravi. In un caso non vi era una significativa differenza audiometrica inter-aurale. I riflessi cocleo-stapediali invece mostravano notevole variabilità, non permettendo di descrivere una tendenza omogenea. Conclusioni: Le lesioni ossee del CUI sono patologie infrequenti ma probabilmente sotto-diagnosticate, che possono essere associate a segni audiologici. L’imaging neuroradiologico, basato principalmente sulla TC a strato sottile e secondariamente sulla risonanza magnetica con mezzo di contrasto, in questo contesto, assume una importanza fondamentale in primo luogo nella diagnostica differenziale, ma anche nell’interpretazione del quadro clinico del paziente.
Osteomi e patologia ossea del condotto uditivo interno. Esperienza di un centro audiologico di terzo livello
FANTIN, FRANCESCO
2023/2024
Abstract
Introduzione: Il condotto uditivo interno (CUI) è una infrequente sede di insorgenza di osteoma, un tumore osseo benigno. Importante nella pratica clinica specialistica è la diagnosi differenziale con altre lesioni, ossee e non, del CUI, quali stenosi congenite, schwannomi e conflitti neurovascolari. Obiettivo: Obiettivi primari del presente studio sono state l’analisi della morfologia radiologica di tali lesioni ossee e l’eventuale associazione con i sintomi clinici ed i segni audiologici di presentazione. Materiali e metodi: Si è eseguita una revisione retrospettiva dei casi di patologia ossea del CUI, diagnosticati presso l’U.O.C. di Foniatria e Audiologia dell’Università di Padova nel periodo compreso tra l’01/01/2019 ed il 30/09/2025. È stata effettuata, da un Neuroradiologo dedicato, la misurazione delle dimensioni della lesione, del diametro residuo del CUI, e la valutazione della posizione della lesione nel meato acustico interno. In un unico paziente l’imaging non era disponibile, in quanto svolto presso altra struttura ospedaliera. Non potendo quindi svolgere le misurazioni direttamente, ci si è basati su quanto riportato nel referto radiologico. Risultati: L’analisi retrospettiva ha portato al riscontro di cinque casi di osteoma monolaterale del CUI, un caso di osteoma bilaterale, due casi di esostosi cisternale e un caso di stenosi/ipoplasia monolaterale del CUI. Di questi nove casi totali, 3 erano di sesso femminile e 6 di sesso maschile. L’età variava dai 12 ai 71 anni con una mediana di 55 anni ed una età media di 53,5±16,5 anni. Sei dei pazienti considerati non presentavano anamnesticamente altre patologie, mentre i rimanenti 3 riferivano comorbidità, rappresentate da cirrosi biliare primitiva, leucemia a cellule capellute e dislipidemia rispettivamente. I segni ed i sintomi associati erano vari e rappresentati prevalentemente da asimmetria della soglia audiometrica e acufeni. Soltanto in due casi è stata riportata una sintomatologia vertiginosa associata. In nessuno dei pazienti erano presenti segni o sintomi legati a compressione del nervo facciale. Dal punto di vista radiologico si è osservata una diversa localizzazione delle lesioni, che variava dall’interno del CUI all’apice della rocca. La base di impianto risultava peduncolata o più ampia. Le lesioni ossee, nei diversi casi considerati, prendevano contatto con l’VIII n.c, con l’arteria cerebellare anteriore inferiore (AICA), e con l’arteria sub-arquata. Le dimensioni degli osteomi risultavano variabili, fra i 4 ed i 7 mm, con una conseguente riduzione del calibro del CUI. Per quanto riguarda gli esami audiometrici tonali si è riscontrata una differenza del PTA fra orecchio destro e sinistro maggiore 10 dB soltanto in 3 pazienti. Andando a considerare la differenza della soglia audiometrica inter-aurale frequenza per frequenza, in 8 dei pazienti si è evidenziata una asimmetria di soglia audiometrica per almeno una frequenza. Le frequenze colpite erano quelle acute in 7 casi, mentre in un solo caso l’asimmetria interessava i gravi. In un caso non vi era una significativa differenza audiometrica inter-aurale. I riflessi cocleo-stapediali invece mostravano notevole variabilità, non permettendo di descrivere una tendenza omogenea. Conclusioni: Le lesioni ossee del CUI sono patologie infrequenti ma probabilmente sotto-diagnosticate, che possono essere associate a segni audiologici. L’imaging neuroradiologico, basato principalmente sulla TC a strato sottile e secondariamente sulla risonanza magnetica con mezzo di contrasto, in questo contesto, assume una importanza fondamentale in primo luogo nella diagnostica differenziale, ma anche nell’interpretazione del quadro clinico del paziente.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/96710