ABSTRACT Background: l’impatto dell’ipoacusia trasmissiva fluttuante sulle tappe di acquisizione del linguaggio nei bambini è tuttora motivo di dibattito. A oggi non sono presenti dati inequivocabili che smentiscano o confermino l’ipotesi di un eventuale ritardo di linguaggio in produzione in questa specifica popolazione di bambini. L’eventuale influenza dell’ipoacusia trasmissiva fluttuante sull’acquisizione dei fonemi e sulle competenze fonologiche del linguaggio è stata dunque analizzata in questo studio. Obiettivi: valutare le eventuali differenze nelle competenze fonetico-fonologiche in bambini tra i 3 e i 6 anni di età con difficoltà di linguaggio in produzione suddividendoli in tre gruppi: soggetti con OME/OMA ricorrenti e/o ipertrofia adenotonsillare (gruppo 1); assenza di tali condizioni clinico-anamnestiche, con riscontro alla visita audiologica/foniatrica di normale capacità uditiva in concomitanti segni di disfunzionalità tubarica bilaterale (gruppo 2); assenza di storia di OME/OMA/ipertrofia adenotonsillare e riscontro di normale capacità uditiva e normale funzionalità tubarica bilaterale (gruppo 3). Metodi: il disegno dello studio è di tipo osservazionale retrospettivo. Il campione è stato raccolto presso l’Unità Operativa Complessa di Foniatria e Audiologia dell’Ospedale Regionale Ca’ Foncello di Treviso. Per la valutazione delle competenze fonetico-fonologiche sono stati esaminati dei campioni di linguaggio ottenuti in un contesto di gioco semi-strutturato, anche attraverso l’utilizzo di item visivi. I dati così ottenuti sono stati successivamente corretti per età e analizzati. Risultati: i bambini con riscontro ambulatoriale di disfunzionalità tubarica bilaterale (gruppo 2) hanno mostrato maggiori difficoltà in ambito fonologico rispetto ai bambini senza storia di ipoacusia (gruppo 3) e a quelli con storia di OME/OMA ricorrenti e/o ipertrofia adenotonsillare (gruppo 1). In particolare, in questa popolazione specifica sono maggiormente presenti processi fonologici di anteriorizzazione (p=0,022), posteriorizzazione (p=0,021) e desonorizzazione (p=0,021) non adeguati all’età degli stessi soggetti. Conclusioni: i dati ottenuti confermano l’indicazione a valutare nel quadro clinico-anamnestico dei bambini con ritardo di linguaggio l’eventuale presenza di una storia di otiti medie effusive/otiti medie acute e la presenza di dubbi sull’udito da parte dei care-givers. Studi futuri, che abbiano un campione di maggiori dimensioni, potranno confermare la presenza di queste differenze a livello fonologico nei tre gruppi presi in esame, differenziandoli anche per gli eventuali trattamenti effettuati per risolvere il quadro trasmissivo e considerando ulteriori fattori confondenti come ad esempio la presenza di un’esposizione bilingue/plurilingue.
Ruolo dell’ipoacusia trasmissiva fluttuante nello sviluppo fonetico-fonologico nei bambini con difficoltà di linguaggio in produzione
SAVEGNAGO, DANIEL
2023/2024
Abstract
ABSTRACT Background: l’impatto dell’ipoacusia trasmissiva fluttuante sulle tappe di acquisizione del linguaggio nei bambini è tuttora motivo di dibattito. A oggi non sono presenti dati inequivocabili che smentiscano o confermino l’ipotesi di un eventuale ritardo di linguaggio in produzione in questa specifica popolazione di bambini. L’eventuale influenza dell’ipoacusia trasmissiva fluttuante sull’acquisizione dei fonemi e sulle competenze fonologiche del linguaggio è stata dunque analizzata in questo studio. Obiettivi: valutare le eventuali differenze nelle competenze fonetico-fonologiche in bambini tra i 3 e i 6 anni di età con difficoltà di linguaggio in produzione suddividendoli in tre gruppi: soggetti con OME/OMA ricorrenti e/o ipertrofia adenotonsillare (gruppo 1); assenza di tali condizioni clinico-anamnestiche, con riscontro alla visita audiologica/foniatrica di normale capacità uditiva in concomitanti segni di disfunzionalità tubarica bilaterale (gruppo 2); assenza di storia di OME/OMA/ipertrofia adenotonsillare e riscontro di normale capacità uditiva e normale funzionalità tubarica bilaterale (gruppo 3). Metodi: il disegno dello studio è di tipo osservazionale retrospettivo. Il campione è stato raccolto presso l’Unità Operativa Complessa di Foniatria e Audiologia dell’Ospedale Regionale Ca’ Foncello di Treviso. Per la valutazione delle competenze fonetico-fonologiche sono stati esaminati dei campioni di linguaggio ottenuti in un contesto di gioco semi-strutturato, anche attraverso l’utilizzo di item visivi. I dati così ottenuti sono stati successivamente corretti per età e analizzati. Risultati: i bambini con riscontro ambulatoriale di disfunzionalità tubarica bilaterale (gruppo 2) hanno mostrato maggiori difficoltà in ambito fonologico rispetto ai bambini senza storia di ipoacusia (gruppo 3) e a quelli con storia di OME/OMA ricorrenti e/o ipertrofia adenotonsillare (gruppo 1). In particolare, in questa popolazione specifica sono maggiormente presenti processi fonologici di anteriorizzazione (p=0,022), posteriorizzazione (p=0,021) e desonorizzazione (p=0,021) non adeguati all’età degli stessi soggetti. Conclusioni: i dati ottenuti confermano l’indicazione a valutare nel quadro clinico-anamnestico dei bambini con ritardo di linguaggio l’eventuale presenza di una storia di otiti medie effusive/otiti medie acute e la presenza di dubbi sull’udito da parte dei care-givers. Studi futuri, che abbiano un campione di maggiori dimensioni, potranno confermare la presenza di queste differenze a livello fonologico nei tre gruppi presi in esame, differenziandoli anche per gli eventuali trattamenti effettuati per risolvere il quadro trasmissivo e considerando ulteriori fattori confondenti come ad esempio la presenza di un’esposizione bilingue/plurilingue.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/96711