Introduzione Negli ultimi anni, l’Italia ha assistito a un considerevole aumento dei flussi migratori, in gran parte determinati da emergenze umanitarie. Il diritto alla salute è un principio universale garantito dalla Costituzione. Le persone migranti possano presentare determinate malattie infettive, ma il rischio di trasmissione alla popolazione ospitante è basso. Materiali e Metodi È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo, analizzando i dati sanitari di 932 persone migranti arrivate nella provincia di Belluno nel periodo 08.11.2022-23.09.2025. Sono stati raccolti dati su età, genere, nazionalità, adesione al protocollo basato su una visita medica, prelievo ematico alla ricerca di malattie infettive (tubercolosi, epatiti B e C, sifilide e HIV), offerta vaccinale e presenza di patologie acute/croniche. Risultati La popolazione di studio era giovane (età media = 25.6 anni). L’84.23% delle persone migranti ha completato la visita medica, il prelievo ematico e le vaccinazioni. Il 56.7% delle persone visitate è stato classificato come "apparentemente sano". La patologia più diffusa è stata la scabbia, rilevata nel 17.5% dei soggetti. Per quanto riguarda le malattie infettive, il 24.9% è risultato positivo al test Quantiferon, il 6.1% allo screening dell’epatite B, il 0.8% all’epatite C, l’1.4% alla sifilide e lo 0.13% all’HIV. Sono stati documentati anche due casi (0.23%) di persone vittime di tortura. Discussione L’elevato tasso di adesione suggerisce l’efficacia dell’accoglienza sanitaria adottata a livello locale. I risultati clinici supportano l’effetto del "migrante sano". La prevalenza di scabbia è una conseguenza delle condizioni estreme subite durante il percorso migratorio, sottolineando la necessità di uno screening tempestivo per evitare la diffusione in comunità. La rilevazione di un numero esiguo di vittime di tortura suggerisce una massiccia sotto-diagnosi. Conclusioni Una accoglienza sanitaria organizzata può superare le barriere all’accesso e rilevare bisogni di salute. È cruciale che il percorso di screening evolva verso un’opportunità di cura olistica, implementando un approccio multidisciplinare per l’identificazione e il supporto delle vittime di traumi e torture, spesso invisibili. Garantire un accesso equo e dignitoso alle cure, in linea con i principi costituzionali, non è solo una priorità umanitaria, ma anche un investimento strategico nella salute individuale e collettiva per una reale integrazione. È fondamentale includere sistematicamente il mediatore culturale durante le visite mediche per rilevare i problemi psicologici e la sofferenza più profonda di questa popolazione.

SORVEGLIANZA, PREVENZIONE E CONTROLLO DELLE MALATTIE INFETTIVE NELLA POPOLAZIONE MIGRANTE Esperienza operativa relativa al triennio nov. 2022 - sett. 2025 nell’Ulss1 Dolomiti

VOLTOLINI, ANNA
2023/2024

Abstract

Introduzione Negli ultimi anni, l’Italia ha assistito a un considerevole aumento dei flussi migratori, in gran parte determinati da emergenze umanitarie. Il diritto alla salute è un principio universale garantito dalla Costituzione. Le persone migranti possano presentare determinate malattie infettive, ma il rischio di trasmissione alla popolazione ospitante è basso. Materiali e Metodi È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo, analizzando i dati sanitari di 932 persone migranti arrivate nella provincia di Belluno nel periodo 08.11.2022-23.09.2025. Sono stati raccolti dati su età, genere, nazionalità, adesione al protocollo basato su una visita medica, prelievo ematico alla ricerca di malattie infettive (tubercolosi, epatiti B e C, sifilide e HIV), offerta vaccinale e presenza di patologie acute/croniche. Risultati La popolazione di studio era giovane (età media = 25.6 anni). L’84.23% delle persone migranti ha completato la visita medica, il prelievo ematico e le vaccinazioni. Il 56.7% delle persone visitate è stato classificato come "apparentemente sano". La patologia più diffusa è stata la scabbia, rilevata nel 17.5% dei soggetti. Per quanto riguarda le malattie infettive, il 24.9% è risultato positivo al test Quantiferon, il 6.1% allo screening dell’epatite B, il 0.8% all’epatite C, l’1.4% alla sifilide e lo 0.13% all’HIV. Sono stati documentati anche due casi (0.23%) di persone vittime di tortura. Discussione L’elevato tasso di adesione suggerisce l’efficacia dell’accoglienza sanitaria adottata a livello locale. I risultati clinici supportano l’effetto del "migrante sano". La prevalenza di scabbia è una conseguenza delle condizioni estreme subite durante il percorso migratorio, sottolineando la necessità di uno screening tempestivo per evitare la diffusione in comunità. La rilevazione di un numero esiguo di vittime di tortura suggerisce una massiccia sotto-diagnosi. Conclusioni Una accoglienza sanitaria organizzata può superare le barriere all’accesso e rilevare bisogni di salute. È cruciale che il percorso di screening evolva verso un’opportunità di cura olistica, implementando un approccio multidisciplinare per l’identificazione e il supporto delle vittime di traumi e torture, spesso invisibili. Garantire un accesso equo e dignitoso alle cure, in linea con i principi costituzionali, non è solo una priorità umanitaria, ma anche un investimento strategico nella salute individuale e collettiva per una reale integrazione. È fondamentale includere sistematicamente il mediatore culturale durante le visite mediche per rilevare i problemi psicologici e la sofferenza più profonda di questa popolazione.
2023
SURVEILLANCE, PREVENTION AND CONTROL OF INFECTIOUS DISEASES IN THE MIGRANT POPULATION Operational experience covering the three-year period November 2022 - September 2025 at Ulss1 Dolomiti
migranti
sorveglianza
malattie infettive
vaccini
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/96914