Negli ultimi anni si è assistito ad una presa di consapevolezza sempre maggiore e ad un aumento delle conoscenze nell’ambito della diagnosi dei disturbi dello spettro dell’autismo, così come dei tratti autistici sottosoglia e del loro impatto sulla salute mentale. In parallelo, anche la richiesta ai servizi psichiatrici per diagnosi di autismo è aumentata, rendendo così necessario un adattamento dei servizi ed una espansione delle conoscenze. Lo scopo dello studio è fornire una visione descrittiva dell'utilizzo del test RAADs nell'ambito dell'ambulatorio specialistico territoriale di Prevenzione della malattia mentale. Ne è stata calcolata sensibilità e specificità ed eventuale correlazione con altri strumenti testistici, nell'ottica di una valutazione multidimensionale nella diagnosi di pazienti giovani ad esordio di patologia mentale. Lo studio, di tipo retrospettivo, ha analizzato una casistica di pazienti help-seeking afferenti all’ambulatorio di Prevenzione della malattia mentale della Clinica psichiatrica di Padova da gennaio 2018 ad ottobre 2025. L’outcome principale valutato è stata la diagnosi al termine del percorso di valutazione. I test somministrati ai pazienti sono stati la scala RAADs ed il test EQ-40. Nel periodo compreso tra gennaio 2018 e ottobre 2025 sono stati valutati 67 pazienti, con un’età media di 20,88 anni, di cui 30 femmine (44,78%) e 37 maschi (55,22%). Tutti i pazienti hanno completato RAADS e EQ. La media RAADS è risultata di 87,13 (DS 39,40) e quella EQ-40 di 38,94 (DS 13,08). Le diagnosi ottenute sono state suddivise in: disturbo dello spettro dell’autismo (N=10), disturbi depressivi (N=30), disturbi d’ansia (N=20), disturbi da stress acuto (N=9), altri disturbi del neurosviluppo (N=8), OCD (N=4), disturbi di personalità (N=4), disturbi da uso di sostanze (N=3). Il punteggio RAADS medio dei pazienti con ASD è stato 110,2 ± 29,7, superiore a quello dei non-ASD (83,1 ± 39,7). Il test t di Welch ha confermato una differenza significativa (t = 2.52, p = 0.023). Tra le sottoscale RAADS, l’interazione sociale ha mostrato la differenza maggiore (t = 2.35, p = 0.031). La verifica dell’associazione tra RAADS e altre diagnosi psichiatriche non ha evidenziato differenze significative; i valori di d di Cohen erano prossimi allo zero, eccetto per l’autismo (≈ 0,75). È emersa una correlazione negativa significativa tra RAADS ed EQ-40 (Spearman ρ = −0.562; p ≈ 7.6×10⁻⁷, FDR < 0.001; n = 67), indicando che punteggi RAADS più elevati corrispondono a minore empatia autoriferita. La regressione lineare ha confermato l’EQ-40 come predittore negativo indipendente del RAADS (β ≈ −1.23; p = 0.0014). La curva ROC del RAADS nel distinguere tra ASD e non-ASD ha mostrato AUC = 0.75 (IC95% = 0.60–0.90). Il cut-off ottimale rilevato è stato 86, con sensibilità 90% e specificità 61%. Considerando i cut-off della letteratura (65 e 120), la sensibilità e specificità risultanti sono state rispettivamente: 0,9 e 0,33 per il cut-off 65; 0,3 e 0,84 per il cut-off 120. Lo studio, svolto presso l’Ambulatorio Prevenzione della malattia mentale dell’AO di Padova, descrive l’uso della scala RAADS nei servizi psichiatrici per supportare la diagnosi di autismo, in un contesto di crescente domanda diagnostica e limitata diffusione di competenze specialistiche. I risultati mostrano che il RAADS correla significativamente con la diagnosi di disturbo dello spettro autistico, rispetto alle altre diagnosi, ma evidenzia una specificità limitata. La forte correlazione negativa con l’EQ-40 rafforza la validità del test. Questo, coerentemente a quanto presente in letteratura, suggerisce che la scala non vada usata come test di screening, ma inserita all’interno di una valutazione diagnostica specialistica multidimensionale, nella quale può essere usata per registrare dimensioni psicopatologiche rilevanti.

Utilizzo del test RAADS-R nella valutazione di pazienti help-seeking all’esordio psicopatologico: studio retrospettivo nella casistica dell’Ambulatorio Prevenzione della patologia mentale.

CALCINONI, ILARIA
2023/2024

Abstract

Negli ultimi anni si è assistito ad una presa di consapevolezza sempre maggiore e ad un aumento delle conoscenze nell’ambito della diagnosi dei disturbi dello spettro dell’autismo, così come dei tratti autistici sottosoglia e del loro impatto sulla salute mentale. In parallelo, anche la richiesta ai servizi psichiatrici per diagnosi di autismo è aumentata, rendendo così necessario un adattamento dei servizi ed una espansione delle conoscenze. Lo scopo dello studio è fornire una visione descrittiva dell'utilizzo del test RAADs nell'ambito dell'ambulatorio specialistico territoriale di Prevenzione della malattia mentale. Ne è stata calcolata sensibilità e specificità ed eventuale correlazione con altri strumenti testistici, nell'ottica di una valutazione multidimensionale nella diagnosi di pazienti giovani ad esordio di patologia mentale. Lo studio, di tipo retrospettivo, ha analizzato una casistica di pazienti help-seeking afferenti all’ambulatorio di Prevenzione della malattia mentale della Clinica psichiatrica di Padova da gennaio 2018 ad ottobre 2025. L’outcome principale valutato è stata la diagnosi al termine del percorso di valutazione. I test somministrati ai pazienti sono stati la scala RAADs ed il test EQ-40. Nel periodo compreso tra gennaio 2018 e ottobre 2025 sono stati valutati 67 pazienti, con un’età media di 20,88 anni, di cui 30 femmine (44,78%) e 37 maschi (55,22%). Tutti i pazienti hanno completato RAADS e EQ. La media RAADS è risultata di 87,13 (DS 39,40) e quella EQ-40 di 38,94 (DS 13,08). Le diagnosi ottenute sono state suddivise in: disturbo dello spettro dell’autismo (N=10), disturbi depressivi (N=30), disturbi d’ansia (N=20), disturbi da stress acuto (N=9), altri disturbi del neurosviluppo (N=8), OCD (N=4), disturbi di personalità (N=4), disturbi da uso di sostanze (N=3). Il punteggio RAADS medio dei pazienti con ASD è stato 110,2 ± 29,7, superiore a quello dei non-ASD (83,1 ± 39,7). Il test t di Welch ha confermato una differenza significativa (t = 2.52, p = 0.023). Tra le sottoscale RAADS, l’interazione sociale ha mostrato la differenza maggiore (t = 2.35, p = 0.031). La verifica dell’associazione tra RAADS e altre diagnosi psichiatriche non ha evidenziato differenze significative; i valori di d di Cohen erano prossimi allo zero, eccetto per l’autismo (≈ 0,75). È emersa una correlazione negativa significativa tra RAADS ed EQ-40 (Spearman ρ = −0.562; p ≈ 7.6×10⁻⁷, FDR < 0.001; n = 67), indicando che punteggi RAADS più elevati corrispondono a minore empatia autoriferita. La regressione lineare ha confermato l’EQ-40 come predittore negativo indipendente del RAADS (β ≈ −1.23; p = 0.0014). La curva ROC del RAADS nel distinguere tra ASD e non-ASD ha mostrato AUC = 0.75 (IC95% = 0.60–0.90). Il cut-off ottimale rilevato è stato 86, con sensibilità 90% e specificità 61%. Considerando i cut-off della letteratura (65 e 120), la sensibilità e specificità risultanti sono state rispettivamente: 0,9 e 0,33 per il cut-off 65; 0,3 e 0,84 per il cut-off 120. Lo studio, svolto presso l’Ambulatorio Prevenzione della malattia mentale dell’AO di Padova, descrive l’uso della scala RAADS nei servizi psichiatrici per supportare la diagnosi di autismo, in un contesto di crescente domanda diagnostica e limitata diffusione di competenze specialistiche. I risultati mostrano che il RAADS correla significativamente con la diagnosi di disturbo dello spettro autistico, rispetto alle altre diagnosi, ma evidenzia una specificità limitata. La forte correlazione negativa con l’EQ-40 rafforza la validità del test. Questo, coerentemente a quanto presente in letteratura, suggerisce che la scala non vada usata come test di screening, ma inserita all’interno di una valutazione diagnostica specialistica multidimensionale, nella quale può essere usata per registrare dimensioni psicopatologiche rilevanti.
2023
Application of RAADS-R scale in assessing help-seeking patients at the onset of psychopathological symptoms: a retrospective study from the Mental Health Prevention Outpatient Clinic.
RAADS-R
esordio
prevenzione
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