Il benessere psicofisico delle persone transgender e gender diverse (TGD) costituisce oggi un ambito di indagine in continua espansione. Da un lato, ciò è legato al crescente numero di individui con incongruenza di genere che si rivolgono ai servizi sanitari per intraprendere percorsi di affermazione di genere; dall’altro, come evidenziato da numerosi studi (Colizzi et al., 2014; Bernard et al., 2019), l’interesse scientifico verso questa popolazione è motivato dal frequente riscontro di comorbidità psichiatriche, che rende necessario un approfondimento dei fattori di vulnerabilità e delle dinamiche psicologiche sottostanti. La presente ricerca indaga il ruolo del trauma infantile, dei sintomi dissociativi e della transfobia interiorizzata nel determinare l’espressione dei sintomi psicopatologici in un campione di persone transgender. Attraverso strumenti self-report (CTQ, DES-II, GMSR, SCL-90), sono stati esplorati i nessi tra esperienze traumatiche precoci, processi dissociativi e stigma interiorizzato. In questa prospettiva, il CTQ viene utilizzato come lente per indagare i traumi infantili, mentre l’IT_Tot consente di cogliere esperienze traumatiche vissute in un’età più adulta, in cui è già presente la consapevolezza dell’incongruenza di genere e del conseguente stigma sociale e pertanto più specifiche rispetto alla popolazione indagata. I risultati evidenziano che la transfobia interiorizzata è significativamente associata a depressione, ansia, somatizzazione e sensibilità interpersonale, confermandone l’impatto negativo sul benessere psicologico. Inoltre, il trauma risulta fortemente correlato alla dissociazione, suggerendo come la frammentazione dell’esperienza soggettiva possa rappresentare un’espressione della sofferenza traumatica. In particolare, emerge un ruolo clinicamente rilevante della sottoscala di depersonalizzazione/derealizzazione della DES, che si conferma predittore significativo in relazione alla transfobia interiorizzata e ai sintomi psicopatologici. Dal punto di vista clinico-terapeutico, i dati sottolineano l’importanza di un approccio integrato che consideri simultaneamente la dimensione traumatica precoce e quella legata allo stigma interiorizzato in età adulta, al fine di favorire processi di riconoscimento identitario e ridurre la vulnerabilità psicopatologica. L’intervento psicoterapeutico dovrebbe includere non solo la rielaborazione dei traumi precoci, ma anche un lavoro mirato alla decostruzione della transfobia interiorizzata, intesa come fattore di mantenimento della sofferenza.
Trauma, Dissociazione e Transfobia Interiorizzata: L'Influenza degli Eventi Traumatici sulla Psicopatologia Generale nella Popolazione Transgender.
VOZZI, LAURA
2023/2024
Abstract
Il benessere psicofisico delle persone transgender e gender diverse (TGD) costituisce oggi un ambito di indagine in continua espansione. Da un lato, ciò è legato al crescente numero di individui con incongruenza di genere che si rivolgono ai servizi sanitari per intraprendere percorsi di affermazione di genere; dall’altro, come evidenziato da numerosi studi (Colizzi et al., 2014; Bernard et al., 2019), l’interesse scientifico verso questa popolazione è motivato dal frequente riscontro di comorbidità psichiatriche, che rende necessario un approfondimento dei fattori di vulnerabilità e delle dinamiche psicologiche sottostanti. La presente ricerca indaga il ruolo del trauma infantile, dei sintomi dissociativi e della transfobia interiorizzata nel determinare l’espressione dei sintomi psicopatologici in un campione di persone transgender. Attraverso strumenti self-report (CTQ, DES-II, GMSR, SCL-90), sono stati esplorati i nessi tra esperienze traumatiche precoci, processi dissociativi e stigma interiorizzato. In questa prospettiva, il CTQ viene utilizzato come lente per indagare i traumi infantili, mentre l’IT_Tot consente di cogliere esperienze traumatiche vissute in un’età più adulta, in cui è già presente la consapevolezza dell’incongruenza di genere e del conseguente stigma sociale e pertanto più specifiche rispetto alla popolazione indagata. I risultati evidenziano che la transfobia interiorizzata è significativamente associata a depressione, ansia, somatizzazione e sensibilità interpersonale, confermandone l’impatto negativo sul benessere psicologico. Inoltre, il trauma risulta fortemente correlato alla dissociazione, suggerendo come la frammentazione dell’esperienza soggettiva possa rappresentare un’espressione della sofferenza traumatica. In particolare, emerge un ruolo clinicamente rilevante della sottoscala di depersonalizzazione/derealizzazione della DES, che si conferma predittore significativo in relazione alla transfobia interiorizzata e ai sintomi psicopatologici. Dal punto di vista clinico-terapeutico, i dati sottolineano l’importanza di un approccio integrato che consideri simultaneamente la dimensione traumatica precoce e quella legata allo stigma interiorizzato in età adulta, al fine di favorire processi di riconoscimento identitario e ridurre la vulnerabilità psicopatologica. L’intervento psicoterapeutico dovrebbe includere non solo la rielaborazione dei traumi precoci, ma anche un lavoro mirato alla decostruzione della transfobia interiorizzata, intesa come fattore di mantenimento della sofferenza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97093