Il disturbo neurocognitivo maggiore (DNM) rappresenta una delle principali sfide per la sanità pubblica nella società odierna, impattando significativamente sulla qualità di vita dei soggetti affetti e dei loro caregivers. I farmaci sintomatici attualmente disponibili, ovvero gli inibitori reversibili dell’acetilcolinesterasi e la memantina, mostrano effetti clinici eterogenei, influenzati da molteplici fattori biologici, funzionali e psicosociali. È stato condotto uno studio osservazionale prospettico con l’obiettivo di utilizzare la Valutazione Multidimensionale Geriatrica per analizzare nel tempo l’andamento cognitivo, comportamentale, funzionale, nutrizionale e motorio degli anziani con DNM in trattamento sintomatico, valutando in che misura la terapia influenza il decorso clinico e individuando predittori precoci in grado di condizionare l’outcome a lungo termine di questi pazienti. Sono stati arruolati 42 pazienti con età media 82.74 anni, con DNM di grado lieve – moderato, sottoposti a follow-up per 12 mesi presso il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) dell’Università degli Studi di Padova. A ciascun paziente è stata somministrata la Valutazione Multidimensionale Geriatrica prima di iniziare il trattamento (T0), a tre mesi (T1) e a 12 mesi (T2). Dei 42 pazienti seguiti, il 31% ha ricevuto inibitori dell’acetilcolinesterasi, il 38% memantina e il 7% entrambi. 3 soggetti sono deceduti nel corso dello studio e 7 (17%) hanno sospeso precocemente le terapie. Le valutazioni hanno incluso la raccolta di: dati anamnestici e antropometrici, scale cognitive-comportamentali del paziente e del suo caregiver (MMSE, SPSMQ, Cornell, CBI), scale nutrizionali (MNA, BMI), scale funzionali (ADL/IADL, MPI) e fisiche (bilancia stabilometrica, TUG, SPPB, 6MWT, Tinetti). Dall’analisi preliminare dei dati è emersa la stabilità dei principali parametri antropometrici (peso, circonferenze), delle comorbidità (CIRS), con un miglioramento della stabilità posturale e del rischio di caduta, oltre a un lieve, seppur non significativo, miglioramento nei test di cammino (6MWT). Si osserva inoltre stabilità dell’umore (GDS, T0: 3.9±2.7 – T1: 3.6±2.2 – T2: 3.5±2.1 p= 0.533). Parallelamente, si rilevano peggioramenti più evidenti sul versante nutrizionale, con riduzione di MNA (T0: 21.5±2.8 - T1: 21.8±2.8 - T2: 20.5±3. p <0.001) e BMI (p= 0.003) e sull’aspetto cognitivo (MMSE, T0: 21.2±4.1 - T1: 20.0±4.7 - T2: 19.9±5.1 p= 0.009); (SPSMQ, p < 0.001), funzionale (ADL/IADL, p < 0.001) e muscolare (handgrip, p = 0.218), insieme a un incremento dell’indice di fragilità (CFS p < 0.001). Questi dati preliminari suggeriscono che, pur in presenza di un declino cognitivo, nutrizionale e funzionale, un sottogruppo di pazienti mantiene stabile la performance motoria mentre migliora significativamente l’umore e la stabilità posturale. Il presente studio sottolinea il valore aggiunto della Valutazione Geriatrica Multidimensionale quale strumento per tarare al meglio il trattamento sintomatico nei DNM di grado lieve - moderato, identificando i soggetti potenzialmente responsivi e le aree di intervento più efficaci per aiutare a predire la risposta alla terapia somministrata. L’analisi ulteriore dei dati potrebbe fornire strumenti utili alla personalizzazione delle terapie e all’ottimizzazione dei percorsi assistenziali nella demenza.
Traiettorie di malattia nel Disturbo Neurocognitivo Maggiore e risposta al trattamento dopo 12 mesi: evidenze dalla Valutazione Geriatrica Multidimensionale
BIVONA, VITALBA
2023/2024
Abstract
Il disturbo neurocognitivo maggiore (DNM) rappresenta una delle principali sfide per la sanità pubblica nella società odierna, impattando significativamente sulla qualità di vita dei soggetti affetti e dei loro caregivers. I farmaci sintomatici attualmente disponibili, ovvero gli inibitori reversibili dell’acetilcolinesterasi e la memantina, mostrano effetti clinici eterogenei, influenzati da molteplici fattori biologici, funzionali e psicosociali. È stato condotto uno studio osservazionale prospettico con l’obiettivo di utilizzare la Valutazione Multidimensionale Geriatrica per analizzare nel tempo l’andamento cognitivo, comportamentale, funzionale, nutrizionale e motorio degli anziani con DNM in trattamento sintomatico, valutando in che misura la terapia influenza il decorso clinico e individuando predittori precoci in grado di condizionare l’outcome a lungo termine di questi pazienti. Sono stati arruolati 42 pazienti con età media 82.74 anni, con DNM di grado lieve – moderato, sottoposti a follow-up per 12 mesi presso il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) dell’Università degli Studi di Padova. A ciascun paziente è stata somministrata la Valutazione Multidimensionale Geriatrica prima di iniziare il trattamento (T0), a tre mesi (T1) e a 12 mesi (T2). Dei 42 pazienti seguiti, il 31% ha ricevuto inibitori dell’acetilcolinesterasi, il 38% memantina e il 7% entrambi. 3 soggetti sono deceduti nel corso dello studio e 7 (17%) hanno sospeso precocemente le terapie. Le valutazioni hanno incluso la raccolta di: dati anamnestici e antropometrici, scale cognitive-comportamentali del paziente e del suo caregiver (MMSE, SPSMQ, Cornell, CBI), scale nutrizionali (MNA, BMI), scale funzionali (ADL/IADL, MPI) e fisiche (bilancia stabilometrica, TUG, SPPB, 6MWT, Tinetti). Dall’analisi preliminare dei dati è emersa la stabilità dei principali parametri antropometrici (peso, circonferenze), delle comorbidità (CIRS), con un miglioramento della stabilità posturale e del rischio di caduta, oltre a un lieve, seppur non significativo, miglioramento nei test di cammino (6MWT). Si osserva inoltre stabilità dell’umore (GDS, T0: 3.9±2.7 – T1: 3.6±2.2 – T2: 3.5±2.1 p= 0.533). Parallelamente, si rilevano peggioramenti più evidenti sul versante nutrizionale, con riduzione di MNA (T0: 21.5±2.8 - T1: 21.8±2.8 - T2: 20.5±3. p <0.001) e BMI (p= 0.003) e sull’aspetto cognitivo (MMSE, T0: 21.2±4.1 - T1: 20.0±4.7 - T2: 19.9±5.1 p= 0.009); (SPSMQ, p < 0.001), funzionale (ADL/IADL, p < 0.001) e muscolare (handgrip, p = 0.218), insieme a un incremento dell’indice di fragilità (CFS p < 0.001). Questi dati preliminari suggeriscono che, pur in presenza di un declino cognitivo, nutrizionale e funzionale, un sottogruppo di pazienti mantiene stabile la performance motoria mentre migliora significativamente l’umore e la stabilità posturale. Il presente studio sottolinea il valore aggiunto della Valutazione Geriatrica Multidimensionale quale strumento per tarare al meglio il trattamento sintomatico nei DNM di grado lieve - moderato, identificando i soggetti potenzialmente responsivi e le aree di intervento più efficaci per aiutare a predire la risposta alla terapia somministrata. L’analisi ulteriore dei dati potrebbe fornire strumenti utili alla personalizzazione delle terapie e all’ottimizzazione dei percorsi assistenziali nella demenza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97170