L’isolamento delle vene polmonari mediante criopallone (CB-PVI) rappresenta un trattamento ormai consolidato per la fibrillazione atriale (FA) e, più recentemente, è stato proposto come terapia di prima linea nel trattamento della FA parossistica. Permangono tuttavia alcune riserve in merito alla sicurezza di questo approccio basato sull’utilizzo di energia termica. Obiettivi. La presente analisi prospettica si è posta l’obiettivo di valutare l’incidenza delle complicanze procedurali associate al CB-PVI in un’ampia coorte di pazienti consecutivi nell’arco di un periodo di quasi 13 anni. Metodi. Sono stati analizzati i dati relativi a pazienti consecutivi sottoposti a CB-PVI per FA in 35 diversi centri tra aprile 2012 e novembre 2024. Sono stati valutati tutti gli eventi avversi insorti a partire dalla procedura fino ai tre mesi successivi. Risultati. Complessivamente, sono stati arruolati 8.531 pazienti (27,2% di sesso femminile, età media 60,8 ± 10,5 anni, 75,7% affetti da FA parossistica); 211 pazienti (2,49%) hanno riportato almeno un evento avverso procedurale correlato al CB-PVI. Si segnala, in particolare, un caso di tamponamento cardiaco complicatosi con exitus (0,01%). È stata osservata una riduzione statisticamente significativa del tasso di complicanze tra tre coorti temporali di utilizzo del dispositivo: 1) 2012–2015 (n = 1.326 pazienti; tasso di complicanze 5,0%), 2) 2016–2019 (n = 3.487 pazienti; tasso di complicanze 2,5%), 3) 2020–2024 (n = 3.718 pazienti; tasso di complicanze 1,6%; p < 0,001). L’analisi di regressione logistica multivariata ha evidenziato che l’impiego del pallone da crioablazione Arctic Front Advance PRO costituisce un fattore protettivo significativo rispetto all’insorgenza di complicanze [OR 0,26 (0,17–0,40); p < 0,001], mentre il sesso femminile si è confermato il principale predittore indipendente di eventi avversi [OR 1,54 (1,11–2,13); p < 0,01]. Conclusioni. L’ablazione della FA mediante CB-PVI si conferma una procedura sicura, con un basso tasso di complicanze in progressiva e significativa riduzione nel tempo.
Riduzione progressiva delle complicanze secondarie ad isolamento delle vene polmonari mediante crioablazione: uno studio prospettico multicentrico.
SIVIERO, NICCOLO' MELCHIORRE
2023/2024
Abstract
L’isolamento delle vene polmonari mediante criopallone (CB-PVI) rappresenta un trattamento ormai consolidato per la fibrillazione atriale (FA) e, più recentemente, è stato proposto come terapia di prima linea nel trattamento della FA parossistica. Permangono tuttavia alcune riserve in merito alla sicurezza di questo approccio basato sull’utilizzo di energia termica. Obiettivi. La presente analisi prospettica si è posta l’obiettivo di valutare l’incidenza delle complicanze procedurali associate al CB-PVI in un’ampia coorte di pazienti consecutivi nell’arco di un periodo di quasi 13 anni. Metodi. Sono stati analizzati i dati relativi a pazienti consecutivi sottoposti a CB-PVI per FA in 35 diversi centri tra aprile 2012 e novembre 2024. Sono stati valutati tutti gli eventi avversi insorti a partire dalla procedura fino ai tre mesi successivi. Risultati. Complessivamente, sono stati arruolati 8.531 pazienti (27,2% di sesso femminile, età media 60,8 ± 10,5 anni, 75,7% affetti da FA parossistica); 211 pazienti (2,49%) hanno riportato almeno un evento avverso procedurale correlato al CB-PVI. Si segnala, in particolare, un caso di tamponamento cardiaco complicatosi con exitus (0,01%). È stata osservata una riduzione statisticamente significativa del tasso di complicanze tra tre coorti temporali di utilizzo del dispositivo: 1) 2012–2015 (n = 1.326 pazienti; tasso di complicanze 5,0%), 2) 2016–2019 (n = 3.487 pazienti; tasso di complicanze 2,5%), 3) 2020–2024 (n = 3.718 pazienti; tasso di complicanze 1,6%; p < 0,001). L’analisi di regressione logistica multivariata ha evidenziato che l’impiego del pallone da crioablazione Arctic Front Advance PRO costituisce un fattore protettivo significativo rispetto all’insorgenza di complicanze [OR 0,26 (0,17–0,40); p < 0,001], mentre il sesso femminile si è confermato il principale predittore indipendente di eventi avversi [OR 1,54 (1,11–2,13); p < 0,01]. Conclusioni. L’ablazione della FA mediante CB-PVI si conferma una procedura sicura, con un basso tasso di complicanze in progressiva e significativa riduzione nel tempo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97211