Le encefaliti autoimmuni sono un gruppo eterogeneo di condizioni infiammatorie immunomediate che interessa il sistema nervoso centrale. L'incidenza di queste patologie è aumentata negli anni ed attualmente la letteratura riporta un’incidenza compresa tra 1 e 13 casi per 100.000 abitanti all’anno, a seconda dello studio. Il meccanismo fisiopatologico si basa sulla presenza di autoanticorpi diretti contro proteine neuronali; questi autoanticorpi sono suddivisi in gruppi in base alla localizzazione cellulare dell’antigene bersaglio: gruppo 1, anticorpi contro antigeni neuronali intracellulari somato-dendritici; gruppo 2, anticorpi contro antigeni neuronali intracellulari sinaptici; gruppo 3, anticorpi contro antigeni della superficie neuronale. La presentazione clinica delle encefaliti autoimmuni è estremamente varia e può comprendere crisi epilettiche, alterazioni dello stato mentale, sintomi psichiatrici, disturbi della memoria, deficit neurologici focali, disturbi del movimento e disturbi del sonno. I criteri diagnostici attualmente utilizzati nella pratica clinica sono i criteri di Graus. Le encefaliti autoimmuni da anticorpi anti-LGI1 rappresentano una delle forme più frequenti, nonché la più frequente negli adulti; queste si manifestano generalmente con una clinica di tipo limbico, tuttavia esistono pattern specifici di questa encefalite che comprendono le crisi distoniche faciobrachiali e l’iponatriemia, il cui meccanismo non è ancora compreso. Lo scopo di questo studio è di valutare la presenza e la variazione nel tempo della spontanea iperintensità T1 della neuroipofisi in un gruppo di pazienti con encefalite autoimmune (sia anti-LGI1 che non) in rapporto ad una gruppo di pazienti sani, e di correlare questi dati con i rilievi clinici, laboratoristici e di follow-up.

Iperintensità T1 della neuroipofisi nelle encefaliti autoimmuni

BALDUCCI, FEDERICO
2023/2024

Abstract

Le encefaliti autoimmuni sono un gruppo eterogeneo di condizioni infiammatorie immunomediate che interessa il sistema nervoso centrale. L'incidenza di queste patologie è aumentata negli anni ed attualmente la letteratura riporta un’incidenza compresa tra 1 e 13 casi per 100.000 abitanti all’anno, a seconda dello studio. Il meccanismo fisiopatologico si basa sulla presenza di autoanticorpi diretti contro proteine neuronali; questi autoanticorpi sono suddivisi in gruppi in base alla localizzazione cellulare dell’antigene bersaglio: gruppo 1, anticorpi contro antigeni neuronali intracellulari somato-dendritici; gruppo 2, anticorpi contro antigeni neuronali intracellulari sinaptici; gruppo 3, anticorpi contro antigeni della superficie neuronale. La presentazione clinica delle encefaliti autoimmuni è estremamente varia e può comprendere crisi epilettiche, alterazioni dello stato mentale, sintomi psichiatrici, disturbi della memoria, deficit neurologici focali, disturbi del movimento e disturbi del sonno. I criteri diagnostici attualmente utilizzati nella pratica clinica sono i criteri di Graus. Le encefaliti autoimmuni da anticorpi anti-LGI1 rappresentano una delle forme più frequenti, nonché la più frequente negli adulti; queste si manifestano generalmente con una clinica di tipo limbico, tuttavia esistono pattern specifici di questa encefalite che comprendono le crisi distoniche faciobrachiali e l’iponatriemia, il cui meccanismo non è ancora compreso. Lo scopo di questo studio è di valutare la presenza e la variazione nel tempo della spontanea iperintensità T1 della neuroipofisi in un gruppo di pazienti con encefalite autoimmune (sia anti-LGI1 che non) in rapporto ad una gruppo di pazienti sani, e di correlare questi dati con i rilievi clinici, laboratoristici e di follow-up.
2023
Posterior pituitary bright spot in autoimmune encephalitis
Encefaliti
Autoimmuni
LGI1
Iponatriemia
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