Aposematic species display conspicuous and bright colour patterns to warn predators of their secondary defences. These species have evolved to maximise the clarity of their signal. This has led to the hypothesis that the sluggish movement commonly observed in aposematic species, may further enhance the recognisability of warning signals. However, while the effectiveness of aposematic signals in static prey is well documented, the role of motion in influencing predators’ perception of these signals remains underexplored. This study aims to address this gap by examining whether the wingbeat frequency (WBF) of butterflies affects avian predators’ ability to recognize signals. To investigate this, animated butterfly stimuli were presented using Touchscreen Operant Chambers (TOCs) and wild-caught great tits (Parus major) were chosen as predator model. Results revealed that WBF significantly affected birds’ foraging choices, however this effect varied according to the signal it interacted with, suggesting that WBF is not merely a discriminative cue, rather it modulates predators’ visual perception of prey signals. In conclusion, this study highlights the importance of exploring dynamic cues to better understand how predators’ visual perception shape the evolution of signalling strategies.

Le specie aposematiche possiedono pattern cospicui che segnalano ai predatori la presenza di difese secondarie. Queste specie si sono evolute per massimizzare la chiarezza con cui tali segnali vengono percepiti dai potenziali predatori. Per questa ragione è stato ipotizzato che i movimenti lenti e regolari, tipicamente osservati in queste specie, possano ulteriormente facilitare il riconoscimento dei loro segnali. Nonostante l'efficacia dei segnali aposematici in prede statiche sia stata ampiamente studiata, rimane poco investigato come il movimento la influenzi, alterando come i segnali vengono percepiti dai predatori. Per contribuire a colmare questa lacuna, la presente ricerca mira a investigare se la frequenza del battito alare (wingbeat frequency, abbr. WBF) influenza il modo in cui i predatori aviari percepiscono visivamente i segnali delle prede. Tale indagine è stata condotta presentando degli stimoli digitali dinamici a forma di farfalla attraverso il sistema Touchscreen Operant Chambers (TOCs) a diversi esemplari di cinciallegra (Parus major), utilizzati come predatori. I risultati hanno mostrato che la WBF ha influenzato significativamente le scelte dei predatori, ma che questa influenza è dipesa dal segnale con cui la WBF ha interagito. Questo suggerisce che la WBF modifica il modo con cui i segnali vengono percepiti dai predatori, rafforzandone o indebolendone la cospicuità. Alla luce dei risultati ottenuti, questa ricerca si allinea alla letteratura che evidenzia come integrare le componenti dinamiche nello studio delle interazioni preda-predatore sia fondamentale per comprendere al meglio come la percezione visiva dei predatori contribuisca all’evoluzione delle strategie di segnalazione delle prede aposematiche.

Aposematic Flight: How motion influences predator perception of prey signals.

TONELLO, AURORA
2024/2025

Abstract

Aposematic species display conspicuous and bright colour patterns to warn predators of their secondary defences. These species have evolved to maximise the clarity of their signal. This has led to the hypothesis that the sluggish movement commonly observed in aposematic species, may further enhance the recognisability of warning signals. However, while the effectiveness of aposematic signals in static prey is well documented, the role of motion in influencing predators’ perception of these signals remains underexplored. This study aims to address this gap by examining whether the wingbeat frequency (WBF) of butterflies affects avian predators’ ability to recognize signals. To investigate this, animated butterfly stimuli were presented using Touchscreen Operant Chambers (TOCs) and wild-caught great tits (Parus major) were chosen as predator model. Results revealed that WBF significantly affected birds’ foraging choices, however this effect varied according to the signal it interacted with, suggesting that WBF is not merely a discriminative cue, rather it modulates predators’ visual perception of prey signals. In conclusion, this study highlights the importance of exploring dynamic cues to better understand how predators’ visual perception shape the evolution of signalling strategies.
2024
Aposematic Flight: How motion influences predator perception of prey signals.
Le specie aposematiche possiedono pattern cospicui che segnalano ai predatori la presenza di difese secondarie. Queste specie si sono evolute per massimizzare la chiarezza con cui tali segnali vengono percepiti dai potenziali predatori. Per questa ragione è stato ipotizzato che i movimenti lenti e regolari, tipicamente osservati in queste specie, possano ulteriormente facilitare il riconoscimento dei loro segnali. Nonostante l'efficacia dei segnali aposematici in prede statiche sia stata ampiamente studiata, rimane poco investigato come il movimento la influenzi, alterando come i segnali vengono percepiti dai predatori. Per contribuire a colmare questa lacuna, la presente ricerca mira a investigare se la frequenza del battito alare (wingbeat frequency, abbr. WBF) influenza il modo in cui i predatori aviari percepiscono visivamente i segnali delle prede. Tale indagine è stata condotta presentando degli stimoli digitali dinamici a forma di farfalla attraverso il sistema Touchscreen Operant Chambers (TOCs) a diversi esemplari di cinciallegra (Parus major), utilizzati come predatori. I risultati hanno mostrato che la WBF ha influenzato significativamente le scelte dei predatori, ma che questa influenza è dipesa dal segnale con cui la WBF ha interagito. Questo suggerisce che la WBF modifica il modo con cui i segnali vengono percepiti dai predatori, rafforzandone o indebolendone la cospicuità. Alla luce dei risultati ottenuti, questa ricerca si allinea alla letteratura che evidenzia come integrare le componenti dinamiche nello studio delle interazioni preda-predatore sia fondamentale per comprendere al meglio come la percezione visiva dei predatori contribuisca all’evoluzione delle strategie di segnalazione delle prede aposematiche.
aposematism
wing beat frequency
prey signal
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/99920