La circonvenzione di incapace, prevista dall’art. 643 c.p., rappresenta uno strumento di tutela dei soggetti vulnerabili, collocata in una zona grigia tra piena capacità e incapacità legale. La sua applicazione pratica incontra notevoli criticità sul piano valutativo, dato che risulta essere di grande complessità nel contesto forense e giuridico italiano. Attualmente non esiste un assessment specifico né linee guida nazionali o internazionali che definiscono criteri o procedure adeguate, di conseguenza la valutazione peritale si fonda su strumenti clinici generici e sull’esperienza individuale del professionista. Questa arbitrarietà si osserva in una notevole mancanza di accordo tra periti e consulenti di parte, circa criteri e modalità di assessment per l’appunto. Nel seguente elaborato verrà presentato uno studio nel quale i dati raccolti saranno osservati per comprendere quali modalità di valutazione vengono scelte dagli esperti e l’influenza che hanno sulla presa di decisione circa la circonvenibilità per infermità o deficienza psichica. Il vuoto normativo e metodologico porta ad incertezze evidenti nella prassi, mettendo a rischio l’affidabilità e la coerenza delle perizie nei processi che coinvolgono soggetti vulnerabili. Il seguente elaborato, si propone quindi di evidenziare queste criticità riflettendo sulla necessità di sviluppare strumenti di valutazione standardizzati e linee guida dedicate, per garantire un approccio più rigoroso al fine di tutelare anche i diritti dei soggetti vulnerabili.
Circonvenzione di incapace e incertezza valutativa: la necessità di un assessment condiviso
BORGATTI, GIADA
2024/2025
Abstract
La circonvenzione di incapace, prevista dall’art. 643 c.p., rappresenta uno strumento di tutela dei soggetti vulnerabili, collocata in una zona grigia tra piena capacità e incapacità legale. La sua applicazione pratica incontra notevoli criticità sul piano valutativo, dato che risulta essere di grande complessità nel contesto forense e giuridico italiano. Attualmente non esiste un assessment specifico né linee guida nazionali o internazionali che definiscono criteri o procedure adeguate, di conseguenza la valutazione peritale si fonda su strumenti clinici generici e sull’esperienza individuale del professionista. Questa arbitrarietà si osserva in una notevole mancanza di accordo tra periti e consulenti di parte, circa criteri e modalità di assessment per l’appunto. Nel seguente elaborato verrà presentato uno studio nel quale i dati raccolti saranno osservati per comprendere quali modalità di valutazione vengono scelte dagli esperti e l’influenza che hanno sulla presa di decisione circa la circonvenibilità per infermità o deficienza psichica. Il vuoto normativo e metodologico porta ad incertezze evidenti nella prassi, mettendo a rischio l’affidabilità e la coerenza delle perizie nei processi che coinvolgono soggetti vulnerabili. Il seguente elaborato, si propone quindi di evidenziare queste criticità riflettendo sulla necessità di sviluppare strumenti di valutazione standardizzati e linee guida dedicate, per garantire un approccio più rigoroso al fine di tutelare anche i diritti dei soggetti vulnerabili.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100093