L’invecchiamento costituisce un fenomeno complesso, caratterizzato da cambiamenti multidimensionali che interessano diversi domini del funzionamento e del benessere, inclusa la qualità del sonno. Tra i cambiamenti legati all’avanzare dell’età sono presenti anche quelli riguardanti la dimensione soggettiva dell’invecchiamento. In particolare, le opinioni o “visioni” soggettive sull’invecchiamento generali e personali incidono in modo significativo il modo in cui le persone percepiscono e gestiscono le sfide legate all’avanzare dell’età. Rivestono un ruolo altrettanto centrale gli indicatori di riserva cognitiva sia attuale sia passata, i quali riflettono l’insieme delle esperienze pregresse e presenti, e consentono di compensare i cambiamenti età-relati nell’invecchiamento. Il presente elaborato di tesi ha approfondito la relazione tra le opinioni soggettive sull’invecchiamento generali (credenze essenzialiste e non essenzialiste sull’invecchiamento) e personali (età soggettiva, atteggiamenti verso il proprio invecchiamento, consapevolezza dei cambiamenti correlati con l’invecchiamento), la qualità del sonno (soggettiva e oggettiva) e gli indicatori di riserva cognitiva (passata e attuale) in adulti e anziani con invecchiamento tipico. Inoltre, sono state esaminate le differenze individuali tra “buoni” e “cattivi” dormitori sulle opinioni soggettive generali e personali, sui parametri della qualità del sonno soggettiva e oggettiva e sugli indicatori di riserva cognitiva. Hanno preso parte allo studio 98 adulti e anziani, di età compresa tra i 50 e gli 84 anni con invecchiamento sano. La sperimentazione ha previsto la compilazione di una serie di questionari volti a rilevare le credenze essenzialiste e non essenzialiste, l’età soggettiva, gli atteggiamenti verso il proprio invecchiamento e la consapevolezza dei cambiamenti legati all’età. Sono stati inoltre valutati gli indicatori di riserva cognitiva, tramite il Current and Retrospective Cognitive Reserve, per indagare le esperienze di vita pregresse e le attività svolte nel presente. Infine, la qualità del sonno è stata esaminata sia sul piano soggettivo, mediante la somministrazione di un questionario e la compilazione quotidiana di un diario del sonno per un’intera settimana, sia sul da un punto di vista oggettivo, attraverso l’utilizzo di un actigrafo, indossato continuativamente per sette giorni. Le analisi hanno mostrato che convinzioni non essenzialiste sull’invecchiamento si accompagnano a una migliore qualità del sonno soggettiva. Al contrario, percepirsi più anziani rispetto alla propria età cronologica e una maggiore consapevolezza delle perdite legate all’invecchiamento risultano associate a una qualità del sonno soggettiva inferiore. È emerso inoltre che livelli più elevati degli indicatori di riserva cognitiva, si associano a una migliore qualità del sonno. Dal confronto tra “buoni” e “cattivi” dormitori, è stato rilevato che i buoni dormitori presentavano credenze non essenzialiste, si percepivano più giovani, avevano una minore percezione delle perdite legate all’invecchiamento e valori più alti degli indicatori di riserva cognitiva (attuale e passata) rispetto ai cattivi dormitori. I risultati suggeriscono che le opinioni soggettive generali e personali sull’invecchiamento e gli indicatori di riserva cognitiva passata e attuale influenzano la qualità del sonno e potrebbero assumere un ruolo protettivo per contrastare i cambiamenti della qualità del sonno legati all'avanzare dell’età.

Invecchiamento soggettivo e qualità del sonno: differenze tra buoni e cattivi dormitori nelle opinioni soggettive sull'invecchiamento e indicatori di riserva cognitiva

BRAIDI, ELEONORA
2024/2025

Abstract

L’invecchiamento costituisce un fenomeno complesso, caratterizzato da cambiamenti multidimensionali che interessano diversi domini del funzionamento e del benessere, inclusa la qualità del sonno. Tra i cambiamenti legati all’avanzare dell’età sono presenti anche quelli riguardanti la dimensione soggettiva dell’invecchiamento. In particolare, le opinioni o “visioni” soggettive sull’invecchiamento generali e personali incidono in modo significativo il modo in cui le persone percepiscono e gestiscono le sfide legate all’avanzare dell’età. Rivestono un ruolo altrettanto centrale gli indicatori di riserva cognitiva sia attuale sia passata, i quali riflettono l’insieme delle esperienze pregresse e presenti, e consentono di compensare i cambiamenti età-relati nell’invecchiamento. Il presente elaborato di tesi ha approfondito la relazione tra le opinioni soggettive sull’invecchiamento generali (credenze essenzialiste e non essenzialiste sull’invecchiamento) e personali (età soggettiva, atteggiamenti verso il proprio invecchiamento, consapevolezza dei cambiamenti correlati con l’invecchiamento), la qualità del sonno (soggettiva e oggettiva) e gli indicatori di riserva cognitiva (passata e attuale) in adulti e anziani con invecchiamento tipico. Inoltre, sono state esaminate le differenze individuali tra “buoni” e “cattivi” dormitori sulle opinioni soggettive generali e personali, sui parametri della qualità del sonno soggettiva e oggettiva e sugli indicatori di riserva cognitiva. Hanno preso parte allo studio 98 adulti e anziani, di età compresa tra i 50 e gli 84 anni con invecchiamento sano. La sperimentazione ha previsto la compilazione di una serie di questionari volti a rilevare le credenze essenzialiste e non essenzialiste, l’età soggettiva, gli atteggiamenti verso il proprio invecchiamento e la consapevolezza dei cambiamenti legati all’età. Sono stati inoltre valutati gli indicatori di riserva cognitiva, tramite il Current and Retrospective Cognitive Reserve, per indagare le esperienze di vita pregresse e le attività svolte nel presente. Infine, la qualità del sonno è stata esaminata sia sul piano soggettivo, mediante la somministrazione di un questionario e la compilazione quotidiana di un diario del sonno per un’intera settimana, sia sul da un punto di vista oggettivo, attraverso l’utilizzo di un actigrafo, indossato continuativamente per sette giorni. Le analisi hanno mostrato che convinzioni non essenzialiste sull’invecchiamento si accompagnano a una migliore qualità del sonno soggettiva. Al contrario, percepirsi più anziani rispetto alla propria età cronologica e una maggiore consapevolezza delle perdite legate all’invecchiamento risultano associate a una qualità del sonno soggettiva inferiore. È emerso inoltre che livelli più elevati degli indicatori di riserva cognitiva, si associano a una migliore qualità del sonno. Dal confronto tra “buoni” e “cattivi” dormitori, è stato rilevato che i buoni dormitori presentavano credenze non essenzialiste, si percepivano più giovani, avevano una minore percezione delle perdite legate all’invecchiamento e valori più alti degli indicatori di riserva cognitiva (attuale e passata) rispetto ai cattivi dormitori. I risultati suggeriscono che le opinioni soggettive generali e personali sull’invecchiamento e gli indicatori di riserva cognitiva passata e attuale influenzano la qualità del sonno e potrebbero assumere un ruolo protettivo per contrastare i cambiamenti della qualità del sonno legati all'avanzare dell’età.
2024
Subjective aging and sleep quality: differences between good and poor sleepers in subjective views on aging and proxies of cognitive reserve
Invecchiamento
Riserva cogntiva
Qualità del sonno
Opinioni soggettive
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100099