L’ansia, e in particolare il disturbo d’ansia sociale, è caratterizzata da una disregolazione da parte del sistema limbico, che include un’iperattività dell’amigdala e un controllo ridotto della corteccia prefrontale. Questo comporta bias cognitivi, come l’ipervigilanza verso stimoli che sono percepiti come minacciosi. Parallelamente, il sistema olfattivo occupa una posizione neuroanatomica unica: a differenza delle altre modalità sensoriali, le informazioni olfattive proiettano direttamente alle strutture limbiche, come l’amigdala, bypassando il talamo. Questo accesso diretto è artefice della capacità di modulare gli stati affettivi in maniera spesso inconsapevole. Studi precedenti hanno dimostrato che gli stati d’ansia indotti sperimentalmente possono alterare la percezione degli odori e che odori sgradevoli possono facilitare l’elaborazione neurale di stimoli visivi minacciosi. Tuttavia, non è ancora chiaro come l’ansia di tratto preesistente agisca su questi processi. Inoltre, manca una chiara comprensione sulla dinamica temporale con cui l’informazione olfattiva influenza il processo di riconoscimento delle espressioni emotive in individui con diversi livelli di ansia sociale. Il presente studio ha il proposito di colmare queste lacune, esaminando come i contesti olfattivi (odori positivi, negativi e neutri) e i livelli individuali di ansia sociale modulino i correlati sia comportamentali che neurali (attraverso lo studio dei Potenziali Evento-Relati, ERP) del riconoscimento di espressioni facciali di paura e felicità. Per raggiungere questo scopo, è stato somministrato ad un campione di 21 partecipanti un compito computerizzato di riconoscimento dei volti (con espressioni di felicità o paura), utilizzando stimoli con lieve ambiguità emotiva (+20% di intensità emotiva). Durante il compito, l’attività encefalografica (EEG) è stata registrata simultaneamente all’esposizione, tramite olfattometro, a tre condizioni odorose: positiva (lavanda), negativa (acido isovalerico), neutra (aria pulita). I livelli individuali di ansia sociale sono stati valutati tramite la Liebowitz Social Anxiety Scale (LSAS). A livello comportamentale, lo studio mostra un effetto di congruenza affettiva, poiché il riconoscimento dei volti è facilitato quando la valenza dell'odore coincide con quella dell'espressione. Inoltre, l'ansia sociale ha un impatto sui tempi di reazione solo in presenza di un odore negativo, condizione in cui i partecipanti con LSAS più alto sono risultati più lenti. Il risultato elettrofisiologico principale (componente ERP N2, 200-280 ms) è stato ritrovato in una complessa interazione a tre vie tra volto, odore e ansia sociale che suggerisce come il contesto olfattivo moduli l’elaborazione delle espressioni emotive, in funzione dell’ansia sociale, attenuando o invertendo la reattività neurale agli stimoli di paura e felicità, a seconda della valenza dell’odore. In conclusione, i risultati suggeriscono che l’ipervigilanza per la minaccia sociale, negli individui con una sintomatologia di ansia preesistente non sia un bias percettivo costante, ma sia una vulnerabilità dovuta al contesto. Questo bias emerge solo quanto i segnali sensoriali ambientali sono congruenti con la potenziale minaccia sociale. Sebbene lo studio presenta dei limiti, che rendono difficoltosa la generalizzazione dei risultati, soprattutto a causa dell’esigua dimensione del campione, esso evidenzia la profonda e rapida integrazione tra olfatto, emozioni e sintomi di ansia sociale e suggerisce come l’ambiente sensoriale modula l’interpretazione del mondo specialmente in individui vulnerabili.
L’influenza di stimoli olfattivi sul riconoscimento di volti in individui con sintomi ansiosi: uno studio ERP-EEG
DI FLORIO, GIORGIA
2024/2025
Abstract
L’ansia, e in particolare il disturbo d’ansia sociale, è caratterizzata da una disregolazione da parte del sistema limbico, che include un’iperattività dell’amigdala e un controllo ridotto della corteccia prefrontale. Questo comporta bias cognitivi, come l’ipervigilanza verso stimoli che sono percepiti come minacciosi. Parallelamente, il sistema olfattivo occupa una posizione neuroanatomica unica: a differenza delle altre modalità sensoriali, le informazioni olfattive proiettano direttamente alle strutture limbiche, come l’amigdala, bypassando il talamo. Questo accesso diretto è artefice della capacità di modulare gli stati affettivi in maniera spesso inconsapevole. Studi precedenti hanno dimostrato che gli stati d’ansia indotti sperimentalmente possono alterare la percezione degli odori e che odori sgradevoli possono facilitare l’elaborazione neurale di stimoli visivi minacciosi. Tuttavia, non è ancora chiaro come l’ansia di tratto preesistente agisca su questi processi. Inoltre, manca una chiara comprensione sulla dinamica temporale con cui l’informazione olfattiva influenza il processo di riconoscimento delle espressioni emotive in individui con diversi livelli di ansia sociale. Il presente studio ha il proposito di colmare queste lacune, esaminando come i contesti olfattivi (odori positivi, negativi e neutri) e i livelli individuali di ansia sociale modulino i correlati sia comportamentali che neurali (attraverso lo studio dei Potenziali Evento-Relati, ERP) del riconoscimento di espressioni facciali di paura e felicità. Per raggiungere questo scopo, è stato somministrato ad un campione di 21 partecipanti un compito computerizzato di riconoscimento dei volti (con espressioni di felicità o paura), utilizzando stimoli con lieve ambiguità emotiva (+20% di intensità emotiva). Durante il compito, l’attività encefalografica (EEG) è stata registrata simultaneamente all’esposizione, tramite olfattometro, a tre condizioni odorose: positiva (lavanda), negativa (acido isovalerico), neutra (aria pulita). I livelli individuali di ansia sociale sono stati valutati tramite la Liebowitz Social Anxiety Scale (LSAS). A livello comportamentale, lo studio mostra un effetto di congruenza affettiva, poiché il riconoscimento dei volti è facilitato quando la valenza dell'odore coincide con quella dell'espressione. Inoltre, l'ansia sociale ha un impatto sui tempi di reazione solo in presenza di un odore negativo, condizione in cui i partecipanti con LSAS più alto sono risultati più lenti. Il risultato elettrofisiologico principale (componente ERP N2, 200-280 ms) è stato ritrovato in una complessa interazione a tre vie tra volto, odore e ansia sociale che suggerisce come il contesto olfattivo moduli l’elaborazione delle espressioni emotive, in funzione dell’ansia sociale, attenuando o invertendo la reattività neurale agli stimoli di paura e felicità, a seconda della valenza dell’odore. In conclusione, i risultati suggeriscono che l’ipervigilanza per la minaccia sociale, negli individui con una sintomatologia di ansia preesistente non sia un bias percettivo costante, ma sia una vulnerabilità dovuta al contesto. Questo bias emerge solo quanto i segnali sensoriali ambientali sono congruenti con la potenziale minaccia sociale. Sebbene lo studio presenta dei limiti, che rendono difficoltosa la generalizzazione dei risultati, soprattutto a causa dell’esigua dimensione del campione, esso evidenzia la profonda e rapida integrazione tra olfatto, emozioni e sintomi di ansia sociale e suggerisce come l’ambiente sensoriale modula l’interpretazione del mondo specialmente in individui vulnerabili.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100148