Background: l’adolescenza è una finestra evolutiva in cui i rapidi cambiamenti biologici si intrecciano con le esperienze quotidiane, aumentando la vulnerabilità alla psicopatologia. In questa fase, le preoccupazioni per il corpo sono comuni e i disturbi dell’alimentazione tendono a esordire, con impatti rilevanti sul funzionamento e sulla salute. Le stime indicano un gradiente di genere con valori mediamente più alti nelle ragazze ma una crescente attenzione ai casi maschili. Metodo: studio scolastico italiano con disegno longitudinale a due tempi (T0-T1, ≈3 mesi). Hanno partecipato 1429 studenti a T0 e 497 a T1. L’esito è il rischio di sintomi riconducibili a psicopatologia alimentare (SCOFF, dicotomico). Sono state raccolte misure standardizzate su quattro domini: internalizzante, esternalizzante/disregolativo, relazioni con i pari e digitale (DASS-21, SDQ, BSMAS). Le analisi hanno previsto regressioni logistiche multivariate, stratificate per genere, per stimare: (a) a T0 le associazioni tra i fattori inclusi nei modelli e lo status di rischio; (b) nel passaggio T0-T1 due modelli longitudinali condizionati sullo stato iniziale. Tra gli studenti a rischio a T0, la probabilità di rimanere a rischio a T1; tra gli studenti non a rischio a T0, la probabilità di rimanere non a rischio a T1. Sono riportati OR e IC 95% Risultati: a T0 il rischio di DNA è più frequente nelle ragazze. Tale rischio è associato positivamente a difficoltà emotive, iperattività, uso problematico dei social e negativamente a rapporti con i pari. Nel genere maschile esso è positivamente associato ad ansia e rapporti con i pari. Nel T0-T1, tra le ragazze già a rischio il mantenimento è associato a depressione e, in modo inatteso, a prosocialità; tra i ragazzi non emergono effetti. Nel mantenimento del non rischio si osservano tendenze protettive di minori difficoltà emotive (ragazze) e di rapporti tra pari più positivi (ragazzi). Conclusioni: le evidenze delineano profili in parte differenziati per genere e suggeriscono l’utilità di interventi scolastici integrati (regolazione emotiva, educazione all’immagine corporea, media literacy). Per gli studi futuri sono auspicabili follow-up più estesi, misure che includano anche componenti muscle-oriented e indicatori interpersonali e digitali più specifici.

“Chi è più a rischio, e perché? Un’indagine longitudinale sui fattori psicologici e di genere legati ai disturbi alimentari in adolescenza”

GIOTTO, RICCARDO
2024/2025

Abstract

Background: l’adolescenza è una finestra evolutiva in cui i rapidi cambiamenti biologici si intrecciano con le esperienze quotidiane, aumentando la vulnerabilità alla psicopatologia. In questa fase, le preoccupazioni per il corpo sono comuni e i disturbi dell’alimentazione tendono a esordire, con impatti rilevanti sul funzionamento e sulla salute. Le stime indicano un gradiente di genere con valori mediamente più alti nelle ragazze ma una crescente attenzione ai casi maschili. Metodo: studio scolastico italiano con disegno longitudinale a due tempi (T0-T1, ≈3 mesi). Hanno partecipato 1429 studenti a T0 e 497 a T1. L’esito è il rischio di sintomi riconducibili a psicopatologia alimentare (SCOFF, dicotomico). Sono state raccolte misure standardizzate su quattro domini: internalizzante, esternalizzante/disregolativo, relazioni con i pari e digitale (DASS-21, SDQ, BSMAS). Le analisi hanno previsto regressioni logistiche multivariate, stratificate per genere, per stimare: (a) a T0 le associazioni tra i fattori inclusi nei modelli e lo status di rischio; (b) nel passaggio T0-T1 due modelli longitudinali condizionati sullo stato iniziale. Tra gli studenti a rischio a T0, la probabilità di rimanere a rischio a T1; tra gli studenti non a rischio a T0, la probabilità di rimanere non a rischio a T1. Sono riportati OR e IC 95% Risultati: a T0 il rischio di DNA è più frequente nelle ragazze. Tale rischio è associato positivamente a difficoltà emotive, iperattività, uso problematico dei social e negativamente a rapporti con i pari. Nel genere maschile esso è positivamente associato ad ansia e rapporti con i pari. Nel T0-T1, tra le ragazze già a rischio il mantenimento è associato a depressione e, in modo inatteso, a prosocialità; tra i ragazzi non emergono effetti. Nel mantenimento del non rischio si osservano tendenze protettive di minori difficoltà emotive (ragazze) e di rapporti tra pari più positivi (ragazzi). Conclusioni: le evidenze delineano profili in parte differenziati per genere e suggeriscono l’utilità di interventi scolastici integrati (regolazione emotiva, educazione all’immagine corporea, media literacy). Per gli studi futuri sono auspicabili follow-up più estesi, misure che includano anche componenti muscle-oriented e indicatori interpersonali e digitali più specifici.
2024
"Who is more at risk, and why? A longitudinal study of psychological and gender-based factors associated with eating disorders in adolescence"
disturbi alimentari
adolescenza
genere
fattori di rischio
studio longitudinale
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Giotto_Riccardo.pdf

Accesso riservato

Dimensione 1.91 MB
Formato Adobe PDF
1.91 MB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100185