I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) rappresentano una sfida rilevante per la salute mentale, data la loro complessità clinica e le difficoltà di accesso ai trattamenti. Negli ultimi anni, l’emergere di interventi digitali a bassa intensità ha aperto nuove prospettive di prevenzione e di cura, favorendo una maggiore accessibilità e personalizzazione delle strategie terapeutiche. Tra questi, gli interventi di auto-aiuto guidato (Guided Self-Help GSH) si sono dimostrati promettenti nel favorire il coinvolgimento attivo delle persone e nel migliorare gli esiti clinici. La presente tesi si inserisce nel contesto del progetto INTERconNEcT-EDs, un intervento digitale di auto-aiuto guidato sviluppato per supportare individui in diverse fasi dei DNA attraverso risorse integrate quali forum di discussione, gruppi di terapia interpersonale e manuali di psicoeducazione. II presente studio ha utilizzato come materiali n=16 trascritti dei forum di gruppi online appartenenti al progetto, analizzati mediante analisi tematica, che ha consentito di identificare temi legati alle esperienze di malattia e di guarigione emersi in un modello di interazione basato sulla guarigione e sul confronto tra pari, riflettendo su possibili fattori di mantenimento. I risultati evidenziano una forte risonanza con i modelli teorici di Fairburn et al. (2003) e Treasure et al. (2020), confermando la presenza di nuclei psicopatologici centrali nei DNA come perfezionismo, bassa autostima, sopravvalutazione del peso e della forma del corpo, rigidità cognitiva e difficoltà nella regolazione emotiva e interpersonale. Dalle narrazioni emerge inoltre la percezione di perdita di identità e di passività rispetto ai propri pensieri e comportamenti, sostenuti dalla letteratura (Verschueren et al., 2017; Viviana Aya et al., 2019) e che andrebbero ulteriormente esplorati come possibili fattori di mantenimento. Parallelamente, si osserva l’importanza delle relazioni significative come spazi di riconoscimento e autoregolazione, capaci di favorire fiducia, contatto e speranza. Il processo di guarigione appare come un cammino graduale e relazionale, segnato da ambivalenze ma anche da una crescente consapevolezza di sé. Il presente studio si mostra a supporto di una concezione della guarigione che non coincide con la sola remissione dei sintomi, ma con la riscoperta di significato, progettualità e libertà personale (Bardone-Cone et al., 2009; Tosi et al., 2025)
Utilizzo di risorse di auto-aiuto guidato nei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione: uno studio empirico sul progetto INTERconNEcT-EDs
GRAZIATO, MARGHERITA
2024/2025
Abstract
I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) rappresentano una sfida rilevante per la salute mentale, data la loro complessità clinica e le difficoltà di accesso ai trattamenti. Negli ultimi anni, l’emergere di interventi digitali a bassa intensità ha aperto nuove prospettive di prevenzione e di cura, favorendo una maggiore accessibilità e personalizzazione delle strategie terapeutiche. Tra questi, gli interventi di auto-aiuto guidato (Guided Self-Help GSH) si sono dimostrati promettenti nel favorire il coinvolgimento attivo delle persone e nel migliorare gli esiti clinici. La presente tesi si inserisce nel contesto del progetto INTERconNEcT-EDs, un intervento digitale di auto-aiuto guidato sviluppato per supportare individui in diverse fasi dei DNA attraverso risorse integrate quali forum di discussione, gruppi di terapia interpersonale e manuali di psicoeducazione. II presente studio ha utilizzato come materiali n=16 trascritti dei forum di gruppi online appartenenti al progetto, analizzati mediante analisi tematica, che ha consentito di identificare temi legati alle esperienze di malattia e di guarigione emersi in un modello di interazione basato sulla guarigione e sul confronto tra pari, riflettendo su possibili fattori di mantenimento. I risultati evidenziano una forte risonanza con i modelli teorici di Fairburn et al. (2003) e Treasure et al. (2020), confermando la presenza di nuclei psicopatologici centrali nei DNA come perfezionismo, bassa autostima, sopravvalutazione del peso e della forma del corpo, rigidità cognitiva e difficoltà nella regolazione emotiva e interpersonale. Dalle narrazioni emerge inoltre la percezione di perdita di identità e di passività rispetto ai propri pensieri e comportamenti, sostenuti dalla letteratura (Verschueren et al., 2017; Viviana Aya et al., 2019) e che andrebbero ulteriormente esplorati come possibili fattori di mantenimento. Parallelamente, si osserva l’importanza delle relazioni significative come spazi di riconoscimento e autoregolazione, capaci di favorire fiducia, contatto e speranza. Il processo di guarigione appare come un cammino graduale e relazionale, segnato da ambivalenze ma anche da una crescente consapevolezza di sé. Il presente studio si mostra a supporto di una concezione della guarigione che non coincide con la sola remissione dei sintomi, ma con la riscoperta di significato, progettualità e libertà personale (Bardone-Cone et al., 2009; Tosi et al., 2025)| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100189