L’uso problematico di internet (PIU) è una condizione che desta preoccupazione per la sua crescente diffusione e il suo impatto negativo a livello individuale e sociale. Nel 2013, la voce “internet gaming disorder” (IGD) è stata aggiunta nella Sezione III del DSM-5 come condizione meritevole di ulteriori approfondimenti. A sua volta, nel 2022 l’OMS ha aggiunto la voce “gaming disorder” all’interno dell’ICD-11, classificando questa condizione come un disturbo a tutti gli effetti. La sua prevalenza è molto variabile a seconda degli studi, e questo è in parte dovuto alla disomogeneità dei criteri e degli strumenti di assessment. I principali fattori di rischio sembrano essere l’appartenenza al sesso maschile e la giovane età. E' stata rilevata una elevata comorbilità con altri disturbi mentali, in particolare i disturbi d'ansia e depressivi e l’ADHD. Diversi ricercatori si sono proposti di indagare i meccanismi sottostanti allo sviluppo e al mantenimento di PIU e IGD e hanno elaborato modelli teorici come quello cognitivo-comportamentale, che mette in luce il ruolo di distorsioni cognitive e processi di condizionamento, e il modello I-PACE, che completa il quadro evidenziando l'importanza delle alterazioni delle funzioni esecutive, in particolare del controllo degli impulsi. Da un punto di vista psicobiologico, negli individui con PIU e IGD sono state riscontrate alterazioni a livello cerebrale, sia funzionali che strutturali, analoghe a quelle osservate in individui con dipendenze da sostanze e dipendenze comportamentali; in particolare, i network neurali coinvolti sono quelli implicati nell'elaborazione della ricompensa, nel controllo cognitivo, nel controllo degli impulsi e nel decision making. Le evidenze ad oggi disponibili sui trattamenti per PIU e IGD necessitano di ulteriori approfondimenti per acquisire una maggiore solidità, anche a causa della mancanza di uniformità nei criteri e negli strumenti utilizzati. A livello farmacologico, sono stati indagati gli effetti di alcuni farmaci impiegati nel trattamento della depressione e dell’ADHD. A livello psicosociale, i modelli di trattamento che presentano il maggior numero di evidenze empiriche di efficacia sono quelli di tipo cognitivo-comportamentale (CBT). L’utilizzo combinato di CBT e trattamenti farmacologici sembra condurre ad una più marcata riduzione dei sintomi.

Uso problematico di internet e internet gaming disorder: modelli teorici e trattamenti evidence-based

GUALAZZI, MARIANNA
2024/2025

Abstract

L’uso problematico di internet (PIU) è una condizione che desta preoccupazione per la sua crescente diffusione e il suo impatto negativo a livello individuale e sociale. Nel 2013, la voce “internet gaming disorder” (IGD) è stata aggiunta nella Sezione III del DSM-5 come condizione meritevole di ulteriori approfondimenti. A sua volta, nel 2022 l’OMS ha aggiunto la voce “gaming disorder” all’interno dell’ICD-11, classificando questa condizione come un disturbo a tutti gli effetti. La sua prevalenza è molto variabile a seconda degli studi, e questo è in parte dovuto alla disomogeneità dei criteri e degli strumenti di assessment. I principali fattori di rischio sembrano essere l’appartenenza al sesso maschile e la giovane età. E' stata rilevata una elevata comorbilità con altri disturbi mentali, in particolare i disturbi d'ansia e depressivi e l’ADHD. Diversi ricercatori si sono proposti di indagare i meccanismi sottostanti allo sviluppo e al mantenimento di PIU e IGD e hanno elaborato modelli teorici come quello cognitivo-comportamentale, che mette in luce il ruolo di distorsioni cognitive e processi di condizionamento, e il modello I-PACE, che completa il quadro evidenziando l'importanza delle alterazioni delle funzioni esecutive, in particolare del controllo degli impulsi. Da un punto di vista psicobiologico, negli individui con PIU e IGD sono state riscontrate alterazioni a livello cerebrale, sia funzionali che strutturali, analoghe a quelle osservate in individui con dipendenze da sostanze e dipendenze comportamentali; in particolare, i network neurali coinvolti sono quelli implicati nell'elaborazione della ricompensa, nel controllo cognitivo, nel controllo degli impulsi e nel decision making. Le evidenze ad oggi disponibili sui trattamenti per PIU e IGD necessitano di ulteriori approfondimenti per acquisire una maggiore solidità, anche a causa della mancanza di uniformità nei criteri e negli strumenti utilizzati. A livello farmacologico, sono stati indagati gli effetti di alcuni farmaci impiegati nel trattamento della depressione e dell’ADHD. A livello psicosociale, i modelli di trattamento che presentano il maggior numero di evidenze empiriche di efficacia sono quelli di tipo cognitivo-comportamentale (CBT). L’utilizzo combinato di CBT e trattamenti farmacologici sembra condurre ad una più marcata riduzione dei sintomi.
2024
Problematic internet use and internet gaming disorder: conceptual framework and evidence-based treatments
internet
gaming
PIU
IGD
CBT
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100194