L’allungamento della speranza di vita e la riduzione della natalità hanno portato a una crescita costante della popolazione anziana, soprattutto nei Paesi occidentali, portando a nuove sfide per i sistemi sanitari e per le politiche sociali, ma anche nuove opportunità di promozione del benessere e di valorizzazione delle risorse individuali. Dal punto di vista psicologico, l’invecchiamento non è più considerato un mero declino, bensì come un processo multidimensionale e multidirezionale, caratterizzato dalla coesistenza di guadagni e perdite, secondo la prospettiva life-span. In tale ottica, alcune abilità fluide, come la velocità di elaborazione, l’attenzione e la memoria di lavoro, mostrano una maggiore vulnerabilità con l’avanzare dell’età, mentre competenze cristallizzate e risorse socio-emotive tendono a conservarsi più a lungo, offrendo possibilità di compensazione e adattamento. Parallelamente, il benessere psicologico è emerso come un costrutto centrale nello studio dell’invecchiamento. Oggi è chiaro come individui anziani possono mantenere o persino accrescere il proprio benessere, grazie a una migliore regolazione delle emozioni e a relazioni sociali più selettive e significative. Inoltre, la letteratura recente ha posto in evidenza le relazioni tra benessere psicologico e cognizione, suggerendo che un atteggiamento positivo e la presenza di emozioni favorevoli possano contribuire a sostenere le capacità cognitive e a ridurre il rischio di declino. In questo quadro teorico si colloca il crescente interesse per le visioni soggettive dell’invecchiamento (VoA), ossia le rappresentazioni personali che ciascun individuo sviluppa riguardo al proprio processo di invecchiamento. Tali visioni influenzano in modo significativo la salute, il benessere e la prestazione cognitiva. Approfondire come le VoA interagiscano con le risorse cognitive e con il benessere appare cruciale per delineare strategie di promozione dell’invecchiamento attivo e di successo. Alla luce di queste premesse teoriche, il presente elaborato si propone di indagare le relazioni tra visioni soggettive dell’invecchiamento, benessere psicologico e funzioni cognitive in un campione di adulti e anziani. L’obiettivo è contribuire a una maggiore comprensione dei processi che sostengono la qualità della vita, evidenziando il ruolo delle VoA sugli esiti cognitivi e di benessere esperito.

Relazione tra visioni soggettive dell’invecchiamento, benessere psicologico e funzioni cognitive in anziani.

PANERONI, DALILA
2024/2025

Abstract

L’allungamento della speranza di vita e la riduzione della natalità hanno portato a una crescita costante della popolazione anziana, soprattutto nei Paesi occidentali, portando a nuove sfide per i sistemi sanitari e per le politiche sociali, ma anche nuove opportunità di promozione del benessere e di valorizzazione delle risorse individuali. Dal punto di vista psicologico, l’invecchiamento non è più considerato un mero declino, bensì come un processo multidimensionale e multidirezionale, caratterizzato dalla coesistenza di guadagni e perdite, secondo la prospettiva life-span. In tale ottica, alcune abilità fluide, come la velocità di elaborazione, l’attenzione e la memoria di lavoro, mostrano una maggiore vulnerabilità con l’avanzare dell’età, mentre competenze cristallizzate e risorse socio-emotive tendono a conservarsi più a lungo, offrendo possibilità di compensazione e adattamento. Parallelamente, il benessere psicologico è emerso come un costrutto centrale nello studio dell’invecchiamento. Oggi è chiaro come individui anziani possono mantenere o persino accrescere il proprio benessere, grazie a una migliore regolazione delle emozioni e a relazioni sociali più selettive e significative. Inoltre, la letteratura recente ha posto in evidenza le relazioni tra benessere psicologico e cognizione, suggerendo che un atteggiamento positivo e la presenza di emozioni favorevoli possano contribuire a sostenere le capacità cognitive e a ridurre il rischio di declino. In questo quadro teorico si colloca il crescente interesse per le visioni soggettive dell’invecchiamento (VoA), ossia le rappresentazioni personali che ciascun individuo sviluppa riguardo al proprio processo di invecchiamento. Tali visioni influenzano in modo significativo la salute, il benessere e la prestazione cognitiva. Approfondire come le VoA interagiscano con le risorse cognitive e con il benessere appare cruciale per delineare strategie di promozione dell’invecchiamento attivo e di successo. Alla luce di queste premesse teoriche, il presente elaborato si propone di indagare le relazioni tra visioni soggettive dell’invecchiamento, benessere psicologico e funzioni cognitive in un campione di adulti e anziani. L’obiettivo è contribuire a una maggiore comprensione dei processi che sostengono la qualità della vita, evidenziando il ruolo delle VoA sugli esiti cognitivi e di benessere esperito.
2024
Relationship between subjective views on aging, psychological well-being and cognitive functions in older adults.
Invecchiamento
Visioni soggettive
Benessere psicologic
Funzioni cognitive
Anziani
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