Auditory verbal hallucinations (AVH), traditionally associated with psychotic disorders, are now acknowledged as a transdiagnostic phenomenon also occurring in the general population. This evidence supports the dimensional model of AVHs, which places these experiences on a continuum between normality and pathology. T.J. Crow's hypothesis suggests that reduced left hemisphere lateralization of language may be a vulnerability factor for AVHs. The present study investigated this hypothesis by comparing a group of non-clinical voice hearers and a healthy control group using a phonological rhyme judgement task administered during high-density electroencephalography (hdEEG) recording of brain activity. Neurophysiological analysis showed that subjects with AVH had a more bilateral and diffuse activation pattern in both early event-related potentials (ERP) components and Contingent Negative Variation (CNV) compared to controls. Source analyses also suggest less hemispheric specialization of the language network in voice hearers, consistent with an intermediate profile along the AVH continuum. PSYRATS scale scores also confirm that the auditory experiences reported were of moderate intensity and not particularly disturbing, in agreement with what has been described in the literature for non-clinical voice hearers. Overall, these results support, although preliminarily, Crow's hypothesis and indicate that alterations in language lateralization may represent a potential marker of vulnerability even in non-clinical populations.

Le allucinazioni verbali uditive (AVU), tradizionalmente associate ai disturbi psicotici, sono oggi riconosciute come un fenomeno transdiagnostico presente anche nella popolazione generale. Questa evidenza supporta il modello dimensionale delle AVU che colloca queste esperienze lungo un continuum tra normalità e patologia. L’ipotesi di T.J. Crow propone che una ridotta lateralizzazione emisferica sinistra del linguaggio possa costituire un fattore di vulnerabilità alle AVU. Il presente studio ha indagato tale ipotesi confrontando un gruppo di uditori non clinici e un gruppo di controllo mediante un compito fonologico di giudizio di rime, somministrato durante la registrazione dell’attività cerebrale con elettroencefalografia ad alta densità (hdEEG). L’analisi neurofisiologica ha mostrato nei soggetti con AVU un pattern di attivazione più bilaterale e diffuso sia nei potenziali evento-relati (ERP) precoci sia nella Contingent Negative Variation (CNV) rispetto al gruppo di controllo. Le analisi delle sorgenti, inoltre, suggeriscono una minore specializzazione emisferica della rete linguistica negli uditori, coerentemente con un profilo intermedio lungo il continuum delle AVU. I punteggi alla scala PSYRATS confermano inoltre che le esperienze uditive riportate erano di intensità moderata e scarsamente disturbanti, in linea con quanto descritto dalla letteratura per gli uditori non clinici. Nel complesso, questi risultati supportano, seppur in modo preliminare, l’ipotesi di Crow e indicano che alterazioni nella lateralizzazione del linguaggio possono rappresentare un potenziale marker di vulnerabilità anche in popolazioni non cliniche.

Correlati neuronali dell’elaborazione linguistica in uditori fisiologici: uno studio pilota

PAVAN, GIULIA
2024/2025

Abstract

Auditory verbal hallucinations (AVH), traditionally associated with psychotic disorders, are now acknowledged as a transdiagnostic phenomenon also occurring in the general population. This evidence supports the dimensional model of AVHs, which places these experiences on a continuum between normality and pathology. T.J. Crow's hypothesis suggests that reduced left hemisphere lateralization of language may be a vulnerability factor for AVHs. The present study investigated this hypothesis by comparing a group of non-clinical voice hearers and a healthy control group using a phonological rhyme judgement task administered during high-density electroencephalography (hdEEG) recording of brain activity. Neurophysiological analysis showed that subjects with AVH had a more bilateral and diffuse activation pattern in both early event-related potentials (ERP) components and Contingent Negative Variation (CNV) compared to controls. Source analyses also suggest less hemispheric specialization of the language network in voice hearers, consistent with an intermediate profile along the AVH continuum. PSYRATS scale scores also confirm that the auditory experiences reported were of moderate intensity and not particularly disturbing, in agreement with what has been described in the literature for non-clinical voice hearers. Overall, these results support, although preliminarily, Crow's hypothesis and indicate that alterations in language lateralization may represent a potential marker of vulnerability even in non-clinical populations.
2024
Neural correlates of linguistic processing in Nonclinical Voice Hearers: a pilot study
Le allucinazioni verbali uditive (AVU), tradizionalmente associate ai disturbi psicotici, sono oggi riconosciute come un fenomeno transdiagnostico presente anche nella popolazione generale. Questa evidenza supporta il modello dimensionale delle AVU che colloca queste esperienze lungo un continuum tra normalità e patologia. L’ipotesi di T.J. Crow propone che una ridotta lateralizzazione emisferica sinistra del linguaggio possa costituire un fattore di vulnerabilità alle AVU. Il presente studio ha indagato tale ipotesi confrontando un gruppo di uditori non clinici e un gruppo di controllo mediante un compito fonologico di giudizio di rime, somministrato durante la registrazione dell’attività cerebrale con elettroencefalografia ad alta densità (hdEEG). L’analisi neurofisiologica ha mostrato nei soggetti con AVU un pattern di attivazione più bilaterale e diffuso sia nei potenziali evento-relati (ERP) precoci sia nella Contingent Negative Variation (CNV) rispetto al gruppo di controllo. Le analisi delle sorgenti, inoltre, suggeriscono una minore specializzazione emisferica della rete linguistica negli uditori, coerentemente con un profilo intermedio lungo il continuum delle AVU. I punteggi alla scala PSYRATS confermano inoltre che le esperienze uditive riportate erano di intensità moderata e scarsamente disturbanti, in linea con quanto descritto dalla letteratura per gli uditori non clinici. Nel complesso, questi risultati supportano, seppur in modo preliminare, l’ipotesi di Crow e indicano che alterazioni nella lateralizzazione del linguaggio possono rappresentare un potenziale marker di vulnerabilità anche in popolazioni non cliniche.
allucinazioni
AVU
uditori fisiologici
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