La depressione rappresenta uno dei disturbi mentali più frequentemente diagnosticati a livello globale ed è attualmente considerata la seconda causa di disabilità nel mondo, con un impatto significativo sul funzionamento quotidiano, sociale e lavorativo. Oltre ai sintomi emotivi e cognitivi, numerosi studi hanno evidenziato come la depressione sia associata a una profonda alterazione della percezione del tempo, spesso descritta dai pazienti come un rallentamento soggettivo o una sensazione di immobilità dello scorrere del tempo. Tuttavia, la letteratura scientifica su questo tema risulta eterogenea e talvolta contraddittoria, con risultati non sempre coerenti e una comprensione ancora parziale dei meccanismi che legano il tempo vissuto all’esperienza depressiva. Alla luce di questo quadro, il presente elaborato si propone un duplice obiettivo. Da un lato, descrivere le principali caratteristiche cliniche e terapeutiche della depressione, approfondendo i modelli teorici della percezione del tempo e le evidenze empiriche che ne documentano le alterazioni in condizioni depressive. Dall’altro, presentare e discutere uno studio sperimentale condotto in realtà virtuale (VR) nell’ambito del progetto europeo EXPERIENCE, volto a valutare l’efficacia di un intervento di ricalibrazione temporale e a verificare se tale intervento possa determinare una riduzione significativa dei sintomi depressivi. L’intervento si basa sulla creazione di nuove contingenze senso-motorie all’interno di un ambiente virtuale, in cui la velocità degli eventi varia in funzione del movimento corporeo del partecipante. L’introduzione di tecnologie immersive come la realtà virtuale nello studio dei disturbi mentali rappresenta oggi un’importante opportunità di innovazione, sebbene il suo impiego come strumento diagnostico e terapeutico per la depressione risulti ancora limitato. I risultati dello studio mostrano una tendenza generale verso una ricalibrazione della percezione temporale e una riduzione significativa dei punteggi depressivi dopo l’esposizione all’intervento di ricalibrazione della percezione del tempo. Tuttavia, l’andamento dei dati risulta più articolato e richiede una discussione distinta delle diverse condizioni sperimentali, che verrà trattata nel Capitolo 3. Nel complesso, i risultati suggeriscono che la realtà virtuale rappresenta uno strumento promettente per lo studio dei disturbi mentali, pur trattandosi di un campo ancora in fase di sviluppo che necessita di ulteriori evidenze empiriche.
Time recalibration in realtà virtuale: valutazione dell'efficacia nella riduzione dei sintomi depressivi
PERINETTI CASONI, CLARA
2024/2025
Abstract
La depressione rappresenta uno dei disturbi mentali più frequentemente diagnosticati a livello globale ed è attualmente considerata la seconda causa di disabilità nel mondo, con un impatto significativo sul funzionamento quotidiano, sociale e lavorativo. Oltre ai sintomi emotivi e cognitivi, numerosi studi hanno evidenziato come la depressione sia associata a una profonda alterazione della percezione del tempo, spesso descritta dai pazienti come un rallentamento soggettivo o una sensazione di immobilità dello scorrere del tempo. Tuttavia, la letteratura scientifica su questo tema risulta eterogenea e talvolta contraddittoria, con risultati non sempre coerenti e una comprensione ancora parziale dei meccanismi che legano il tempo vissuto all’esperienza depressiva. Alla luce di questo quadro, il presente elaborato si propone un duplice obiettivo. Da un lato, descrivere le principali caratteristiche cliniche e terapeutiche della depressione, approfondendo i modelli teorici della percezione del tempo e le evidenze empiriche che ne documentano le alterazioni in condizioni depressive. Dall’altro, presentare e discutere uno studio sperimentale condotto in realtà virtuale (VR) nell’ambito del progetto europeo EXPERIENCE, volto a valutare l’efficacia di un intervento di ricalibrazione temporale e a verificare se tale intervento possa determinare una riduzione significativa dei sintomi depressivi. L’intervento si basa sulla creazione di nuove contingenze senso-motorie all’interno di un ambiente virtuale, in cui la velocità degli eventi varia in funzione del movimento corporeo del partecipante. L’introduzione di tecnologie immersive come la realtà virtuale nello studio dei disturbi mentali rappresenta oggi un’importante opportunità di innovazione, sebbene il suo impiego come strumento diagnostico e terapeutico per la depressione risulti ancora limitato. I risultati dello studio mostrano una tendenza generale verso una ricalibrazione della percezione temporale e una riduzione significativa dei punteggi depressivi dopo l’esposizione all’intervento di ricalibrazione della percezione del tempo. Tuttavia, l’andamento dei dati risulta più articolato e richiede una discussione distinta delle diverse condizioni sperimentali, che verrà trattata nel Capitolo 3. Nel complesso, i risultati suggeriscono che la realtà virtuale rappresenta uno strumento promettente per lo studio dei disturbi mentali, pur trattandosi di un campo ancora in fase di sviluppo che necessita di ulteriori evidenze empiriche.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100273