Le abilità visuospaziali sono un insieme di capacità che consentono all’individuo di interagire in modo efficiente con il mondo esterno. Esse implicano processi cognitivi di percezione, elaborazione e rappresentazione mentale che, insieme alla componente motoria, sono alla base dello sviluppo emotivo e relazionale. Difficoltà a carico dell’elaborazione e rappresentazione delle informazioni spaziali possono, infatti, essere associate a fragilità sul piano emotivo e nelle relazioni sociali, come nel caso dei disturbi del neurosviluppo. Attraverso il presente contributo ci si propone di analizzare la relazione tra abilità visuospaziali (i.e., componenti dinamiche come la rotazione mentale e il perspective-taking, nonché la memoria spaziale) e sociali (i.e., misure dirette di Teoria della Mente), nello sviluppo tipico e in due condizioni neuroevolutive diverse, ma parzialmente sovrapponibili nella sintomatologia, quali il Disturbo Visuospaziale (DVSD) e il Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) senza disabilità intellettiva. Si cercherà, inoltre, di esaminare come tali abilità possano contribuire a differenziare tra loro i gruppi clinici e i gruppi clinici dal gruppo di controllo. A tal fine, sono stati reclutati partecipanti (età 8-16 anni) con DVSD (N=10), con ASD senza disabilità intellettiva (N=10) e senza alcuna diagnosi (N=10). I risultati saranno discussi alla luce delle ipotesi e della letteratura di riferimento. Per poter contribuire all’individuazione delle differenze tra i profili con utilità dal punto di vista clinico ed educativo, saranno, inoltre, illustrate eventuali implicazioni educative e cliniche.
La relazione tra abilità visuospaziali e le abilità sociali nel disturbo dello spettro autistico, nel disturbo visuospaziale e nello sviluppo tipico
POLO, ALESSIA
2024/2025
Abstract
Le abilità visuospaziali sono un insieme di capacità che consentono all’individuo di interagire in modo efficiente con il mondo esterno. Esse implicano processi cognitivi di percezione, elaborazione e rappresentazione mentale che, insieme alla componente motoria, sono alla base dello sviluppo emotivo e relazionale. Difficoltà a carico dell’elaborazione e rappresentazione delle informazioni spaziali possono, infatti, essere associate a fragilità sul piano emotivo e nelle relazioni sociali, come nel caso dei disturbi del neurosviluppo. Attraverso il presente contributo ci si propone di analizzare la relazione tra abilità visuospaziali (i.e., componenti dinamiche come la rotazione mentale e il perspective-taking, nonché la memoria spaziale) e sociali (i.e., misure dirette di Teoria della Mente), nello sviluppo tipico e in due condizioni neuroevolutive diverse, ma parzialmente sovrapponibili nella sintomatologia, quali il Disturbo Visuospaziale (DVSD) e il Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) senza disabilità intellettiva. Si cercherà, inoltre, di esaminare come tali abilità possano contribuire a differenziare tra loro i gruppi clinici e i gruppi clinici dal gruppo di controllo. A tal fine, sono stati reclutati partecipanti (età 8-16 anni) con DVSD (N=10), con ASD senza disabilità intellettiva (N=10) e senza alcuna diagnosi (N=10). I risultati saranno discussi alla luce delle ipotesi e della letteratura di riferimento. Per poter contribuire all’individuazione delle differenze tra i profili con utilità dal punto di vista clinico ed educativo, saranno, inoltre, illustrate eventuali implicazioni educative e cliniche.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100282