La ruminazione è uno stile di pensiero perseverativo, negativo e ripetitivo in risposta a stati d’animo negativi; rappresenta una modalità di regolazione emotiva maladattiva, relativamente stabile nel tempo, e contribuisce al mantenimento della sintomatologia depressiva. Il presente elaborato indaga i correlati psicofisiologici associati alla ruminazione attraverso la registrazione EEG a riposo in due momenti: baseline (Rest1) e post–mood induction (Rest2). L’EEG è stato acquisito lungo l’intera sessione sperimentale, ma in questa tesi sono analizzati esclusivamente i segmenti di riposo. Il campione subclinico è composto da giovani donne (n= 73), suddivise in base ai punteggi ottenuti al Perseverative Thinking Questionnaire e alla Ruminative Responses Scale. Il segnale è stato elaborato e sottoposto ad analisi alle sorgenti con sLORETA, estraendo la potenza spettrale per cinque bande di frequenza. Le statistiche hanno previsto analisi tra gruppi (Low vs. High) e analisi entro gruppi (Rest1 vs. Rest2). Il campione è stato limitato alle sole donne alla luce della maggiore vulnerabilità femminile alla ruminazione e alla depressione documentata in letteratura, e per evitare fonti di variabilità legate a differenze di genere nell'attivazione psicofisiologica centrale in risposta a stimoli emotivi. Nei risultati, il gruppo ad alta ruminazione ha mostrato sintomatologia depressiva significativamente più elevata al Beck Depression Inventory-II, mentre il gruppo con bassi livelli di ruminazione ha riportato livelli di empatia significativamente superiori all'Interpersonal Reactivity Index. A livello EEG, nelle analisi tra gruppi a Rest1 il gruppo High ha evidenziato maggiore potenza ad alta frequenza (beta in aree occipito-temporali; gamma nel giro frontale inferiore destro); a Rest2 ha mostrato potenza theta superiore nel giro frontale mediale e nella corteccia cingolata anteriore di destra rispetto al gruppo Low. Nelle analisi entro gruppi, il gruppo Low ha presentato riduzioni post-induzione in delta, theta e alpha, mentre il gruppo High non ha mostrato variazioni significative tra Rest1 e Rest 2. I risultati indicano che alti livelli di ruminazione sono associati a pattern EEG a risposo più attivi nel range delle alte frequenze, e a minore capacità di modulazione dell'attività cerebrale in risposta all'induzione emotiva, suggerendo una rigidità neurale caratteristica della ruminazione. Al contrario, bassi livelli di ruminazione si accompagnano a profili empatici più favorevoli e a maggiore flessibilità corticale.
Attività EEG a riposo pre- e post-Mood Induction: differenze tra donne con alti e bassi livelli di ruminazione
RIGAMONTI, GIULIA
2024/2025
Abstract
La ruminazione è uno stile di pensiero perseverativo, negativo e ripetitivo in risposta a stati d’animo negativi; rappresenta una modalità di regolazione emotiva maladattiva, relativamente stabile nel tempo, e contribuisce al mantenimento della sintomatologia depressiva. Il presente elaborato indaga i correlati psicofisiologici associati alla ruminazione attraverso la registrazione EEG a riposo in due momenti: baseline (Rest1) e post–mood induction (Rest2). L’EEG è stato acquisito lungo l’intera sessione sperimentale, ma in questa tesi sono analizzati esclusivamente i segmenti di riposo. Il campione subclinico è composto da giovani donne (n= 73), suddivise in base ai punteggi ottenuti al Perseverative Thinking Questionnaire e alla Ruminative Responses Scale. Il segnale è stato elaborato e sottoposto ad analisi alle sorgenti con sLORETA, estraendo la potenza spettrale per cinque bande di frequenza. Le statistiche hanno previsto analisi tra gruppi (Low vs. High) e analisi entro gruppi (Rest1 vs. Rest2). Il campione è stato limitato alle sole donne alla luce della maggiore vulnerabilità femminile alla ruminazione e alla depressione documentata in letteratura, e per evitare fonti di variabilità legate a differenze di genere nell'attivazione psicofisiologica centrale in risposta a stimoli emotivi. Nei risultati, il gruppo ad alta ruminazione ha mostrato sintomatologia depressiva significativamente più elevata al Beck Depression Inventory-II, mentre il gruppo con bassi livelli di ruminazione ha riportato livelli di empatia significativamente superiori all'Interpersonal Reactivity Index. A livello EEG, nelle analisi tra gruppi a Rest1 il gruppo High ha evidenziato maggiore potenza ad alta frequenza (beta in aree occipito-temporali; gamma nel giro frontale inferiore destro); a Rest2 ha mostrato potenza theta superiore nel giro frontale mediale e nella corteccia cingolata anteriore di destra rispetto al gruppo Low. Nelle analisi entro gruppi, il gruppo Low ha presentato riduzioni post-induzione in delta, theta e alpha, mentre il gruppo High non ha mostrato variazioni significative tra Rest1 e Rest 2. I risultati indicano che alti livelli di ruminazione sono associati a pattern EEG a risposo più attivi nel range delle alte frequenze, e a minore capacità di modulazione dell'attività cerebrale in risposta all'induzione emotiva, suggerendo una rigidità neurale caratteristica della ruminazione. Al contrario, bassi livelli di ruminazione si accompagnano a profili empatici più favorevoli e a maggiore flessibilità corticale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100300