Nelle città pare diffondersi sempre più un clima diffuso di sfiducia, insicurezza ed indifferenza, tanto tra le singole persone quanto tra esse ed il loro ambiente in senso ampio. Questo sentimento è visibile nella perdita progressiva delle funzioni sociali tipiche di quei luoghi che storicamente erano il cuore pulsante delle comunità, fra cui figurano i parchi pubblici, i quali nascono e si sviluppano per offrire ai cittadini, in modo inclusivo e democratico, un luogo salubre e protetto dove svagarsi e ritrovarsi, tutelando al contempo il benessere delle persone e l’equilibrio dell’ecosistema naturale. Seppure le ragioni per investire in questo tipo di risorse siano molteplici e i benefici siano comprovati, accade che luoghi antropologici con grande potenziale siano lasciati a se stessi, con il rischio che essi diventino luoghi vuoti e scevri di significato, in cui si possono innestare dinamiche che pervertono il loro senso originario di inclusione e rigenerazione psicologica. Questo, ad un primo esame della cronaca locale, pare essere il caso per Brescia e, più precisamente, per uno dei suoi parchi storici, intitolato a Italo Nicoletto, dove si descrivono reiterati comportamenti illegali, prevaricanti e disturbanti la percezione di sicurezza. Dopo un’introduzione ai concetti chiave della psicologia ambientale, per acquisire una comprensione delle interazioni uomo-ambiente, ed un approfondimento su parchi pubblici, urbanistica e sicurezza urbana, si proseguirà ad un esame della cronaca in questione; ad essa si affiancheranno diverse fonti documentali locali, al fine di inquadrare i problemi e gli attori sociali in essi coinvolti, così come gli approcci risolutivi già tentati; si passerà poi al resoconto di una serie di interviste semi-strutturate svolte con i frequentatori attuali del parco, per raccogliere le loro opinioni, esplorare le relazioni personali e affettive che intrattengono con lo spazio e comprendere come l’insicurezza ambientale, se percepita, influisca su comportamenti, pensieri ed abitudini. Si concluderà con una discussione dei risultati ottenuti, con riferimento alla letteratura esistente.
Insicurezza urbana e parchi pubblici: studio di caso
VISCONTI, STELLA
2024/2025
Abstract
Nelle città pare diffondersi sempre più un clima diffuso di sfiducia, insicurezza ed indifferenza, tanto tra le singole persone quanto tra esse ed il loro ambiente in senso ampio. Questo sentimento è visibile nella perdita progressiva delle funzioni sociali tipiche di quei luoghi che storicamente erano il cuore pulsante delle comunità, fra cui figurano i parchi pubblici, i quali nascono e si sviluppano per offrire ai cittadini, in modo inclusivo e democratico, un luogo salubre e protetto dove svagarsi e ritrovarsi, tutelando al contempo il benessere delle persone e l’equilibrio dell’ecosistema naturale. Seppure le ragioni per investire in questo tipo di risorse siano molteplici e i benefici siano comprovati, accade che luoghi antropologici con grande potenziale siano lasciati a se stessi, con il rischio che essi diventino luoghi vuoti e scevri di significato, in cui si possono innestare dinamiche che pervertono il loro senso originario di inclusione e rigenerazione psicologica. Questo, ad un primo esame della cronaca locale, pare essere il caso per Brescia e, più precisamente, per uno dei suoi parchi storici, intitolato a Italo Nicoletto, dove si descrivono reiterati comportamenti illegali, prevaricanti e disturbanti la percezione di sicurezza. Dopo un’introduzione ai concetti chiave della psicologia ambientale, per acquisire una comprensione delle interazioni uomo-ambiente, ed un approfondimento su parchi pubblici, urbanistica e sicurezza urbana, si proseguirà ad un esame della cronaca in questione; ad essa si affiancheranno diverse fonti documentali locali, al fine di inquadrare i problemi e gli attori sociali in essi coinvolti, così come gli approcci risolutivi già tentati; si passerà poi al resoconto di una serie di interviste semi-strutturate svolte con i frequentatori attuali del parco, per raccogliere le loro opinioni, esplorare le relazioni personali e affettive che intrattengono con lo spazio e comprendere come l’insicurezza ambientale, se percepita, influisca su comportamenti, pensieri ed abitudini. Si concluderà con una discussione dei risultati ottenuti, con riferimento alla letteratura esistente.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100358