La spettroscopia di risonanza paramagnetica elettronica (EPR) rappresenta uno strumento fondamentale per lo studio di specie radicaliche, grazie alla sua capacità di fornire informazioni sull’ambiente chimico degli elettroni spaiati. Tuttavia, l’elevata reattività di queste specie ne rende difficile l’osservazione diretta. Per ovviare a tale limitazione, è possibile ricorrere alla tecnica dello Spin Trapping, che consente di stabilizzare i radicali transitori mediante la formazione di addotti più longevi e stabili. Scopo di questa tesi è illustrare, attraverso due casi studio tratti dalla letteratura recente, come questa tecnica possa essere impiegata per indagare i meccanismi radicalici in processi fotocatalitici. Nel primo caso, è stato analizzato il ruolo di trietilammina e trietanolammina nella formazione di specie radicaliche, evidenziando come queste molecole, oltre che a fungere da donatrici di elettroni, possono originare radicali riducenti rilevabili mediante Spin Trapping. Nel secondo caso, è stata studiata la formazione del radicale nitrato in ambiente non acquoso, dove la formazione della specie ossidata dell’agente spin trap DMPO costituisce una prova indiretta della sua esistenza. I risultati raccolti mettono in evidenza l’efficacia e la versatilità dell’approccio combinato EPR/Spin Trapping, permettendo di individuare specie radicaliche altrimenti non osservabili e di approfondire la comprensione dei meccanismi che ne regolano formazione e reattività.

Spin Trapping e Fotocatalisi: due casi studio

CORBETTA, FABIO
2024/2025

Abstract

La spettroscopia di risonanza paramagnetica elettronica (EPR) rappresenta uno strumento fondamentale per lo studio di specie radicaliche, grazie alla sua capacità di fornire informazioni sull’ambiente chimico degli elettroni spaiati. Tuttavia, l’elevata reattività di queste specie ne rende difficile l’osservazione diretta. Per ovviare a tale limitazione, è possibile ricorrere alla tecnica dello Spin Trapping, che consente di stabilizzare i radicali transitori mediante la formazione di addotti più longevi e stabili. Scopo di questa tesi è illustrare, attraverso due casi studio tratti dalla letteratura recente, come questa tecnica possa essere impiegata per indagare i meccanismi radicalici in processi fotocatalitici. Nel primo caso, è stato analizzato il ruolo di trietilammina e trietanolammina nella formazione di specie radicaliche, evidenziando come queste molecole, oltre che a fungere da donatrici di elettroni, possono originare radicali riducenti rilevabili mediante Spin Trapping. Nel secondo caso, è stata studiata la formazione del radicale nitrato in ambiente non acquoso, dove la formazione della specie ossidata dell’agente spin trap DMPO costituisce una prova indiretta della sua esistenza. I risultati raccolti mettono in evidenza l’efficacia e la versatilità dell’approccio combinato EPR/Spin Trapping, permettendo di individuare specie radicaliche altrimenti non osservabili e di approfondire la comprensione dei meccanismi che ne regolano formazione e reattività.
2024
Spin Trapping and Photocatalysis: two case studies
Spin Trapping
Fotocatalisi
EPR
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100385