La presente revisione sistematica della letteratura offre un'analisi critica del principio economico di efficienza, dimostrando la sua evoluzione in una logica strutturante e pervasiva che modella l'organizzazione sociale, il controllo e l'identità individuale nella tarda modernità. La critica teorica evidenzia come l'ossessiva ricerca di misurabilità e controllo, pilastri del sistema capitalistico razionale, generi, a dispetto delle promesse di stabilità, significativi costi sociali non contabilizzati e profonda omologazione culturale. L'applicazione di questo imperativo è indagata in tre aree chiave: il Fast Fashion, dove l'efficienza manageriale si fonda sull'esternalizzazione sistematica dei costi ambientali e sullo sfruttamento della manodopera globale, dimostrando come la rapidità logistica mascheri una profonda irresponsabilità etica; il Fast Food, che razionalizza l'atto di mangiare in una mera transazione economica finalizzata a “comprare tempo” e massimizzare la produttività individuale a discapito della convivialità e della salute; e la gestione del corpo e della mente da parte dell’individuo. In quest'ultimo ambito, l'efficienza colonizza la sfera intima attraverso l'imperativo di auto-sfruttamento, generando la doppia pressione di essere un “corpo-efficiente” funzionale al sistema produttivo e un “corpo-packaging” esteticamente valorizzato sui mercati sociali. Il lavoro conclude che questo processo sfocia in una “tirannia dell'efficienza” che produce una profonda irrazionalità sistemica, manifestata nell'erosione della coesione e della consapevolezza sociale, culminando nello sgretolamento della piena esperienza esistenziale e nell'intensa alienazione dell'individuo.
L’ombra dell’efficienza
NARDINI, DENISE
2024/2025
Abstract
La presente revisione sistematica della letteratura offre un'analisi critica del principio economico di efficienza, dimostrando la sua evoluzione in una logica strutturante e pervasiva che modella l'organizzazione sociale, il controllo e l'identità individuale nella tarda modernità. La critica teorica evidenzia come l'ossessiva ricerca di misurabilità e controllo, pilastri del sistema capitalistico razionale, generi, a dispetto delle promesse di stabilità, significativi costi sociali non contabilizzati e profonda omologazione culturale. L'applicazione di questo imperativo è indagata in tre aree chiave: il Fast Fashion, dove l'efficienza manageriale si fonda sull'esternalizzazione sistematica dei costi ambientali e sullo sfruttamento della manodopera globale, dimostrando come la rapidità logistica mascheri una profonda irresponsabilità etica; il Fast Food, che razionalizza l'atto di mangiare in una mera transazione economica finalizzata a “comprare tempo” e massimizzare la produttività individuale a discapito della convivialità e della salute; e la gestione del corpo e della mente da parte dell’individuo. In quest'ultimo ambito, l'efficienza colonizza la sfera intima attraverso l'imperativo di auto-sfruttamento, generando la doppia pressione di essere un “corpo-efficiente” funzionale al sistema produttivo e un “corpo-packaging” esteticamente valorizzato sui mercati sociali. Il lavoro conclude che questo processo sfocia in una “tirannia dell'efficienza” che produce una profonda irrazionalità sistemica, manifestata nell'erosione della coesione e della consapevolezza sociale, culminando nello sgretolamento della piena esperienza esistenziale e nell'intensa alienazione dell'individuo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100443