La presente ricerca analizza lo stato attuale della rappresentanza studentesca nelle scuole superiori italiane. In particolare, si interroga sugli effetti della cornice istituzionale composta di organi e sistemi elettorali che si è sviluppata a partire dai Decreti Delegati del 1974, fino alla nascita della consulta degli studenti (1996) e del parlamento regionale degli studenti (2011). Il lavoro consiste in una ricerca qualitativa basata su una serie d’interviste fatte a dei rappresentanti degli studenti volte a capire come questi strumenti abbiano ridefinito ruoli, funzioni e limiti della rappresentanza. L’analisi della letteratura sociologica e dei dati raccolti parlando direttamente coi ragazzi coinvolti, evidenzia infatti come questo insieme di nuovi organi e modalità, inserito in un contesto di crescente accelerazione sociale ed economicizzazione, rischi di ridurre la partecipazione a mera procedura regolamentata, lontana dalle spinte originarie di contestazione. Le interviste hanno mostrato quello che è stato definito come un “momento del disincanto”, in cui i rappresentanti, inizialmente motivati e fiduciosi, si scontrano con vincoli burocratici, scarsità di risorse e logiche di controllo istituzionale che ne limitano l’efficacia. Ne emerge il paradosso di una rappresentanza che, più viene garantita e sostenuta formalmente dalle norme, più appare svuotata della sua capacità trasformativa, oscillando tra funzione educativa alla cittadinanza e rischio di immobilismo.
"Poi è arrivato il disincanto" Effetti della cornice istituzionale sulle rappresentanze studentesche nelle scuole superiori italiane
VOLPE, GIULIO
2024/2025
Abstract
La presente ricerca analizza lo stato attuale della rappresentanza studentesca nelle scuole superiori italiane. In particolare, si interroga sugli effetti della cornice istituzionale composta di organi e sistemi elettorali che si è sviluppata a partire dai Decreti Delegati del 1974, fino alla nascita della consulta degli studenti (1996) e del parlamento regionale degli studenti (2011). Il lavoro consiste in una ricerca qualitativa basata su una serie d’interviste fatte a dei rappresentanti degli studenti volte a capire come questi strumenti abbiano ridefinito ruoli, funzioni e limiti della rappresentanza. L’analisi della letteratura sociologica e dei dati raccolti parlando direttamente coi ragazzi coinvolti, evidenzia infatti come questo insieme di nuovi organi e modalità, inserito in un contesto di crescente accelerazione sociale ed economicizzazione, rischi di ridurre la partecipazione a mera procedura regolamentata, lontana dalle spinte originarie di contestazione. Le interviste hanno mostrato quello che è stato definito come un “momento del disincanto”, in cui i rappresentanti, inizialmente motivati e fiduciosi, si scontrano con vincoli burocratici, scarsità di risorse e logiche di controllo istituzionale che ne limitano l’efficacia. Ne emerge il paradosso di una rappresentanza che, più viene garantita e sostenuta formalmente dalle norme, più appare svuotata della sua capacità trasformativa, oscillando tra funzione educativa alla cittadinanza e rischio di immobilismo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100467