Il presente elaborato esamina il fenomeno del dogwhistle come dispositivo linguistico capace di influenzare il dibattito pubblico attraverso messaggi impliciti rivolti a un pubblico selezionato. L’analisi mostra come non esista una definizione univoca del fenomeno, ma una pluralità di interpretazioni che ne evidenziano aspetti diversi. Il primo capitolo ricostruisce il funzionamento del dogwhistle a partire dalle teorie di Jason Stanley, integrate con i contributi di Robert Stalnaker e Miranda Fricker, mettendo in luce il ruolo dei contenuti not-at-issue e l’impatto sul common ground, nonché le implicazioni in termini di ingiustizia epistemica. Il secondo capitolo approfondisce l’analisi proposta da Jennifer Saul, che collega la diffusione dei dogwhistles alle condizioni sociali contemporanee, caratterizzate da norme vaghe, pregiudizi impliciti e strategie comunicative che consentono la circolazione di messaggi discriminatori pur mantenendo una facciata di rispettabilità. Il terzo capitolo presenta infine l’approccio alternativo di Justin Khoo, che sposta l’attenzione sulle inferenze cognitive del pubblico e adotta una lettura minimalista del fenomeno. L’insieme delle prospettive analizzate mostra come il dogwhistle sia uno strumento complesso, operante tanto sul piano linguistico quanto su quello sociale, e come la sua comprensione richieda un approccio multidimensionale.
Dogwhistles. Un’analisi filosofica del linguaggio manipolatorio.
MARCONZINI, FRANCESCO
2024/2025
Abstract
Il presente elaborato esamina il fenomeno del dogwhistle come dispositivo linguistico capace di influenzare il dibattito pubblico attraverso messaggi impliciti rivolti a un pubblico selezionato. L’analisi mostra come non esista una definizione univoca del fenomeno, ma una pluralità di interpretazioni che ne evidenziano aspetti diversi. Il primo capitolo ricostruisce il funzionamento del dogwhistle a partire dalle teorie di Jason Stanley, integrate con i contributi di Robert Stalnaker e Miranda Fricker, mettendo in luce il ruolo dei contenuti not-at-issue e l’impatto sul common ground, nonché le implicazioni in termini di ingiustizia epistemica. Il secondo capitolo approfondisce l’analisi proposta da Jennifer Saul, che collega la diffusione dei dogwhistles alle condizioni sociali contemporanee, caratterizzate da norme vaghe, pregiudizi impliciti e strategie comunicative che consentono la circolazione di messaggi discriminatori pur mantenendo una facciata di rispettabilità. Il terzo capitolo presenta infine l’approccio alternativo di Justin Khoo, che sposta l’attenzione sulle inferenze cognitive del pubblico e adotta una lettura minimalista del fenomeno. L’insieme delle prospettive analizzate mostra come il dogwhistle sia uno strumento complesso, operante tanto sul piano linguistico quanto su quello sociale, e come la sua comprensione richieda un approccio multidimensionale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100549