La tesi affronta la questione del supererogatorio nella condizione post-umana, interrogandosi sulla possibilità di pensare ancora a gesti morali che eccedono il dovere in un’epoca segnata dalla tecnica, dalla digitalizzazione, dall’ibridazione uomo-macchina. Da un lato, la crisi e la trasformazione dell’identità umana mettono in discussione il paradigma del soggetto autonomo ereditato dalla modernità; dall’altro, viene analizzato il supererogatorio, inteso come eccedenza etica non riducibile né alle categorie del dovere né a quelle della prestazione. L’argomentazione prende avvio dall’ipotesi che il supererogatorio sia ormai impraticabile in un contesto dominato dalla spettacolarizzazione, in cui ogni gesto è assorbito dalla logica della visibilità ed esposto a un’eccessiva romanticizzazione. Da tale impossibilità affiora la prospettiva opposta di concepirlo come trasferito nei sistemi tecnici, dove nuove forme di eccedenza etica possono prendere corpo. A questa visione si collega l’idea che il supererogatorio, pur trasformato, sopravviva all’interno della tecnica, rielaborandosi in pratiche situate che diventano pensabili solo dopo la mediazione tecnica e capaci di agire nei margini del mondo tecnico-digitale. È infine questa sopravvivenza discreta che apre alla proposta finale di riconoscimento del supererogatorio come gesto elementare, sempre identico a sé, che precede ogni costrutto tecnico: un atto che si diffonde nell’ordinario perché fondato sulla gratuità originaria della relazione con l’altro, nella dimensione silenziosa di un’etica che eccede ogni calcolo.

Il supererogatorio nella condizione post-umana: oltre il dovere nell’epoca della tecnica

VIGNOTO, ROSSELLA
2024/2025

Abstract

La tesi affronta la questione del supererogatorio nella condizione post-umana, interrogandosi sulla possibilità di pensare ancora a gesti morali che eccedono il dovere in un’epoca segnata dalla tecnica, dalla digitalizzazione, dall’ibridazione uomo-macchina. Da un lato, la crisi e la trasformazione dell’identità umana mettono in discussione il paradigma del soggetto autonomo ereditato dalla modernità; dall’altro, viene analizzato il supererogatorio, inteso come eccedenza etica non riducibile né alle categorie del dovere né a quelle della prestazione. L’argomentazione prende avvio dall’ipotesi che il supererogatorio sia ormai impraticabile in un contesto dominato dalla spettacolarizzazione, in cui ogni gesto è assorbito dalla logica della visibilità ed esposto a un’eccessiva romanticizzazione. Da tale impossibilità affiora la prospettiva opposta di concepirlo come trasferito nei sistemi tecnici, dove nuove forme di eccedenza etica possono prendere corpo. A questa visione si collega l’idea che il supererogatorio, pur trasformato, sopravviva all’interno della tecnica, rielaborandosi in pratiche situate che diventano pensabili solo dopo la mediazione tecnica e capaci di agire nei margini del mondo tecnico-digitale. È infine questa sopravvivenza discreta che apre alla proposta finale di riconoscimento del supererogatorio come gesto elementare, sempre identico a sé, che precede ogni costrutto tecnico: un atto che si diffonde nell’ordinario perché fondato sulla gratuità originaria della relazione con l’altro, nella dimensione silenziosa di un’etica che eccede ogni calcolo.
2024
Supererogation in the post-human condition: beyond duty in the age of technology
Supererogatorio
Post-umano
Tecnica
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Vignoto_Rossella.pdf

accesso aperto

Dimensione 790.09 kB
Formato Adobe PDF
790.09 kB Adobe PDF Visualizza/Apri

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100563