L’elaborato approfondisce il tema della sicurezza urbana dalla prospettiva del genere femminile, in particolare focalizza l’attenzione sull’esperienza delle donne negli spazi urbani. Si prendono in considerazione le sensazioni soggettive correlate a costruzioni culturali e sociali che le influenzano; approfondendo inoltre la divergenza tra rischio reale e rischio percepito dalle donne, in quanto come evidenziato dai dati delle statistiche nazionali, la percezione del rischio tende a risultare superiore rispetto alla reale esposizione. L’esperienza delle donne si caratterizza dalla paura di essere vittime di violenza, intesa nelle sue forme fisiche, psicologiche e simboliche; questo porta a sviluppare strategie difensive e l’autoimposizione di limiti. Emerge, in alcuni casi, che le donne sono maggiormente propense a sentirsi insicure quando escono da sole di sera, fino ad evitare di uscire se non accompagnate. Queste sensazioni comportano influenze negative su libertà, relazioni e partecipazione sociale. Ne affiora la necessità di politiche urbane inclusive e la progettazione attenta di politiche volte alla riduzione delle disuguaglianze di genere. L’elaborato propone un approccio alla sicurezza basato su pianificazione urbana inclusiva, riduzione delle disuguaglianze e rafforzamento della coesione sociale. L’indagine, condotta in un Comune della provincia di Treviso, ha coinvolto dieci donne tra i 19 e i 28 anni tramite interviste semi-strutturate, attraverso le quali si sono raccolti vissuti, emozioni e pratiche quotidiane. La traccia dell’intervista è suddivisa in quattro aree: esperienze personali, misure preventive, ruolo della comunità nella percezione della violenza di genere e sicurezza notturna. Le intervistate presentano profili differenti per età, occupazione e percorsi di vita, ma condividono l'interesse comune per il tema della sicurezza urbana, affrontato in termini di esperienze quotidiane in relazione alla dimensione di genere. In seguito, si riporta l’analisi delle interviste dalle quali, oltre alle loro esperienze personali, emerge come le giovani donne vivono questa tematica in costante tensione tra il desiderio di autonomia e la necessità di protezione. La percezione della sicurezza varia dagli orari, luoghi e modalità di spostamento, oltre che dalla presenza di altre persone: la notte e gli spazi isolati accrescono la sensazione di vulnerabilità, comportando la modifica di itinerari e la scelta di mezzi ritenuti più sicuri. Contemporaneamente, si evidenzia come le intervistate cerchino di combattere il loro stesso sentimento derivante dai codici sociali interiorizzati, che dà vita a quel senso di autolimitazione da cui non vorrebbero essere influenzate. In merito al ruolo della comunità, si è trattato il tema dell’educazione, punto fondamentale su cui dover lavorare per migliorare la sicurezza urbana. Altri aspetti emersi tra le risposte di questo tema riguardano il maggior controllo da parte delle forze dell’ordine, un’attenzione solidale tra le persone e l’incremento delle campagne di sensibilizzazione. Come riportato dalle testimonianze delle intervistate e in convergenza con le statistiche nazionali, la sicurezza urbana è un tema che sta assumendo sempre più attenzioni rispetto al passato. Tuttavia, tale progresso non si traduce sempre in un corrispondente incremento della percezione di sicurezza da parte delle donne, permangono infatti sensazioni di vulnerabilità e pericolo che influenzano il modo in cui gli spazi pubblici vengono vissuti e interpretati. Quindi, solo attraverso politiche educative che tengano conto di questo percepito, integrate ad un approccio comunitario, sarà possibile consentire loro di sentirsi realmente libere di vivere le strade, le piazze e le città.
Spazi urbani e sicurezza di genere. Un'analisi di come le donne affrontano rischi e vulnerabilità nello spazio pubblico.
BRUNATO, MARICA
2024/2025
Abstract
L’elaborato approfondisce il tema della sicurezza urbana dalla prospettiva del genere femminile, in particolare focalizza l’attenzione sull’esperienza delle donne negli spazi urbani. Si prendono in considerazione le sensazioni soggettive correlate a costruzioni culturali e sociali che le influenzano; approfondendo inoltre la divergenza tra rischio reale e rischio percepito dalle donne, in quanto come evidenziato dai dati delle statistiche nazionali, la percezione del rischio tende a risultare superiore rispetto alla reale esposizione. L’esperienza delle donne si caratterizza dalla paura di essere vittime di violenza, intesa nelle sue forme fisiche, psicologiche e simboliche; questo porta a sviluppare strategie difensive e l’autoimposizione di limiti. Emerge, in alcuni casi, che le donne sono maggiormente propense a sentirsi insicure quando escono da sole di sera, fino ad evitare di uscire se non accompagnate. Queste sensazioni comportano influenze negative su libertà, relazioni e partecipazione sociale. Ne affiora la necessità di politiche urbane inclusive e la progettazione attenta di politiche volte alla riduzione delle disuguaglianze di genere. L’elaborato propone un approccio alla sicurezza basato su pianificazione urbana inclusiva, riduzione delle disuguaglianze e rafforzamento della coesione sociale. L’indagine, condotta in un Comune della provincia di Treviso, ha coinvolto dieci donne tra i 19 e i 28 anni tramite interviste semi-strutturate, attraverso le quali si sono raccolti vissuti, emozioni e pratiche quotidiane. La traccia dell’intervista è suddivisa in quattro aree: esperienze personali, misure preventive, ruolo della comunità nella percezione della violenza di genere e sicurezza notturna. Le intervistate presentano profili differenti per età, occupazione e percorsi di vita, ma condividono l'interesse comune per il tema della sicurezza urbana, affrontato in termini di esperienze quotidiane in relazione alla dimensione di genere. In seguito, si riporta l’analisi delle interviste dalle quali, oltre alle loro esperienze personali, emerge come le giovani donne vivono questa tematica in costante tensione tra il desiderio di autonomia e la necessità di protezione. La percezione della sicurezza varia dagli orari, luoghi e modalità di spostamento, oltre che dalla presenza di altre persone: la notte e gli spazi isolati accrescono la sensazione di vulnerabilità, comportando la modifica di itinerari e la scelta di mezzi ritenuti più sicuri. Contemporaneamente, si evidenzia come le intervistate cerchino di combattere il loro stesso sentimento derivante dai codici sociali interiorizzati, che dà vita a quel senso di autolimitazione da cui non vorrebbero essere influenzate. In merito al ruolo della comunità, si è trattato il tema dell’educazione, punto fondamentale su cui dover lavorare per migliorare la sicurezza urbana. Altri aspetti emersi tra le risposte di questo tema riguardano il maggior controllo da parte delle forze dell’ordine, un’attenzione solidale tra le persone e l’incremento delle campagne di sensibilizzazione. Come riportato dalle testimonianze delle intervistate e in convergenza con le statistiche nazionali, la sicurezza urbana è un tema che sta assumendo sempre più attenzioni rispetto al passato. Tuttavia, tale progresso non si traduce sempre in un corrispondente incremento della percezione di sicurezza da parte delle donne, permangono infatti sensazioni di vulnerabilità e pericolo che influenzano il modo in cui gli spazi pubblici vengono vissuti e interpretati. Quindi, solo attraverso politiche educative che tengano conto di questo percepito, integrate ad un approccio comunitario, sarà possibile consentire loro di sentirsi realmente libere di vivere le strade, le piazze e le città.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100611